Steel Division: Normandy 44 - recensione

La Seconda Guerra Mondiale, come l'abbiamo sempre voluta.

Nell'ormai lontano 2012 vedeva la luce Wargame European Escalation, titolo strategico in tempo reale nel quale era possibile combattere battaglie moderne (ambientazione guerra fredda) su mappe molto realistiche e con unità realizzate con il preciso intento di offrire al giocatore una meccanica basata sul 'combined arms' (sfruttamento delle sinergie tra diversi tipi di unità).

Fanteria, carri armati, artiglieria, supporto, aeronautica, ricognizione erano tutte specialità presenti e declinate in 'deck' di nazionalità diverse dai quali il giocatore poteva scegliere e assortire liberamente il suo esercito. Ogni unità aveva inoltre caratteristiche precise e un costo da sopportare per essere portata sul campo di battaglia.

Eugen System faceva così il suo ingresso sul mercato degli RTS (dopo il buon successo di R.U.S.E.) mescolando le carte in tavola e offrendo un approccio talmente diverso che l'etichetta di RTS venne (e viene) usata in maniera sporadica e poco convinta per questa serie.

Il primo titolo ebbe un discreto successo e la serie si arricchì di diversi DLC e di due seguiti, Airland Battle e Red Dragon; quest'ultimo titolo consacrò la serie anche come fortemente orientata al multiplayer, e ancora oggi la comunità di giocatori di Red Dragon è ampia e molto dedicata.

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Il livello di zoom a cui si gioca più spesso è questo: la visione della situazione generale delle proprie truppe è fondamentale.

Il successo è meritato. Wargame, in tutte le sue iterazioni (ma specialmente in Red Dragon) offre ai giocatori un gameplay avvincente, frenetico e, in generale, ricco di scelte interessanti sia nella fase di selezione del proprio deck che nella fase di combattimento vero e proprio. Ed è così che nasce Steel Division Normandy 44. Più precisamente nasce dalle innumerevoli richieste dei fan in questo senso nei forum ufficiali: portare la serie nella seconda guerra mondiale.

Eugen System ha accettato la sfida e, lo diciamo subito, ha portato ai suoi fan il miglior regalo che poteva fare: un titolo che trasuda passione e dedizione da tutti i pori, dotato di un gameplay eccezionale, tanta personalità, valori di produzione altissimi e un preciso sapore WW2.

L'ambientazione è la Normandia. Gli sviluppatori, utilizzando foto dell'epoca (tra cui quelle scattate dai ricognitori alleati), hanno ricreato le mappe delle locazioni originali in cui si sono svolti scontri importanti: Saint Mère Eglise, Colombelle, Odon, Omaha beach, Pointe du Hoc, Pegasus bridge...le mappe sono quattordici in tutto e vengono offerte al giocatore in diversi 'tagli', ovvero partizionate in modo da accogliere scontri di ampiezza variabile da 1vs1 fino a 10vs10. Insomma, le mappe sono più o meno grandi a seconda di quanti giocatori partecipano.

Come detto siamo in Normandia, questo vuol dire che il terreno è letteralmente ricoperto di 'bocage' ovvero di campi delimitati ai lati da fitta vegetazione percorribile dalla fanteria (e utilizzabile da essa come copertura) ma totalmente impervia ai mezzi leggeri o pesanti che siano. Inoltre abbiamo piccoli paesi, strade, fiumi, foreste, ponti e (poche) colline.

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Pianifichiamo un assalto alla cittadina. Notare il bombardamento preparatorio, il fumo per occultare l'avanzata e la colonna di carri pronta a entrare in città!

Abbiamo citato le caratteristiche 'geografiche' delle mappe perché queste dettano direttamente il gameplay. Abbondano le coperture per la fanteria, gli edifici sono anch'essi sfruttabili in questo senso, le linee di tiro sono spesso interrotte, le alture offrono vantaggi e via dicendo.

