Old Man's Journey - recensione

Così è la vita!

Contrasti su contrasti, limiti invalicabili su limiti invalicabili e contraddizioni che non si riescono mai completamente a superare. Per quanto ci si impunti con tutte le forze per sottolineare la maturità di questo medium, queste stesse affermazioni cozzano costantemente con tutto ciò che circonda il videogioco, con quei contrasti e quei limiti che tutta la community si pone incessantemente, dimostrando come ci siano ancora non pochi problemi sia all'interno della critica di settore che tra i giocatori.

Old Man's Journey, interessante progetto di Broken Rules (team con base in quel di Vienna), per noi ha evidenziato ancora più nettamente queste contraddizioni sottolineando, in un certo senso, i limiti stessi della forma di intrattenimento che tanto amiamo. Quel videogioco che spesso si batte il petto professandosi arte ma che allo stesso tempo fatica a definirsi, va a creare fazioni divise da critiche non particolarmente velate nei confronti di ciò che pare diverso e che per questo non viene sempre accettato. Il disprezzo di molti nei confronti dei walking simulator e dei giochi prettamente narrativi ne è un esempio lampante.

E poi c'è la non meno importante questione voto: da quand'è che un 7, da valutazione comunque positiva, si è trasformato in un sinonimo di spazzatura da evitare come la peste? Come possono i giocatori andare oltre al semplice numeretto quando publisher, sviluppatori e l'industria tutta non ci riescono? Il perché di queste domande è semplice: il rischio che Old Man's Journey venga ignorato dai più è tanto elevato quanto imperdonabile, soprattutto per un certo tipo di giocatori.

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Una vita narrata attraverso piccole opere d'arte.

Una mattina come tante altre, la solita strana casa su un promontorio che si affaccia sul mare e una vita che per l'anziano lupo solitario che qui abita scorre inesorabile in una sfiancante monotonia. Poi una visita inaspettata. Quel postino che normalmente non si allontana così tanto dal centro città ha una consegna da effettuare e in una manciata di secondi una semplice lettera cambia radicalmente un'intera esistenza. Quel vecchio abbandona il proprio immobilismo e parte per un lungo viaggio le cui motivazioni prenderanno lentamente forma con il passare dei minuti.

Senza testi o dialoghi quella di Old Man's Journey è una narrazione che si affida completamente al suo protagonista e al suo spostamento contemporaneamente esterno (nel mondo di gioco) e interno (sempre più in profondità nei ricordi più importanti). È questo passato che torna ad affiorare a focalizzare l'attenzione del giocatore, a rendere lentamente chiare le motivazioni dietro questo viaggio e a gettarci in un turbinio di tematiche non poco importanti.

Non sempre con la stessa efficacia ma comunque in maniera lodevole, Broken Rules tocca argomenti come la perdita, il rimorso, l'amore, la speranza e lo fa attraverso un simpatico e arzillo vecchietto a cui è praticamente impossibile non affezionarsi. È sicuramente questa "odissea emotiva" il vero protagonista di un'avventura che cade in fallo proprio sul gameplay e sui contenuti proposti.

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Il viaggio è un aspetto chiave dell'intera vita del protagonista.

Ludicamente parlando potremmo classificare questo titolo come un'avventura 2D con elementi puzzle ma sono proprio quest'ultimi a non convincere a causa di mancanza di profondità e varietà. Il nostro obiettivo è quello di accompagnare il protagonista verso la fine dei diversi livelli semplicemente spostandolo cliccando sulle varie zone dello scenario. Per riuscire in questa impresa è necessario interagire con la struttura del mondo di gioco e proprio per questo motivo ci troveremo a spostare colline e porzioni di terreno per creare con un solo clic un percorso per il nostro alter ego.

Le meccaniche di gioco sono praticamente solo queste e per quanto l'idea sia sicuramente interessante avrebbe beneficiato non poco di una maggiore varietà di situazioni e di interazioni ambientali più diffuse. Ci sono alcune variazioni sul tema (che non sveleremo per non anticipare nulla) e ostacoli come muri da superare, piccole cascate e ostinati greggi di pecore ma tutto ciò non basta a spezzare una monotonia che in alcuni casi risulta decisamente troppo evidente nonostante la brevità dell'avventura.

Questa esasperante semplicità è probabilmente anche figlia della necessità di adattare il gameplay al touchscreen dei dispositivi mobile così come all'utilizzo del mouse. Probabilmente proprio in mobilità l'esperienza potrebbe rivelarsi complessivamente molto più convincente e divertente rispetto alla versione PC che abbiamo testato.

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Rimorso e speranza sempre faccia a faccia.

Più che da un punto di vista puramente tecnico, quello realizzato dagli sviluppatori è un lavoro che lascia piacevolmente sorpresi soprattutto per la cura artistica di ogni singolo paesaggio che esploreremo. Sembra effettivamente di guardare da vicino personaggi e ambientazioni disegnate a mano con il tratto stesso dell'artista che regala un impatto davvero incredibile, sia nelle fasi più peculiari che in quelle più ordinarie e prettamente puzzle.

L'importanza dell'aspetto visivo e allo stesso tempo del comparto sonoro d'altronde è palpabile sin dai primi minuti dato che scegliendo di ignorare completamente la parola scritta, l'intera vicenda che fa da sfondo al viaggio del protagonista e il suo tuffo nei ricordi si basano completamente sulle immagini e sui suoni, comprese le musiche che in maniera superba sanno accompagnare tanto le sezioni più spensierate che quelle più toccanti.

Old Man's Journey è evidentemente un gioco di nicchia e altrettanto evidentemente non è di certo il miglior rappresentante della propria particolare nicchia di riferimento. Troppo semplicistico rispetto alla maggior parte dei puzzle game classici per appassionare i giocatori più navigati e troppo limitato per varietà di situazioni e per contenuti per riuscire a fronteggiare i migliori rappresentanti di quelle esperienza narrative tanto in voga negli ultimi anni. Un mix imperfetto ma non per questo da ignorare a priori solo perché il voto in fondo a questo articolo è il tanto famigerato e disprezzato sette.

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Il passato ha lasciato dei segni indelebili.

Al di là degli innegabili difetti, quello confezionato da Broken Rules è un titolo bellissimo da vedere e estremamente rilassante da vivere. Un viaggio non solo fisico verso una meta non meglio precisata ma anche un'odissea interiore all'interno dei ricordi, felici o tristi che siano. Gioia, amore, rimpianti ed errori di un'intera vita condensati in circa un'ora e mezza di gioco emozionante e a tratti toccante. Un'opera imperdibile, nonostante tutto, per tutti coloro che rimangono affascinati dalle esperienze narrative che sanno toccare le corde più profonde e che anche per questo sanno chiudere un occhio di fronte ad alcune mancanze, soprattutto nel gameplay.

7 /10

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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