The Golf Club 2 - recensione

Par alla buca 18.

Ho la fortuna di essere stato un giocatore di golf e di essere andato abbastanza avanti in questo sport, tanto da avere un paio di scaffali di trofei e un handicap score di tutto rispetto. Questa fortuna è tale perché mi ha dato modo di apprezzare uno sport splendido che riesce a mescolare disciplina tattica con acume strategico, studio della tecnica e self control: il risultato finale è un gameplay incredibilmente divertente, avvincente e coinvolgente.

Per queste ragioni sono da sempre alla ricerca di una trasposizione videoludica che riesca, finalmente, a catturare l'essenza di questo sport evitandone gli stereotipi, il divismo sportivo e lo show-off grafico; questi sono i tre difetti che ho sempre riscontrato nelle simulazioni golfistiche, condite da una più o meno accentuata imprecisione nel riprodurre le finezze del gameplay vero e proprio del golf, ovvero lo swing (il movimento che il giocatore deve eseguire per colpire la palla in maniera efficiente).

The Golf Club 2, seguendo le orme del titolo originale della serie, propone un approccio piuttosto originale per il genere affiancando alla consueta simulazione sportiva una modalità 'carriera' nella quale i giocatori si associano in 'Golf Club' e spendono la moneta del gioco in varie attività (iscrizioni ai tornei per esempio) per contribuire alla crescita del club stesso. Oltre a questo, l'accento è forte anche sulla componente creativa con un editor di campi e moltissimi percorsi disponibili.

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Sul green si decide il destino del giocatore; la metà dei colpi, solitamente, viene spesa proprio qui.

Tuttavia le simulazioni di golf rimangono incentrate sull'attività sportiva visto che, comunque, la maggior parte del tempo tende a essere speso sul campo, giocando. In questo particolare aspetto The Golf Club 2 propone un sistema di simulazione dello swing particolarmente asciutto, efficiente e decisamente avvincente. Il movimento viene catturato chiedendo al giocatore di muovere lo stick del joypad verso di sé (per il backswing) e poi lontano da sé (per il ritorno e impatto sulla palla); il movimento va eseguito a pendolo, con un timing bilanciato, e in modo perfettamente perpendicolare (180 gradi e poi 0 gradi). Qualsiasi infinitesima imprecisione in questi due aspetti (timing e precisione) si riflette sul risultato finale in maniera proporzionale: il timing impatta sulla distanza percorsa e la precisione impatta sulla direzione.

Ora, la genialità del sistema risiede nel fatto che non sono presenti a schermo indicatori che diano feedback su come stiamo eseguendo lo swing: ci siamo solo noi con il pad, il nostro avatar che compie il gesto tecnico e un paio di indicazioni riguardo al timing e alla direzione che appaiono SOLO una volta che la palla è stata colpita. Questo vuol dire che il sistema è parzialmente opaco e non si è mai sicuri di quale componente è stata maggioritaria nel dettare il risultato finale, esattamente come nella realtà!

Se a questo aggiungete che il colpo è influenzato (molto) anche da fattori esterni (superficie su cui riposa la palla, vento) capite bene che non è immediato comprendere il nesso causa-effetto del gesto atletico. Questo particolare rende The Golf Club 2 estremamente simile al golf vero e vi inietta una grandissima dose di realismo che gli garantisce una enorme rigiocabilità.

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Un leggero vento potrebbe portare la palla oltre il green, negli orrendi bunker; ma se scegliamo un ferro più basso rischiamo di andare in acqua, che fare?

Oltre a questo aspetto, The Golf Club 2 richiede al giocatore la conoscenza dei ferri e dei legni che ci si porta dietro e delle varianti dei vari colpi. Anche su questo aspetto il gioco mi ha soddisfatto appieno arrivando a simulare perfettamente tutte le sfumature del gioco.

