E3 2017: Far Cry 5 - prova

Benvenuti a Hope County!

Inaspettatamente, perché nessuno anni fa ci avrebbe scommesso, è diventata una delle serie di punta di Ubisoft. Ereditata dalle mani di Crytek, la licenza di Far Cry fino al 2012 sembrava avere imboccato il viale del tramonto, salvo poi inanellare un filotto imperiale con Far Cry 3, Far Cry Blood Dragon, Far Cry 4 e Far Cry Primal.

Ovvio quindi che quando s'è trattato di prendere l'appuntamento all'E3 per vedere Far Cry 5, abbia fatto valere lo ius primae noctis redazionale e mi sia autoassegnato lo slot. Anche perché si parla di una serie di giochi che solitamente mi fa sprofondare negli abissi del completismo più compulsivo, quello in cui se per sbaglio c'è una qualche icona di troppo sulla mappa, devo per forza farla sparire.

Far Cry però non è solo una formula di successo riproposta periodicamente, come fanno altri publisher con altri brand noti, perché ha la capacità costante di reinventarsi pur restando fedele a se stessa. Ecco quindi che dalle isole tropicali s'è passati alle vette dell'Himalaya, non disdegnando incursioni nella preistoria o in un futuro farsesco.

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Tra gli alleati da scegliere per portare a termine le missioni ci sarà anche un cane.

Ragion per cui stavolta ci troveremo nel Montana, più precisamente nella contea fittizia di Hope County, dove un predicatore di nome Joseph Seed ha creato una congrega religiosa chiamata Eden's Gate. L'obiettivo? Difendere i suoi fedeli da una tragedia imminente. Il che potrebbe anche non essere un male, non fosse che per farlo il buon predicatore ha creato una milizia per applicare il suo Verbo con la forza.

Il nostro compito sarà ovviamente combattere questo distorto utilizzo della fede facendo anche leva su quei pochi cittadini di Hope County che sono passati dalla parte della resistenza. Fortunatamente prendere in mano una pistola non ci verrà troppo difficile, visto che nel gioco vestiremo i panni di un vicesceriffo che è stato mandato nella contea di Hope proprio per arrestare Seed, nel frattempo autoproclamatosi "il Padre" degli "Araldi", nome con cui ha preso a chiamare i suoi seguaci.

Non si pensi però che Far Cry 5 sia un tête-à-tête tra noi e Padre Seed. Il gioco prevedrà il solito cast di comprimari che, stando alle informazioni diffuse da Ubisoft, risponderà al nome di Jacob (il luogotenente che supervisione l'esercito di Seed), John (un avvocato che ha acquistato gran parte dei terreni di Hope County per la Eden's Gate) e Faith, la pacifista che prova a ricondurre i cittadini della contea alla ragione.

E poi ci saranno anche i residenti che proveranno a opporsi all'intransigenza religiosa di Joseph Seed, tra cui il pastore (di anime) Jerome, che ha visto la propria congrega religiosa spazzata via da Eden's Gate; Mary May, una barista il cui padre è stato assassinato dalla setta, e Nick Rye, un pilota di aerei agricoli che si metterà il gioco per dare un futuro migliore ai suoi figli.

In un'America che si è riscoperta più bigotta e puritana, dopo la recente elezione di Trump, c'è chi ha visto in questo gioco di Ubisoft il tentativo di fare della satira a stelle e strisce. Sebbene l'idea in sé non ci spiacerebbe affatto, e nonostante in questi anni la casa francese abbia dato più volte dimostrazione di possedere un certo sarcasmo (chi non ci crede si legga le documentazioni di Assassin's Creed), c'è da osservare che le presidenziali americane sono avvenute in tempi troppo recenti per riuscire a 'cucirci' un gioco addosso.

Senz'altro, però, per stessa ammissione del director Dan Hay, il gioco trae spunto dai movimenti separatisti nati nell'interno degli USA con l'insorgere degli attacchi terroristici, la crisi dei mutui del 2008 e l'aumento dei flussi migratori. Fenomeni questi che hanno portato l'opinione pubblica a ritirarsi su posizioni sempre più conservatrici, portate poi all'estremo dalla sceneggiatura di Far Cry 5.

All'E3 2017 abbiamo potuto provare una missione presso lo stand di Ubisoft, il cui obiettivo è conquistare un villaggio rurale. Tre gli alleati tra cui scegliere inizialmente: il primo, il succitato Nick Rye, è un pilota capace di bombardare i nemici dall'alto col proprio aereo. Il secondo, Grace Armstrong, è la donna cecchino vista in azione durante la conferenza stampa di Ubisoft, tra le cui abilità c'è anche quella di riportarci in vita in caso di nostra prematura dipartita. Il terzo infine è Boomer, il cane capace non solo di riportarci le armi dai nemici uccisi ma anche di taggare i cultisti nell'area.

Per provare un'esperienza diversa dal solito ho deciso di provare col cane, peccato solo che dopo avergli impartito l'ordine di attaccare un nemico, si sia incastrato in una roccia dalla quale non è più uscito. Il risultato è che senza alleati Far Cry 5 si gioca esattamente come tutti gli altri capitoli della serie, e che quindi la demo sia proceduta sino alla fine senza particolari sussulti.

Nel gioco si potrà anche pilotare un aereo e falciare i cultisti a suon di sventagliate di mitragliatore, bombe e razzi, ma la cosa che ci ha colpito maggiormente è stata l'introduzione della pesca, con meccaniche davvero molto simili a quelle ammirate in Final Fantasy XV. E quindi, dopo aver lanciato la lenza, dovremo riavvolgerla fino a quando non sentiremo che il pesce ha abboccato. Dal quel momento inizierà il solito balletto in cui dovremo capire quando riavvolgere la lenza e quando dare corda (ve lo dico io: quando il pad inizia a vibrare), per portare a riva l'ambito trofeo.

Impossibile dire al momento quali ripercussioni avrà questa attività all'interno del gioco, ossia se sarà in qualche modo funzionale al gameplay o se sarà un mero svago. Così com'è impossibile dire ora se l'evidente l'input lag osservato durante la nostra sessione su PS4 Pro verrà poi risolto nella versione finale. Cosa che speriamo vivamente accada, dato che siamo sui livelli di quella di Prey.

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Più conquisteremo territori e più saremo ricercati: un'interessante inversione di difficoltà per titoli di questo genere.

In ultimo, vi riporto uno scambio di battute avvenuto con Day Hay, al quale ho chiesto se il gioco procederà con le solite meccaniche che ci spingono a ripulire la mappa un insediamento dopo l'altro. La risposta è stata che no, stavolta non sarà così e che la nostra ascesa al potere sarà più una questione di organizzare la resistenza e sconfiggere gruppi di nemici.

Bocche cucite invece sul cosiddetto "renegade meter", un indicatore che cresce al compimento di ogni nostra missione come l'interruzione di eventi dei cultisti quali falsi battesimi o esecuzioni di massa. Più questo sarà alto più saremo ricercati, il che potrebbe comportare un'interessante inversione dei termini per una serie di giochi che da sempre diventano più facili alla conquista di ogni avamposto. Ma dalle parole di Dan Hay è emerso chiaramente che questi e altri dettagli di Far Cry 5 verranno svelati in futuro, e chissà che non se ne possa sapere di più già alla prossima Gamescom.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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