Su questi territori si muovono gli eserciti di Steel Division Normandy 44, composti da assortimenti di otto diverse classi: ricognizione, fanteria, supporto, anticarro, contraerea, carri armati, artiglieria e aviazione. Ognuna di queste classi eccelle in un tipo di combattimento e saper sfruttare ognuna di queste nell'occasione giusta è l'arte che è necessario apprendere per diventare giocatori anche solo decenti di Steel Division.

Vediamo qualche esempio. Le unità di ricognizione sono estremamente fragili ma hanno alti punteggi di ottica e di stealth; questo vuol dire che il loro utilizzo è cruciale per esplorare la mappa e per dare bersagli a chi ha basse capacità di ricognizione. I carri armati, ad esempio, sono invece praticamente ciechi e senza un'unità di ricognizione nei loro pressi si trovano in grande svantaggio rispetto al nemico.

L'artiglieria ha una precisa funzione: stanare le unità asserragliate in coperture particolarmente efficaci. Le unità anticarro servono invece a presidiare lunghe linee di tiro (un kilometro circa) su cui, si presume, passeranno mezzi nemici. La fanteria è ottima per assaltare edifici e, in generale, guadagnare terreno, ma la sua versatilità la rende comunque l'unità 'jolly' di tutti gli eserciti.

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Steel Division Normandy 44 è un gioco strategico che, in quanto a dettagli grafici, non scherza affatto…

Queste tipologie sono poi declinate in diverse unità per ogni nazione. Tra la fanteria, ad esempio, abbiamo ranger, parà, fallschirmjäger, panzershreck...ma l'elenco è decisamente impervio visto che sono presenti, in tutto, più di 400 diverse unità. Basti dire che gli sviluppatori hanno letteralmente saccheggiato gli archivi per dare al giocatore una scelta molto ampia e storicamente abbastanza accurata. Diciamo 'abbastanza' perché sarà presto chiaro agli esperti che alcune unità tra le più 'particolari' sono fin troppo presenti; d'altronde il lavoro degli sviluppatori non era limitato a quello storico ma doveva, ovviamente, rispondere anche a canoni di varietà e interesse di gameplay.

Ogni unità ha un costo e durante la battaglia il giocatore spende i punti che riceve ogni minuto per portare le proprie forze progressivamente sul campo di battaglia (a mò di rinforzi). Ma non solo, ogni unità è caratterizzata dalla fase in cui può essere portata in campo, fase A, B o C. Ogni fase dura dieci minuti, la fase A è quella iniziale e la fase C quella finale.

Oltre a tutto questo le 400 unità sono suddivise in diciotto diversi battlegroup storici (9 per gli alleati e 9 per i tedeschi). Questo vuol dire che la prima decisione del giocatore è scegliere il proprio battlegroup e, in questo, selezionare poi tra la sua specifica offerta le unità che potrà poi portare in battaglia.

I battlegroup sono un altro dei punti forti di Steel Division. Ognuno di essi ha caratteristiche particolari ed è forte in certi aspetti e debole in altri. Utilizzare il Rommel Zirkus, ad esempio, ci permette di schierare in fase C una manciata di potentissimi KonigsTiger con cui terrorizzare praticamente qualsiasi carro alleato (anche se le contromisure esistono). Peccato che, di converso, la fanteria di questo battlegroup sia molto limitata numericamente e che i tank disponibili a inizio partita siano decisamente subottimali.

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Nella campagna vi troverete agli ordini di superiori che vi detteranno obiettivi multipli in cooperazione con altre truppe nella zona.

Di converso un battlegroup come i LuftLande (aviotrasportata) è molto forte nel comparto della fanteria (grazie ai suoi fallschirmjäger) e dell'appoggio aereo, ma sul lato dei veicoli si limita a schierare una manciata di Stug (praticamente armi anticarro semovibili); ciò rende la fanteria di questo battlegroup fragile (perché senza supporto) e richiede, quindi, un certo acume tattico.