Un esempio: uno dei miei colpi preferiti è quello in cui si modifica lo swing per colpire la palla 'in testa', ovvero sulla parte superiore della sfera. Questo crea una traiettoria molto bassa e una corsa finale molto prolungata (visto che la palla schizza sul terreno piuttosto che arrivare dall'alto). Questo colpo è perfetto per quando ci si trova in prossimità di alberi molto rigogliosi o quando si finisce in bunker lontani dal green: in queste occasioni è infatti consigliabile eseguire traiettorie basse e fare molta strada. The Golf Club 2 ha un'opzione anche per questo tipo di colpo e la esegue dannatamente bene, meglio di tanti altri più blasonati concorrenti.

E questo vale anche per tutti gli altri colpi 'particolari' dell'arsenale golfistico (sand, pitch, flop etc...). La sensibilità sullo swing è totale e il realismo dei risultati perfetto; così perfetto che mi sono ritrovato a riprodurre errori a cui ero, ahimè, abituato nella realtà con le relative conseguenti maledizioni...

I campi disponibili, come detto, sono moltissimi, estremamente variegati e ben presentati con caratteristiche, ranking e molte opzioni (forse troppe). E' possibile praticare in molti modi e poi giocare da soli o in compagnia di persone vere online, offline o con i ghost di altri giocatori.

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I panorami di The Golf Club 2 possono essere decisamente affascinanti.

Le reward disponibili sono tutte estetiche e legate al vestiario e all'attrezzatura; non sono presenti boost e bonus di alcun tipo per il gioco vero e proprio, una scelta di campo netta che apprezziamo per il purismo e la chiarezza.

La modalità 'Societies' permette, come detto, di creare dei golf club a cui i giocatori possono associarsi, competere in vari eventi e far crescere il club. Si tratta di una modalità molto aperta a cui però manca un tocco 'autoriale' che gli dia credibilità e personalità. Per intenderci, gli eventi non hanno caratteristiche peculiari e sembra tutto sempre un po' troppo uguale a se stesso; inoltre, le varie opzioni e percorsi di scelta sono presentati in maniera convoluta e contro intuitiva. In generale c'è un gran bisogno di semplificazione e di dare a questa modalità meno libertà e più contenuti originali.

Già che parliamo di difetti citiamo la parte tecnica che pur essendo buona (buoni modelli, discrete texture, fisica perfetta) ha un difetto molto importante. Durante lo swing a volte (probabilmente a seconda di quanto la console si sta sforzando per riprodurre lo scenario), l'animazione scatta. Questo è un grosso problema perché impatta sul timing dello swing con prevedibili risultati di prestazione e, conseguentemente, di frustrazione. Nel giro di diciotto buche capita mediamente tre/quattro volte (il numero varia a seconda del campo scelto) e questo è un numero decisamente troppo alto e in grado di rovinare l'intera esperienza (visto che ogni colpo conta nel gioco del golf).

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Le soddisfazioni del golf: un approccio che ci permetterà di eseguire un solo putt per finire la buca; notare il segno del 'pitch', ovvero dell'atterraggio della palla sul green.

Dal punto di vista dell'audio è presente una colonna sonora buona (anche se un po' troppo 'incalzante'), un commentatore sarcastico e divertente (ma non troppo intrusivo) e un ottimo comparto di supporto al gioco vero e proprio. In particolare l'audio dei colpi è perfetto: a seconda del rumore causato dall'impatto del bastone sulla palla riesco sempre a capire la qualità del colpo...un'altra qualità fantastica di The Golf Club 2 dal punto di vista del realismo.

In definitiva siamo quindi di fronte a una simulazione golfistica che riesce a mimare lo sport in questione in maniera fantastica, all'altezza, se non meglio, dei concorrenti più blasonati. Purtroppo però la modalità online, che dovrebbe essere uno dei focus del gioco, è piuttosto piatta, e il difetto tecnico legato allo stuttering dell'animazione è molto penalizzante.

Se vi piacciono i giochi di golf The Golf Club 2 è una perla in grado di regalare tante ore di divertimento, a patto di non avere grosse pretese online e di accettare un problema tecnico che potrebbe (oppure no) essere risolto in futuro.

7 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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