Diablo 3: Ascesa del Negromante - recensione

Il signore dei morti è tornato.

Dopo un lungo periodo fatto solo di aggiornamenti minimi e Stagioni piuttosto ripetitive, Blizzard aggiunge una "nuova" classe a quelle già disponibili. Per i giocatori di vecchia data e gli appassionati della saga non è una vera e propria novità, dato che questo Negromante prende diversi spunti da quello che utilizzabile ai tempi di Diablo 2: parecchie sono infatti le abilità prese dal secondo capitolo e riproposte in questo aggiornamento, ovviamente insieme ad alcune novità.

I cambiamenti apportati alle abilità sono molti ed è stato aggiunto un buon numero di rune passive, ma ad ogni modo non c'è nulla da temere perché Lancia d'Ossa, Esplosione Cadaverica Golem e scheletri vari sono lì ad attenderci. È incredibile come nonostante le modifiche apportate, dopo pochi livelli abbiamo ritrovato la stessa sinergia che avevamo sviluppato col Negromante di Diablo 2: in un batter d'occhio siamo tornati a generare scheletri, lanciare maledizioni e far detonare i cadaveri dei nemici come se gli anni non fossero passati, provando anche una certa nostalgia per quei tempi.

Il Negromante fonda la sua forza su una risorsa chiamata Essenza, che analogamente al potere del Monaco non si ricarica nel tempo ma dev'essere ripristinata utilizzando abilità in grado di rigenerarla, come ad esempio Tetra Falce o Salasso. Una volta ricaricata possiamo quindi spenderla per evocare Maghi Scheletrici che ci aiutano a eliminare orde di nemici, oppure usarla per far detonare i cadaveri dei mostri in un tripudio di esplosioni di sangue.

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Lancia Cadaverica sfrutta i resti dei nemici abbattuti per infliggere danni a quelli ancora vivi.

Abilità come Armatura d'Ossa ci permettono di strappare dai corpi dei nemici ancora in vita le loro ossa che, oltre a generare danno, ci si incollano addosso dandoci protezione e altri bonus a seconda della runa selezionata; con Lancia Cadaverica, invece di far esplodere i corpi li possiamo utilizzare per infliggere danni devastanti al nemico. È altresì possibile, con Dominio degli Scheletri, avere fino a 7 alleati d'ossa che fanno il lavoro sporco al posto nostro, aiutati da Maghi Scheletrici e da Armata dei Morti che infligge il 12000% dei danni dell'arma in un raggio di 15 metri e ha un'animazione davvero spettacolare.

Con questo DLC, insieme alla nuova classe sono stati aggiunti più di trenta nuovi oggetti leggendari legati al Negromante e quattro nuovi set di armature che ci permettono di creare nuove e letali combinazioni di abilità in grado di spazzare via anche le orde di nemici più ostiche. Il set Avatar di Trag'Oul conferisce a Flusso di Sangue la capacità di sfruttare tutte le rune, mentre le abilità che per essere lanciate consumano la nostra vita, infliggono un danno aggiuntivo del 3300%.

Il set della Grazia di Inarius potenzia tutto ciò che è legato ad Armatura d'Ossa, aggiungendo un ulteriore effetto che crea un vortice d'ossa intorno al Negromante e gli permette di infliggere un ulteriore danno. I pezzi di armatura del Manto del Maestro della Pestilenza ci permettono per ogni cadavere consumato di scagliare una Lancia Cadaverica addosso al nemico più vicino e di potenziare parecchio le proprietà di Lancia d'Ossa rendendola devastante. Infine, il set delle Ossa di Ratma è legato a tutte quelle abilità che comprendono i servitori come gli scheletri e ci permette di trasformali in un'armata quasi inarrestabile.

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Armata dei Morti ci permette di evocare un numero incalcolabile di scheletri che per qualche istante si riverserà sui nemici devastandoli.

Il DLC Ascesa del Negromante viene introdotto in Diablo 3 con l'aggiornamento 2.6, che aggiunge alcuni contenuti anche per chi ha deciso di non acquistare il pacchetto oppure vuole alternare le sue partite con altri personaggi. Dalla mappa di Atto 2 abbiamo ora accesso a Brughiera Fosca, un paio di livelli che culminano con lo scontro con Vidian, un demone agli ordini di Azmodan, mentre nella mappa di Atto 4 sono comparsi alcuni alcuni nuovi Crocevia che ci permettono di raggiungere i Reami del Fato, il risultato inatteso dello scontro tra Diablo e i Nephalem. Queste ultime zone, per quanto l'idea sia interessante, sono però un mero riutilizzo di asset di altre zone, e ai fini del gioco non aggiungono nulla di realmente interessante.

I Varchi di Sfida sono invece una novità molto più interessante. Sostanzialmente si tratta sempre dei classici rift all'interno dei quali però siamo costretti ad utilizzare un predeterminato personaggio con build ed equipaggiamento bloccati e non modificabili. In queste condizioni dobbiamo impiegare il minor tempo possibile per stanare il boss del Varco e sconfiggerlo. Questo ci inserisce in una classifica e al primo completamento settimanale otteniamo un premio che contiene preziosi materiali e qualche oggetto leggendario.

Anche se non si tratta di un'aggiunta sostanziosa, ci dà innanzitutto la possibilità di provare altre classi che magari abbiamo spesso snobbato; ci permette inoltre di testare build alternative dalle quali prendere spunto per migliorare le nostre o ancora di sfidare gli amici in gare di velocità. I Varchi Sfida sono affrontabili da soli o in gruppo fino al solito limite di quattro componenti, ed è possibile unirsi ad altri giocatori non facenti parti della nostra cerchia di amici.

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I Varchi di Sfida sono un'interessante modo per spezzare la solita routine.

Tirando le somme, l'Ascesa del Negromante introduce una classe storica molto amata e parecchio divertente da giocare, offrendo una valida alternativa ai gruppi che puntino a scalare i gradi più alti dei Varchi Maggiori. Considerando però la quantità di contenuti non esattamente corposa, il prezzo di 14,99€ è a nostro avviso eccessivo per una sola classe, un paio di oggetti cosmetici, due slot personaggio e due slot per il baule degli oggetti.

È altrettanto vero che per un gioco che non si è mai basato sul sistema dei DLC, e la cui ultima espansione risale ormai a tre anni fa, lo sforzo di mettere mano al portafoglio è ampiamente giustificabile. Ma al di là di tutto, Blizzard come al solito è riuscita a fare breccia nei cuori dei nostalgici nell'ennesimo tentativo di risollevare le sorti del suo famoso hack & slash che, negli ultimi tempi, è parso un po' appannato.

7 /10

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Riguardo l'autore

Thomas Guidetti

Thomas Guidetti

Redattore

Borgomanerese di nascita, Gattinarese nel cuore. Uno zio malvagio ha rubato due braccia all'agricoltura regalandogli un Master System tanti anni fa.

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