E3 2017: Need for Speed Payback - prova

Azione e adrenalina per tentare la rinascita del brand.

"Guida adrenalinica, azione esplosiva e gameplay mai visto prima", così iniziava il comunicato stampa inviato da Electronic Arts qualche giorno fa per annunciare Need for Speed: Payback, ventiduesima incarnazione del celebre brand motoristico di Electronic Arts (includendo anche Motor City Online ed escludendo No Limits e i due V-Rally del '97 e del '98).

A occuparsene saranno ancora una volta i Ghost Games, lo studio di Electronic Arts ormai deputato a questa serie, già conosciuto come EA Gotheborg, con sede sia a Guildford che a Bucarest, e al cui interno sono conversi negli anni sviluppatori di EA Black Box, Criterion Games e Playground Games, ossia alcuni dei migliori creatori di giochi di corse arcade.

Need for Speed: Payback ha davanti a sé un compito non da poco, e basta guardare il trailer di annuncio per capirlo. Riportare in auge una serie non più di successo com'era una volta (e che dal 2013 si è presa ben due pause 'di riflessione') e cercare di risolvere quel mistero buffo per cui i film di Fast and Furious spopolano al box office, mentre i videogiochi che ripropongono le stesse situazioni non riescono ad avvicinarne il fatturato.

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Nel nuovo Need for Speed: Payback tornerà il ciclo giorno-notte.

Il dubbio che si tratti di una questione di brand è consistente: in fin dei conti EA ha provato ad andare al cinema nel 2014 col film di Need for Speed, che pur non avendo nulla da invidiare alla serie targata Universal Pictures a un mese dalla sua uscita ha fatturato 202 milioni di dollari contro gli 1,2 miliardi di dollari totalizzati da Fast and Furious 7 nello stesso periodo di tempo (poi saliti fino a 1,5 allargando l'orizzonte temporale). Ma è pur vero che ci manca la prova del nove, ossia un videogame di Fast and Furious che provi a sfidare Need for Speed sul suo terreno.

È con questi dubbi amletici che ci apprestiamo dunque a scrivere di Need for Speed Payback, disponibile in tutto il mondo a partire dal 10 novembre e che, ovviamente, mostrerà quell'impianto "action-driving" che ormai contraddistingue la serie (ma quanto ci era piaciuto NFS: Shift...). Il gioco sarà ambientato nell'immaginaria location di Fortune Valley, e il compito sarà vendicarsi de La Loggia, che non è un nostro stimato collega bensì "una pericolosa organizzazione che controlla i casinò della città, i criminali e le forze di polizia" (riportiamo il virgolettato di EA perché questo è, inutile girarci attorno).

La novità è che non vestiremo i panni di un solo pilota bensì di tre personaggi, ossia Tyler (il Pilota), Mac (l'Attore) e Jess (la Guida). Inutile dire che la nostra sarà la solita scalata dal basso, in cui per arrivare in alto dovremo prima guadagnarci il rispetto dei bassifondi, e che per riuscirci dovremo creare e personalizzare un'auto unica, oppure prendere dei rottami e spendere tempo e danaro per farli divenire delle supercar. Una volta che i nostri bolidi saranno competitivi, potranno ovviamente scendere in pista e noi potremo scommettere sulle loro prestazioni. In caso di vittoria, rientreremo di parte dei soldi investiti, mentre in caso di sconfitta perderemo tutto.

Tant'è che Marcus Nilsson, executive producer del gioco, ha affermato che in Payback "saranno presenti tutte le cose che i fan del nostro franchise amano, quali una personalizzazione profonda, una lista auto impressionante, gare intense e inseguimenti in un open world. Ma in Need for Speed Payback questi elementi si uniranno [...] alla varietà delle missioni, ai momenti adrenalinici. Questa è la nostra visione su quello che significa intrattenimento di guida action".

