Una Nintendo in rinascita, ma con ancora molte domande a cui rispondere all'E3 - editoriale

E con un Mario che vuole restare sotto i riflettori.

Da vecchio corrispondente di guerra tra console, una delle mie massime è "non escludere mai Nintendo". Un'altra è "basta un solo gioco". Se penso al grandioso lancio di Nintendo Switch, da una parte sono felice di avere avuto ragione, ma allo stesso tempo mi sento in imbarazzo. Ho avuto ragione perché Switch è la console che ha venduto più velocemente di tutte, sia negli Stati Uniti che in Europa, piazzando quasi tre milioni di console in un mese e dimostrando così che l'innovativo approccio di Nintendo al design degli hardware da gioco può ancora fare miracoli, ovviamente nel momento in cui lancia sul mercato un prodotto che i clienti comprendono e desiderano.

Il suo successo però, è stato anche indissolubilmente legato a quello di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, un indiscusso classico moderno che credo sia stato il gioco più acclamato dalla critica di tutta la mia carriera professionale. A causa di alcune anomalie statistiche, la versione Switch del titolo ha venduto più della console stessa dopo soltanto un mese. E poi dicevano che l'epoca delle killer app era finita.

Allora, perché dico imbarazzato? Perché probabilmente avrei dovuto prestare più attenzione alle mie massime quando, all'inizio dell'anno, ho analizzato in maniera eccessivamente pessimistica le possibilità della console. Giunto il momento del lancio, ero più ottimista, ma rimanevo comunque cauto, preoccupato che i problemi dell'hardware e del firmware evidenziassero la fretta con cui Nintendo aveva lanciato Switch sul mercato, prima che fosse davvero pronta, pur essendo disposto a riconoscere che il concetto di console ibrida fosse davvero azzeccato. Adesso, con le vendite della console in costante aumento, con Mario Kart 8 Deluxe che sta vendendo bene e l'entusiasmo a mille per il primo vero titolo first-party in esclusiva Switch, ovvero Arms, mi sento imbarazzato per la mia eccessiva prudenza, anche se non potrei essere più felice di aver avuto torto.

L'E3 della prossima settimana sarà quindi un trionfo per Nintendo? Assolutamente no. E questo perché se da una parte Switch sta cominciando a spingersi fuori dalla cerchia dei fan più incalliti di Nintendo e dai suoi primi utenti, dall'altra la società nipponica deve ancora dare delle risposte alle solite domande, cosa su cui sono al lavoro molti PR. Che cosa offre la console con il prezzo che ha? Dove sono i titoli third-party? Quando uscirà il primo importante aggiornamento di sistema? Quanti porting di Wii U dovremmo aspettarci? E ancora, perché il servizio online è così strano? Dov'è la Virtual Console? Quando verrà pubblicata avrà abbastanza giochi? Ci sarà davvero? E così via.

Ho il sospetto che riceveremo solo risposte parziali. Ma almeno Nintendo ha una buona ragione per essere così vaga: Super Mario Odyssey. Nintendo è stata presa molto in giro lo scorso anno perché, per quasi tutta la sua presenza all'E3, si è concentrata su un unico gioco, Breath of the Wild, cosa che ha fatto per necessità, dal momento che non era ancora pronta a mostrare Switch. Eppure, quella mossa è stata un vero capolavoro delle pubbliche relazioni, e lo rimarrebbe anche se fosse stata casuale. I partecipanti hanno potuto a lungo provare questo gioco brillante ed immediatamente coinvolgente. In questo modo, Zelda ha monopolizzato le discussioni per l'intera settimana e Nintendo è tornata a casa sapendo di aver presentato il gioco migliore della fiera. Anche se Nintendo avrà sicuramente più cose da mostrare quest'anno, credo che cercherà di ripetere il trucchetto dell'anno scorso, tenendo accesi i riflettori soltanto su Mario.

Ciononostante, i possessori di Switch vorranno giustamente vedere di più. Vorranno, ad esempio, vedere colmato l'enorme buco nell'agenda di Nintendo per il 2017 che separa l'uscita di Splatoon 2 a luglio e Mario, previsto per la fine dell'anno, con la speranza che sia presente più di un porting di Wii U (anche se probabilmente è arrivato il turno di Smash Bros). Se tutto quello che ottengono è l'assurdo crossover Mario + Rabbids, ci saranno delle rivolte. ("Rivolte", tra i fan Nintendo, si traduce in "ci lamentiamo tantissimo, ma poi compriamo comunque tutto al day one"). Naturalmente non dimentichiamo la presenza di Pokken Tournament DX, da poco annunciato. Nonostante non si tratti propriamente dell'esordio che tutti avremmo sperato in questi tempi di follie Pokémon, non poteva esistere un crossover migliore di questo per iniziare a spingere la nuova console nel mercato di massa, anche se, ancora una volta, non lo si può davvero considerare un nuovo e importante titolo first-party. Nintendo forse ci mostrerà altri nuovi titoli previsti per la fine del 2017 e l'inizio del 2018, ma presumo che non rischierebbero di allontanare Mario dai riflettori con titoli troppo attesi.

