La saga di Ace Combat non ha certo bisogno di presentazioni per chi ha qualche anno in più sul groppone, e che magari ha attraversato gli anni dell'adolescenza a consumarsi le mani sulla prima PlayStation. Per chi è più giovane o era troppo distratto da Age of Empires su PC, sappiate che le battaglie aeree di Bandai Namco (allora solo Namco) sono state per anni il riferimento per le simulazioni arcade di questo genere.

Mettersi alla cloche di un caccia e far fuori i nemici era al contempo facile e avvincente, e divertente come testimonia la lunga serie di seguiti. Siamo così arrivati al settimo capitolo e oggi, direttamente dalla Gamescom di Colonia, vediamo se sarà ancora una volta il momento di inquadrare il nemico nel mirino verde e premere il fatidico tasto rosso.

Lo abbiamo provato in entrambe le versioni disponibili, sia quella standard giocabile con il solito pad, sia quella con PlayStation Vr, per capire se volare ad alta quota e velocità è compatibile anche con alta immersione. La presentazione ad opera di Bandai Namco ci ha spiegato che anche se gli aerei sono riprodotti fedelmente sia come struttura che come equipaggiamento, il cuore di Ace Combat 7 rimane il volo arcade senza troppe preoccupazioni a frapporsi tra mirino e aerei nemici. L'unica sarà la condizione metereologica variabile, nuova grande introduzione della nuova iterazione.

Avere a che fare con le nuvole non costituirà soltanto una sfumatura bianca nei dogfight con il nemico, ma sarà un vero parametro di gioco che potrà essere sfruttato da entrambi per avvantaggiarsi della posizione e della visibilità. Addentrarsi in un cumulonembo significherà infatti far perdere le proprie tracce sul cockpit di chi vi insegue e può essere dunque utilizzato per fughe da avversari alle calcagna o agguati ad alta velocità sulla loro formazione. Restare però troppo tempo in una nuvola vuol dire anche una condensa che si va a formare sul vetro del caccia, che presto diventerà acqua che ad alta quota si trasformerà in ghiaccio, condizione da evitare assolutamente in un combattimento a queste velocità.

Ritrovarsi col vetro opaco e congelato vi costringerà ad attendere che una temperatura più alta a bassa quota faccia sciogliere lo strato e riporti la visibilità alle condizioni iniziali. Nel frattempo sarete in balia dei nemici, quindi capite che l'elusività data dalle formazioni nebulose è da gestire con cura. Meglio quindi essere attrezzati al meglio per il abbattere quanto prima i nemici.

In Ace Combat 7 ci saranno decine di opzioni per montare sul proprio aereo preferito gli strumenti di distruzione più letali, gestendo carichi, velocità e potere offensivo e difensivo. Anche gli equipaggiamenti hanno statistiche da valutare in combinazione con quelle del nostro aereo per cercare di propendere per una singola statistica, alta velocità e mobilità ad esempio, oppure essere il più adatti possibile ad ogni situazione.

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Prima di partire, verificate ti avere tutti i missili al posto giusto.

Le missioni del gioco varieranno infatti per quantità e caratteristiche dei nemici, arrivando in fondo fino ai Boss di fine livello che hanno proprietà uniche e che andranno affrontati e preparati in modo diverso. Solitamente si tratta di aeromobili giganteschi che si avvalgono di altri più "normali" come minion da scagliarvi all'inseguimento. Purtroppo la demo giocata si concludeva poco dopo l'abbattimento di questi, e non abbiamo visto cosa si celi negli inframezzi della storia e quali sono i nostri veri obiettivi.

Giocato in modo tradizionale Ace Combat 7 restituisce un feeling a nostro dire appagante, arcade e veloce come è lecito aspettarsi dalla serie. Si sfreccia tra i cieli virando con semplicità grazie a movimenti rapidi della levetta analogica, che si traducono alla pari negli scatti che compie l'aereo.

Non c'è da preoccuparsi troppo di inclinazioni, flap, correnti e altre caratteristiche simulative: qui s'insegue, s'inquadra e si spara. In questa modalità l'interfaccia di gioco aiuta molto: abbiamo due mirini, uno per missili e uno per mitragliatrice, un radar mini mappa e una lista di dati significativi come danni, numero di proiettili, altitudine e velocità, più una "radiografia" del nostro mezzo.

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L'aspetto grafico è degno dell'attuale generazione. Purtroppo cala un po' in VR.

Partiamo direttamente in volo e cominciamo ad abbattere uno dopo l'altro gli avversari. Il livello di difficoltà della demo era molto basso e ci ha permesso di girovagare qua e là per la mappa per capire un po' i limiti. Tra un'esplosione e l'altra è necessario fare attenzione alle istruzioni dei vostri compagni di squadrone e del quartier generale, utili per capire come comportarsi per sfruttare al meglio la vostra formazione e quali sono i punti deboli dei nemici e soprattutto dei Boss. Meglio buttare un occhio anche in basso, tra la nebbia, che potrebbe celare alture pericolose che, se viste all'ultimo momento, si tradurranno in un impatto letale.

Terminata la missione cambiamo postazione, indossiamo il caschetto di PlayStaion VR e ci ritroviamo di fronte alla cloche del nostro F-18. Qui è tutta un'altra storia. L'immersione è ovviamente al top, nessuno schermo può competere con l'avvolgimento che dà la Realtà Virtuale, ma il dettaglio grafico generale ne perde. L'aliasing si fa per forza di cose più evidente, così come il dettaglio generale delle texture che mostra diverse imperfezioni.

Il gioco invece rimane lo stesso, tuttavia va lamentata una minore completezza nell'HUD che faceva affidamento solamente sul mirino, senza minimappa e spettro dell'aereo. Non sappiamo se si tratti di opzioni mancanti del tutto nella modalità VR, probabilmente la postazione non era stata preparata dovere. In generale però possiamo dirci soddisfatti: non abbiamo provato motion sickness e con caschetto e buone cuffie ci si sente piloti come mai prima d'ora. Giocare in VR fa però parte di una modalità dedicata, e separata dalla campagna single player.

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Fate attenzione con occhi e orecchie, arrivano istruzioni utili via radio.

La prova di Ace Combat 7 è durata poco e non ci ha fatto capire al meglio se siamo di fronte al nuovo punto di riferimento per i combattimenti in volo arcade. C'è da valutare ancora la solidità della storia, la varietà delle diverse missioni, la profondità di personalizzazione dei veicoli e l'effettivo impatto sul gameplay.

Visto però il buon feeling dei comandi e un aspetto grafico di ottimo livello (meno in VR), le speranze per far bene ci sono tutte. Aspettiamo quindi il 2018, quando potremo giocare a Skies Unknown su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.