Il primo gameplay trailer mostrato nel corso dell'EA Play 2017

Ma sarà davvero così? Per scoprirlo non ci è restato altro da fare se non andare all'EA Play in quel di Los Anegels e toccare con mano il gioco. Impossibile sbilanciarci troppo, visto che quello che abbiamo potuto giocare è esattamente ciò che avete visto durante la presentazione dell'EA Play.

E dunque il nostro compito sarà recuperare una Koenigsegg Regera che ci è stata rubata dal cartello criminale chiamato The House. Il bolide è stato caricato su un TIR lanciato a tutta velocità in autostrada e il nostro compito è dapprima speronarlo per aprire il portellone posteriore, e quindi abbordarlo per recuperare il maltolto. Non senza prima esserci sbarazzati delle macchine nemiche giunte in soccorso del camion.

La missione, di per sé piuttosto facile per via delle poche sportellate necessarie ad avere ragione dei SUV del cartello ("ma siamo ancora in fase di sviluppo, il playtesting potrebbe portare dei cambiamenti", afferma Nilsson), ha mostrato un certo effetto perno della macchina e un'impostazione davvero molto scriptata. Al punto che verrebbe spontaneo pensare a un'impostazione ben diversa da quella del precedente Need for Speed.

"Ma resta comunque un gioco open world, solo molto più vasto del precedente", afferma Marcus Nilsson. "C'è una componente narrativa più forte e starà al giocatore decidere quanto immergersi in essa". Ma quali altre attività fornisce il gioco? "Ci saranno gare di drift, autovelox, collezionabili e tutto il solito cui siete abituati. Compresa la customizzazione della macchina e un vasto catalogo di parti di ricambio con cui personalizzare i veicoli. Ci sono però anche momenti di guida altamente spettacolari che, ne siamo certi, apriranno la serie a un pubblico più vasto".

La serie di Need for Speed si è già presa due pause da un anno. Sarà così anche in futuro? "Per costruire un gioco di questa portata è necessario prendersi del tempo. E poi c'è un processo creativo alle spalle che richiede delle pause".

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Una caratteristica centrale nel gameplay sarà la possibilità di prendere un catorcio e trasformarlo in un bolide da corse.

Come cambia l'online rispetto al precedente capitolo? "Ci saranno le leaderboard e l'Autolog che ormai sono il marchio di fabbrica di Need for Speed. Ma non ci sarà più una transizione continua tra single e multiplayer, che diverranno due momenti separati del gioco. Perché questo apparente ritorno al passato? Ci sono varie ragioni, ma posso dirti che la precedente impostazione piaceva ad alcuni, meno ad altri. In generale, non credo siamo riusciti a ottenere il meglio da quella direzione".

Quindi è il solito Need for Speed, solo con una maggiore preponderanza della trama? "C'è anche la possibilità di creare i propri bolidi partendo da delle basi che possono essere dei rottami o delle supercar. Queste macchine potranno poi essere modificate per adattarsi ad alcuni tipi di corse, e la quantità di parti di ricambio che mettiamo a disposizione sarà tale da fare sì che non ci sarà una macchina uguale all'altra quando le si userà per competere online".

EA prometteva una "avventura esplosiva piena di intense missioni, sfide tra auto, epici inseguimenti con la polizia e scene da far mozzare il fiato. Un gameplay mai visto prima nella serie, arricchito da una storia appassionante di tradimento e vendetta". Difficile dire dopo una prova così breve se ciò sia del tutto vero, senz'altro possiamo affermare che Need for Speed Payback cerca di aggiornare il brand con un gioco in cui non basterà solamente tagliare il traguardo per primi, e che proverà a immergerci in un mix di azione e guida in cui costruire anche l'auto perfetta.

Sarà la formula vincente? Lo scopriremo il prossimo 10 novembre, quando il gioco uscirà su Xbox One, PlayStation 4 e PC (come al solito, solamente su Origin). Anche se, a ben guardare, già il 2 novembre gli iscritti a EA Access e Origin Access potranno giocare fino a un massimo di 10 ore, mentre i possessori della Deluxe Edition avranno tre giorni di accesso anticipato a partire dal 7 novembre.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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