Dragon's Dogma: Dark Arisen - recensione

Il drago ha parlato, ancora.

Dragon's Dogma è uno di quei giochi che non sono diventati molto famosi, non hanno avuto un successo eccezionale sul mercato e non hanno creato community enormi. Tuttavia rieccolo tornare in versione migliorata dopo ben cinque anni dalla prima uscita, oggi anche per Xbox One e PlayStation 4.

È uno di quei titoli però che in molti (ma forse non abbastanza) hanno amato, e pertanto merita una seconda e anche una terza occasione. Chi l'ha giocato ed è entrato nello spirito se n'è infatti innamorato e lo rigioca volentieri ancora oggi, ammaliato dall'animo fantasy classico e dal gameplay originale, che ai tempi fu anche innovativo. Ecco perché questa remaster è un'ottima occasione per scoprire o riscoprire il piccolo capolavoro di Capcom.

La storia di Dragon's Dogma comincia con l'arrivo proprio di un drago nel villaggio del nostro personaggio, che abbiamo creato all'inizio dell'avventura grazie a unpotente editor. Il drago Grigori semina distruzione e terrore e neanche noi, nei panni di un guerriero, possiamo far nulla. Rischiamo la morte ma il drago ci risparmia, anzi ci si avvicina, ci estrae il cuore e lo fa suo, trasformandoci in Arisen. Il nostro nuovo scopo di vita è quindi ritrovare il drago e riprenderci il cuore che ci ha tolto.

Per farlo potremo contare sull'aiuto delle Pedine, figure umane ma senza una vera e propria anima, che possiamo personalizzare e far evolvere nella nostra avventura. Queste arrivano, proprio come il drago, da un vortice nel cielo, e rappresentano una delle meccaniche più interessanti di Dragon's Dogma, che al tempo della sua uscita si rivelò molto originale. Si possono infatti creare le proprie Pedine, che combatteranno insieme a noi nelle battaglie, ricevendo i nostri ordini ma anche il nostro equipaggiamento.

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Le battaglie di Dragon's Dogma restano spettacolari ancora oggi.

Ma potranno essere scambiate anche con quelle degli altri giocatori, sfruttando l'online negli hub che lo permettono. Ciò comporta che gli altri potranno usare le nostre Pedine quando siamo offline, e viceversa, col risultato che quando torneremo in gioco esse avranno magari accumulato esperienza e bottino in nostra assenza.

L'editor di Dragon's Dogma è molto potente e modificando i tanti parametri abbiamo creato personaggi tra i più disparati, tutti molto diversi tra loro. Lo stile grafico da fantasy tradizionale è perfetto per gli appassionati, anche se si denota una vena nipponica che può far storcere il naso a qualcuno. In generale, però, non si può che far i complimenti a Capcom per l'ottima modellazione e la precisione delle texture che reggono il passo ancora oggi a distanza di anni.

Inutile fare confronti con altri titoli, è una remaster che risolve i difetti dell'originale e lo presenta meglio. Piuttosto, meglio apprezzare il character design dei nemici, molto ispirato, che ci farà fronteggiare grifoni, orchi, chimere, idra e ovviamente draghi, tutti ben realizzati anche dal punto di vista delle meccaniche, con soluzioni diverse da trovare per abbatterli che ci vedranno anche arrampicarci su di essi per sferrare colpi letali.

Non c'è dubbio però che Dragon's Dogma vada giocato chiudendo un occhio, rivolgendo magari la testa al passato. I giochi di ruolo usciti in seguito hanno infatti ridefinito sia il genere degli open world che il combat system. I problemi principali restano l'assenza delle mount che costringe a lunghi spostamenti prima che i punti di fast travel si sblocchino, e una IA deficitaria che rende alcuni scontri quasi falsati.

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L'editor di gioco è potente e variegato. Potete creare tanti tipi di creature e modificarle nel dettaglio.

Niente di trascendentale, sia chiaro, e le qualità di Dragon's Dogma restano apprezzabilissime anche sulle "nuove" console, sempre grazie ad un mondo di gioco ben progettato in cui avventurarsi insieme alle Pedine in cerca di armi da craftare una volta ottenuti i pezzi più rari dai nemici più forti, e storie da vivere anche ignorando la trama principale.

Il combat system resta ancora divertente grazie alla presenza delle Pedine che, costituendo un team di quattro elementi in tutto, danno vita a battaglie concitate e spettacolari, vista anche la possibilità di impartire loro ordini. La loro intelligenza artificiale è sicuramente di buon livello, imparano in fretta battaglia dopo battaglia e forniscono preziosi consigli di attacco o difesa al nostro alter ego.

Il sistema di classi è rimasto purtroppo invariato con le tre di base (mago, arciere e guerriero) ad indicare la prima selezione possibile, per poi evolversi in seguito con i punti esperienza ottenuti dai nemici. Come nelle precedenti versioni il divertimento nell'evoluzione dei personaggi è soggettivo al tipo di giocatore.

Se siete amanti del grinding e della lunga ricerca del drop raro, potrete perdervi per decine e decine di ore ad esplorare e alla ricerca di ciò che vi serve, sebbene paradossalmente lo farete dopo la fine della quest principale, visto che la si porta a termine abbastanza facilmente e in tempi relativamente brevi se rapportata a giochi di ruolo concorrenti.

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Il sistema delle pedine è intatto, e funziona ancora alla grande.

La narrativa che si sviluppa nelle terre di Dragon's Dogma segue una trama che si sviluppa in modo pressoché lineare, condita sì da tanti compiti secondari ma spesso banali. La personalizzazione estrema del personaggio principale e di tutto il party non ha permesso lo sviluppo di protagonisti caratteristici ma almeno ha tenuto aperti i finali di gioco multipli, che danno maggior senso alla rigiocabilità. In questa versione sono inclusi tutti i DLC usciti in questi anni ma, com'è facile immaginare, non c'è alcuna variazione alla trama né sono state aggiunte quest alternative.

Ma Dragon's Dogma punta tutto sulla coreografia degli scontri più importanti e la caratterizzazione dei nemici, che danno più sapore al nostro incedere nel mondo di Gransys, che ci conduce abbastanza chiaramente per mano ponendoci di fronte schiere di mostri troppo forti per il nostro livello quando vuole sbarrarci la strada. Le varie zone sono ben costruite e risultano sicuramente più piacevoli da esplorare su PlayStation 4 e Xbox One. Gli fps poi si assestano stabili finalmente sui 30 senza nessun calo, come invece avevamo riscontrato anni fa quando le battaglie con compagni e tanti mostri mandavano in crisi l'hardware ormai vetusto.

Che dire dunque di questa versione adattata alle console attuali? Al pari di quella PC va a riproporre ciò che è stato Dragon's Dogma ai tempi, ossia un GDR solido, completo di tutte le caratteristiche che un fan del fantasy può aspettarsi, che non eccelle nella narrativa ma che può farci perdere per ore per formare un team di eroi che porterà l'Arisen alle molteplici scelte finali.

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Draghi, draghi e ancora draghi. Non ci stancheremo mai!

Manca ancora un multiplayer cooperativo che non passi dalle Pedine e che permetterebbe a quattro amici di portare a termine l'avventura ma a questo punto non resta che aspettare il prossimo capitolo. Nel frattempo, grazie a questa remaster di Dragon's Dogma: Dark Arisen avrete la possibilità di scoprire nuovamente o per la prima volta le terre di Gransys e le sue affascinanti creature. Il che non è certo poco, visto anche il prezzo a cui è possibile acquistare questa remaster.

8 /10

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Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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