Gamescom 2017: Dishonored La morte dell'Esterno - prova

Abbiamo passato un'ora a Karnaca insieme a Billie Lurk.

Che sia un periodo particolarmente delicato per i videogiochi, è qualcosa di cui abbiamo parlato più volte su queste pagine. Grandi brand come Mass Effect soccombono di fronte a problemi secondari come le animazioni facciali, mentre titoli caldamente consigliati dalla critica non incontrano i favori del pubblico. Tra i nomi eccellenti che rientrano in questa categoria troviamo Titanfall 2, Dishonored 2 e Prey e tal proposito abbiamo anche dedicato un recente editoriale in cui ci siamo interrogati sul possibile scollamento tra pubblico e critica.

Purtroppo, due di questi tre titoli sono degli Arkane Studios, tanto talentuosi quanto sfortunati quando si tratta di raccogliere i frutti del loro lavoro. Col risultato che uno dei due fondatori, Raphael Colantonio, ha recentemente lasciato la compagnia, ufficialmente per motivi familiari.

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Billie Lurk è la protagonista di questa nuova avventura e già la conoscevamo.

Ecco perché questo Dishonored: La morte dell'Esterno assume una valenza speciale. Perché potrebbe essere il canto del cigno per una serie tra le più interessanti viste ultimamente, e perché gli Arkane Studios, in futuro, se vorranno sopravvivere dovranno plausibilmente cambiare registro, abbandonando così un modo di fare videogiochi che abbiamo amato.

Per quanto riguarda le ambientazioni, torneremo nuovamente a Karnaca anche se gli sviluppatori ci porteranno in un tour virtuale delle sue zone più corrotte, facendoci vedere nuove parti della città. Nel corso della nostra missione dovremo indagare su misteriosi culti religiosi, visitare club di boxe clandestini e, addirittura, organizzare una rapina in banca per recuperare un prezioso oggetto.

Cose che noi, videogiocatori di vecchia data, abbiamo già fatto chissà quante altre volte nella nostra carriera e che pertanto ci preoccupano relativamente. Dove la questione si fa problematica è quando realizziamo che tutte queste attività avranno un solo scopo, ossia metterci nella condizione di uccidere una creatura dai poteri divini, ritenuta la responsabile della situazione in cui è precipitato l'Impero.

La storia di La morte dell'Esterno, così come ce la spiega Bethesda, è piuttosto semplice: "Dopo i fatti di Dishonored 2 le acque sembrerebbero essersi calmate per Billie Lurk e il suo ex mentore Daud, ma un nuovo uragano sta per abbattersi sull'Impero delle isole. Nella prima avventura a sé stante dell'acclamata serie di Dishonored, Billie avrà un ruolo chiave nella sanguinosa battaglia contro l'Esterno. Ex sicario in cerca di redenzione, Billie accetterà un ultimo incarico: compiere l'assassinio definitivo e cambiare per sempre il volto dell'Impero".

In quanto protagonisti di un gioco della serie Dishonored, Billie Lurk (altrimenti nota come Meagan Foster) e il leggendario assassino Daud, suo mentore, avranno accesso a un'ampia gamma di abilità soprannaturali, armi e gadget coi quali svelare il mistero dell'Esterno e delle sue origini, e affrontare pericolosi avversari letali e antichi poteri.

Come al solito potremo decidere di affrontare la storia in modalità stealth o uccidere qualsiasi cosa respiri in quel di Karnaca. Di certo i nemici non ci mancheranno, visto che potremo affrontare nuovi avversari come i Veggenti, le Sorelle dell'Ordine Oracolare e i nuovi meccanosoldati. E poi potremo anche accettare contratti che ci richiederanno di eliminare bersagli facoltativi durante le missioni.

Molte di queste cose, però, non le abbiamo potute vedere, dato che alla Gamescom di Colonia abbiamo passato una sola ora sul gioco per cercare di concluderne un capitolo. E sia chiaro, 60 minuti di presentazione a una fiera sono tanti, ma diventano pochi non appena si realizza che si ha a che fare con un capitolo della serie Dishonored, sulle cui mappe i completisti possono passare ore intere, cercando il loot nei posti più impensabili o caricando e ricaricando i salvataggi nel tentativo di effettuare la missione perfetta.

Il nostro obiettivo è stato cercare un'arma particolare, ossia un coltello a due lame nella parte di Karnaca chiamata Upper Cyria, una zona inedita rispetto a quanto visto in passato. Così come inediti sono stati i poteri a nostra disposizione, anche se alcuni riconducibili a quelli già visti in passato.