Appoggiarsi così tanto ai porting da Wii U (e simil seguiti come Splatoon 2) per riempire la programmazione del catalogo di Switch è, ovviamente, un fastidio per i fan duri e puri, ma ha incredibilmente senso. Così come la marea di giochi PS3 rimasterizzati da Sony su PS4, Nintendo vede l'opportunità di raggiungere un pubblico che ha saltato l'ultima generazione di console, perdendosi per giunta dei frizzanti titoli first party. Per il bene di quelli che si sono persi la prima volta le meraviglie di Mario Kart 8 e Splatoon, lasceremo correre, specialmente fino a quando gli studi interni di Nintendo saranno così prolifici e in ottima forma, tirando fuori grandi giochi ad un ritmo che non sostenevano da anni.

Però, oltre alla sempre leale Ubisoft, riusciremo a vedere altri studi third party di spessore impegnarsi a supportare Switch quest'anno? EA ha espresso delle intenzioni positive nel corso di una recente riunione degli azionisti, ma se si stanno mobilitando ora in reazione alle vendite di Switch, potrebbe significare che non abbiano ancora pronti prodotti rilevanti di cui parlare, e sospetto la stessa cosa anche per la maggior parte degli altri produttori. Un certo livello di scetticismo potrebbe essere sano. Persino quando hanno buoni propositi, i grandi produttori non sono storicamente abili ad adattare le proprie produzioni e pratiche di marketing all'unicità delle macchine Nintendo, preferendo un ambiente standardizzato come quello offerto da PlayStation, Xbox e PC. Come dimenticare l'ondata di shovelware che ha sommerso Wii? Non vogliamo tornare a quel punto, vero?

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Non ci sono dubbi che Mario sia la grossa scommessa di Nintendo per la fine dell'anno, ma prima di allora ci aspetterà qualche sorpresa?

È meglio sperare che sempre più sviluppatori indie decidano di portare i propri giochi su una quarta piattaforma e ci farebbe piacere che quest'idea venisse confermata nel corso dell'E3. Un eShop ricco farà apparire Switch come un ecosistema vivo, al contrario di un'imbalsamato calendario di uscite tripla A in confezione fisica. Non che di questi tempi una cosa simile si trovi da qualche altra parte. Per lo stesso motivo è importante che Nintendo riveli in fretta i suoi piani per portare il catalogo della Virtual Console su Switch. La compagnia di Kyoto ha dalla sua una delle più grandi librerie videoludiche di sempre e una grossa percentuale di questi giochi potrebbe girare in modalità portatile su Switch. Si tratta di una prospettiva invitante, specialmente per una macchina che gioca un ruolo così evidente nel mercato della nostalgia.

Per quanto riguarda i servizi online, è scoraggiante notare quanto siano vaghe le informazioni rilasciate ed è quindi improbabile che riceveremo chiarimenti nel corso dell'E3. Apprezziamo che il servizio sia gratuito fino al prossimo anno, così come il suo basso costo annuale, anche se questo potrebbe indicare una mancanza di sicurezza riguardo l'offerta. Il che non ci sorprende, considerando che inspiegabilmente per le chat vocali ci si affida ad un'app per smartphone. La posta in gioco è molto alta, ma probabilmente all'E3 eviteranno di rispondere anche a queste domande.

Ma quanto contano alla fine tutte queste cose? Non molto. In una recente uscita della redazione di Eurogamer, le discussioni nel corso delle pause caffè sono state immediatamente interrotte dai nostri Switch (la maggior parte dei quali acquistati con il sudore della fronte), apparsi sui tavoli con i Joy-Con sfoderati per partite a Tetris a due giocatori. In seguito abbiamo anche giocato al pub, come nei migliori sogni di qualche pubblicitario Nintendo. Switch è una macchina magica che si vende da sola, oltre ad avere già due dei migliori giochi del decennio passato. Tutto quello di cui ha bisogno la console all'E3 è che Mario Odyssey si avvicini a Breath of the Wild in un potente cocktail di modernità e nostalgia.

Switch ha un concept meraviglioso, ma non sembra ancora un prodotto del tutto finito. Sarebbe ancora più convincente se all'E3 si potesse dare un'occhiata a come apparirà alla fine.

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Oli Welsh

Oli Welsh

Editor-in-chief  |  oliwelsh

Oli is the editor of Eurogamer.net and likes to take things one word at a time. His friends call him The European, but that's just a coincidence. He's still playing Diablo 3.

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