Tra i diciotto battlegroup ve ne sono di più e meno bilanciati. Eugen System ha deciso di offrire al giocatore un'esperienza potenzialmente asimmetrica (alcuni gruppi sono chiaramente svantaggiati su certe mappe rispetto ad altri) ma ricca di sfide e sapore. Se si desiderano sfide perfettamente bilanciate è necessario scegliere certi battlegroup (magari anche su certe mappe a discapito di altre), ma se si vuole dare un vantaggio al proprio avversario c'è spazio anche per questo.

La meccanica di gioco segue schemi diversi a seconda della modalità. Nella campagna singola ogni missione ha obiettivi specifici che vengono comunicati di volta in volta, nel multiplayer (e nello skirmish) è possibile giocare in modalità 'distruzione' (ogni unità nemica distrutta porta un punteggio e alla fine vince il totale più alto) oppure in modalità 'conquista', che è la vera grande novità di Steel Division rispetto alla serie Wargame.

In questa modalità tra i due schieramenti fluttua una linea del fronte che rappresenta il terreno occupato dalle unità dei propri eserciti; così, in ogni momento è possibile addocchiare le zone blu e rosse e capire all'istante dove stiamo avanzando e dove stiamo retrocedendo. Lo schieramento che ha più del 50% della mappa (c'è sempre un chiaro indicatore a schermo) guadagna punti a un ritmo dettato dal quantitativo di punti sopra la soglia del 50%. E' poi possibile decidere se si desidera arrivare a un certo punteggio o terminare dopo un certo tempo prefissato.

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Livello intermedio di zoom; ogni singolo elemento di terreno offre una diversa opportunità di vantaggio in combattimento: scegliere l'unità giusta per ogni occasione è fondamentale in Steel Division.

A livello estetico Steel Division è una gioia per gli occhi di tutti gli appassionati di strategia militare. Gli scenari della Normandia sono splendidi e ricchi di dettagli, gli effetti speciali delle battaglie ben realizzati senza strafare e le unità convincenti anche a un alto livello di zoom; in particolare i veicoli hanno ricevuto un'attenzione che li fa risaltare per dettaglio e accuratezza.

Le mappe sono variegate, ma le battaglie che si sviluppano sono, in special modo, molto convincenti e affascinanti da osservare; nessun titolo prima d'ora è riuscito a sposare in maniera così efficace alti valori di produzione con un livello simulativo accettabile anche dai puristi. I replay (automaticamente registrati) sono, da soli, motivo di intrattenimento ma anche di apprendimento. Il sonoro segue la stesse stregua con un'ottima colonna sonora e un parlato delle unità divertente e localizzato per nazionalità (anche se a volte un po' troppo calcato sugli accenti).

Steel Division Normandy 44 è un titolo che risplende in multiplayer ma offre tante ore di divertimento anche a chi voglia limitarsi alla campagna (ben fatta sia come presentazione che come design delle missioni) e allo skirmish. L'intelligenza artificiale, in ultimo, è sorprendente per come riesca a offrire una buona sfida anche a giocatori esperti e per come sia efficace sia nel difendersi che, soprattutto, nell'attaccare e tenere sotto pressione il giocatore umano. Anche qui siamo a una prima assoluta: mai un gioco tattico con una gamma di variabili così ampia è riuscito a offrire una IA così efficace.

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Le nostre unità iniziano a schierarsi; preparare imboscate utilizzando coperture e capacità stealth delle unità è una delle attività più divertenti in assoluto.

Un'ultima nota su un aspetto che solitamente non copriamo. Il marketing di Eugen System e Paradox si sta mescolando con la passione degli sviluppatori in maniera perfetta. Il frutto di questa commissione sono dirette stream frequentissime, eventi, blog con dettagli storici e di game design, una deluxe edition zeppa di interessanti 'dietro le quinte', supporto sui forum e in generale una vicinanza al consumatore non comune che ci sentiamo di dover segnalare, e premiare, in questa recensione.

Steel Division Normandy 44 è un must non solo per gli appassionati della serie Wargame ma anche per tutti i giocatori di RTS e di titoli tattici. Si tratta di un prodotto eccezionale da qualsiasi lato lo si guardi.

9 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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