WRC 7 - recensione

La saga di Kylotonn Games torna in pista.

Dopo qualche episodio non proprio all'altezza, soprattutto perché fagocitati da una concorrenza ben più agguerrita e propositiva, la serie di WRC ha finalmente trovato il suo campione nell'edizione qui presa in esame che, pur non eliminando completamente alcuni difetti congeniti del brand, quanto meno si dimostra una valida alternativa al recente DiRT 4 che, in ogni caso e a scanso di equivoci, resta il migliore della categoria.

Eppure, dicevamo, questo WRC 7 ha un grande pregio, sconosciuto ai suoi diretti predecessori: ha carattere, un fascino tutto suo che si schiude in un modello di guida quanto mai malleabile, così da consentire anche ai neofiti di iniziarsi senza eccessivi traumi, per quanto non rinunci affatto ad essere profondo, nella modalità in cui il motore fisico riesce a modificare il controllo della vettura a seconda del tipo di terreno battuto.

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Il frame rate è generalmente granitico, ma in un paio di occasioni ci è capitato, su PlayStation 4, che il gioco si bloccasse, letteralmente, per qualche istante. Probabilmente basterà una patch per eliminare questo problema.

Diciamolo subito: team di sviluppo e publisher devono essersi spesi buona parte del budget nel mantenimento della licenza del campionato di rally, che permette al titolo di sfoggiare macchine, piloti e competizioni ufficiali, a discapito di una certa attenzione per il dettaglio quando si considerano le modalità di gioco, relativamente poche e avare di opzioni con cui modificare a proprio piacimento ogni parametro.

Ne è emblema la modalità carriera. Laddove F1 2017 ha stupito tutti con un senso di progressione talmente tanto tangibile da aver persino reso interessanti e utili, ai fini del risultato finale, le prove libere, WRC 7 riduce al minimo ogni appendice gestionale. Dopo aver creato il proprio pilota, si può scegliere il team con cui correre, ma tra una tappa e l'altra si può fare poco altro se non preoccuparsi di riparare il mezzo nel tempo, virtuale, concesso dalla competizione di turno.

Il livello di affiatamento del team di meccanici, l'abilità del navigatore, l'apprezzamento suscitato dai manager di altre squadre, sono tutte feature gestite da algoritmi pedissequamente ed unicamente legate ai risultati e ai piazzamenti ottenuti nelle varie prove.

Da questo punto di vista, insomma, l'offerta di Kylotonn Games non riesce minimamente a tenere il passo della concorrenza, schiacciato dalla sua assoluta mancanza di ambizioni. Ciò non vuol dire, tuttavia, che spulciando nel menù principale non si trovino comunque modalità soddisfacenti, soprattutto pensando al multiplayer. Tra prove speciali, puntualmente sostituite con altre a cadenza regolare dalla stessa software house, circuiti da affrontare fino ad otto partecipanti, letteralmente passandosi di mano lo stesso pad, e l'intramontabile split-screen, in gare che rischiano naturalmente di far tramontare antiche amicizie proprio all'ultima curva, le partite veloci, grazie all'adozione del ghost istantaneo dell'avversario, rende adrenalinica ed eccitante la lotta al miglior tempo sul tracciato.

Una tale fascinazione sarebbe naturalmente impossibile senza un solido e convincente modello di guida che trova i suoi limiti in un motore fisico che, in rare occasioni, introduce qualche situazione poco credibile e surreale. WRC 7 non punta ad offrire una simulazione intransigente ed elitaria. Al contrario, cerca di mettere a proprio agio qualsiasi tipo di videogiocatore proponendogli, al primo avvio, una tappa che ha il solo scopo di testarne le doti al volante.

Al termine della competizione, verrà proposto un settaggio relativo a difficoltà di gioco e livello di realismo del sistema di guida. Con tutti gli aiuti inseriti, l'auto, qualunque sia la sua potenza in termini di cavalli e coppia, tende a sbandare solo quando necessario per esibirsi in una derapata, mentre l'inserimento automatico delle marce dà una bella mano per cavarsela al meglio tra buche e ripartenze.

È richiesto un certo grado di allenamento, di dimestichezza, se possibile, con la disciplina presa in esame. Le indicazioni del navigatore sono utilissime solo se si è in grado di decifrarle correttamente. Inoltre bisogna mettersi in testa che, per quanto tendente all'arcade, WRC 7 non è Mario Kart, non è Need for Speed. Il più delle volte è meglio lasciare il gas, piuttosto che cercare la staccata. È consigliabile non tagliare mai una curva, visto l'alto tasso di rischio di impattare contro un ostacolo celato alla vista.

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Il parco auto, ovviamente, non è estremamente ampio, dal momento che ripropone team e piloti delle classi Junior, WRC 2 e WCR.

Purtroppo, proprio nelle collisioni, viene fuori uno dei maggiori difetti del gioco. Di tanto in tanto, piccoli ostacoli, come arbusti o sassi, causeranno più danni del previsto, mentre impattare contro un muretto potrebbe non comportare chissà quali penalizzazioni anche in termini di tempo perso.

Fortunatamente, le occasioni in cui si palesano situazioni al limite del credibile sono davvero poche e non offuscano i tanti pregi del sistema di guida che dà il meglio soprattutto in relazione ai diversi tipi di terreno su cui dovrete correre. In questo senso, WRC 7 offre una varietà di approcci e stili da adottare davvero interessante. Sull'asfalto bisogna guidare in modo pulito, centellinando le derapate e cercando sempre il limite delle curve più ampie, proprio per sfruttare la velocità di punta del mezzo.

Non appena le ruote toccano lo sterrato, al contrario, bisogna far slittare di continuo le ruote, senza mai esagerare con il gas, dal momento che basta un avvallamento preso con troppa foga per vanificare un'intera tappa. Sulla neve, infine, la guida diventa rabbiosa, per certi versi simile a quella esperita in Driveclub, soprattutto quando cadeva la pioggia battente. La sfida, allora, non diventa solo con il tracciato, ma con l'auto stessa, come fosse un destriero imbizzarrito da domare a tutti i costi, persino rifilandogli qualche strattone poco controllato, repentino, violento, comunque imprescindibile per non finire fuori strada.

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Buono il campionamento dei suoni. La voce del navigatore è sempre chiara, ma avremmo gradito un pizzico di personalità in più nell'interpretazione del doppiatore.

WRC 7 soffre il paragone con altri congeneri in svariati aspetti, anche sotto il profilo grafico siamo poco sopra il par, eppure offre un modello di guida adattabile a qualsiasi esigenza, solido, convincente. Ne viene fuori un simulatore di rally sicuramente meno ambizioso del diretto concorrente, quel DiRT 4 che non ha praticamente nulla da invidiargli, ma che ha comunque un carattere tutto suo, soprattutto se si ha intenzione di passare molto tempo online, cercando di battere record e avversari pescati nella rete. Non sarà il gioco che segnerà la vostra esperienza con i racing, ma se amate il rally non potete non dargli almeno una possibilità.

7 /10

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fazio

Lorenzo Fazio

Redattore

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha così cercato di unire l’utile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci è cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

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