Il primo che si usa è Displace, grazie al quale smaterializzarsi e riapparire in altri punti della mappa, purché visibili e senza ostruzioni di sorta nel tragitto. Si tratta di un'abilità che ricorda molto la Traslazione di Corvo Attano, con la differenza che adesso con la pressione del grilletto sinistro si vedrà prima una proiezione del nostro corpo nel luogo in cui riappariremo, e solo con la seconda pressione dello stesso grilletto verrà effettuato lo spostamento.

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Il leggendario assassino Daud, che assassinò l'Imperatrice Jessamine Kaldwin all'inizio del primo capitolo, è il mentore della protagonista.

Con Foresight, invece, ci si trasforma in un'entità quasi incorporea grazie alla quale viaggiare nelle ambientazioni e vedere così cosa ci attende dietro gli angoli, o magari capire se abbia senso arrampicarsi in cima a un palazzo alla ricerca di un ingresso secondario che potrebbe anche non esserci. Foresight non ci permette di passare attraverso le pareti, in compenso possiamo passare per dei pertugi strettissimi, come ad esempio le tane dei topi, ed entrare così in ambienti che ci sarebbero preclusi.

Usando Foresight possiamo anche individuare i Bonecharm sparsi per la mappa di gioco, taggare le guardie e, cosa ancora più utile, impostare il punto di teletrasporto di Displace. A questo punto, attivando tale abilità, possiamo scomparire e riapparire al di là di quella porta chiusa a chiave che ci ostruiva il passaggio.

Molto interessante è anche Semblance, con la quale prendere l'aspetto di altri personaggi. Perché ciò accada bisogna arrivargli sotto, cioè alla distanza da cui li si prende alle spalle per metterli KO. A tal punto parte un'animazione in cui, stringendo i nemici per la gola col braccio destro, con la mano sinistra strappiamo loro la faccia assumendone le sembianze. Ovviamente tutto ciò è utile a fingerci di essere chi non siamo, e a passare indisturbati davanti alle guardie. Senza esagerare, però, visto che ci riconosceranno comunque a distanza ravvicinata.

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Billie Lurk potrà anche contare su nuove abilità.

La presenza dei topi per le strade di Karnaca mi ha spinto a chiedere agli sviluppatori se per caso non fosse presente la stessa meccanica del primo Dishonored, che li voleva aumentare di numero a ogni nostra uccisione. Mi è stato risposto che in realtà i roditori, ne La Morte dell'Esterno, serviranno a darci preziose informazioni su quel che ci circonda grazie a Rat Whispers, un'abilità che ci permetterà di comunicare con essi.

Anche l'arsenale a nostra disposizione non è da meno. Oltre ai dardi tradizionali e a quelli elettrizzanti (utili a far svenire istantaneamente i nemici), abbiamo avuto a disposizione anche la Hook Mine, una mina da cui escono dei cavi che si agganciano ai nemici, immobilizzandoli. La Granata Iperbarica, invece, risucchia tutto ciò che entrerà nel suo raggio ed è utile non solo a incapacitare i nemici ma anche a mandare in pezzi le porte distruttibili.

Tolto questo, c'è poco altro da osservare. La morte dell'Esterno si gioca come un qualsiasi altro Dishonored, e a ben guardare non poteva essere diversamente. A cambiare (leggermente) le carte in tavola abbiamo notato la possibilità di tatuarci per entrare in un club di criminali dalla porta principale, mentre abbiamo osservato una velocità di rigenerazione del mana fin troppo elevata. Il dimostratore non ci ha saputo dire se fosse stato pensato per rendere più facile ai giornalisti provare la demo della Gamescom o se perché il Black Shard Arm, il braccio che l'Esterno ha dato a Billie Lurk, raccoglie effettivamente energia del vuoto a un ritmo più elevato.

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Il setting è lo stesso, ma ci troveremo ad esplorare nuove aree dell'isola.

Anche così, però, siamo di fronte a un prodotto curato e rifinito, che non mancherà di fare felici gli appassionati della serie. Non sappiamo se sarà anche l'ultimo capitolo della serie, né quanto e come cambieranno gli Arkane Studios dopo di esso. Ma quand'anche si verificasse lo scenario peggiore, Dishonored: La morte dell'Esterno sarà un bel modo per salutare i fan di una serie tanto bella quanto sottovalutata dal grande pubblico.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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