A quasi due anni da quel che fu Heart of Thorns, eccoci nuovamente a parlare di Guild Wars 2 in occasione di Path of Fire, seconda espansione, che insieme a una buona dose di contenuti ci permette di progredire e approfondire ulteriormente gli eventi dell'ultima stagione di Heart of Thorns. La nuova Living History di Guild Wars 2: Path of Fire (d'ora in avanti GW2: PoF) si riallaccia con quanto accaduto negli ultimi episodi della Living World Season 3 durante i quali Balthazar, dio del fuoco e della guerra nonché una delle sei divinità della razza umana, dopo centinaia di anni di silenzio ha deciso di fare la sua comparsa tra i mortali mettendo a ferro e fuoco ogni cosa incontrata nella sua spasmodica ricerca del potere assoluto. Indovinate a chi toccherà cercare di fermare il folle dio per il bene di tutti i popoli di Tyria?

In Path of Fire il nostro compito è dunque quello di trovare un modo per fermare la sete di potere di Balthazar e il suo desiderio di radere al suolo l'intera Tyria, questo ci porterà a stringere nuove ed improbabili alleanze con alcune delle fazioni del continente di Elona, che in modo più o meno consapevole cercheranno di aiutarci a raggiungere il nostro scopo. La sola storia ci ha tenuto impegnati circa una quindicina di ore alle quali se ne dovrebbero aggiungere parecchie altre necessarie per sbloccare gli achievement se, come noi, foste dei maniaci del completamento.

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Nonostante la devastazione causata da Kralkatorrik alcuni paesaggi sono davvero suggestivi.

La trama è piacevolmente narrata e ci ha intrigato parecchio, le parti all'interno delle istanze finalmente richiedono al giocatore una presenza attiva e perciò tendono a non annoiare, come invece capitava spesso in alcuni capitoli della precedente espansione. Senza svelarvi nulla di troppo, vogliamo esprimere il nostro particolare apprezzamento per il capitolo intitolato "The Departing", che forse è uno dei punti più alti della narrazione di Guild Wars 2 e raramente negli ultimi tempi si è visto qualcosa del genere anche negli altri MMO. Le varie sfide e battaglie sono avvincenti e decisamente più impegnative di quelle di Heart of Thorns o del gioco base e per questo motivo potrebbero dare filo da torcere soprattutto ai giocatori meno esperti. Consigliamo perciò di affrontarle con un paio di amici e, nel caso, approfittarne per coordinarsi e mettere in tasca qualche achievement particolarmente ostico.

Come avrete quindi capito, con GW2: PoF finalmente abbiamo ottenuto accesso alla prima porzione del continente di Elona e più in particolare al Crystal Desert, zona già nota ai giocatori del primo capitolo della saga, che dalla Crystal Oasis si estende fino alle porte del Domain of Vabbi per un totale di cinque nuove ed enormi mappe la cui esplorazione ci terrà impegnati per parecchio tempo. Queste aree, in parte, continuano la tradizione della verticalità iniziata con Heart of Thorns, ma grazie alle cavalcature (altra novità di questa espansione) risultano estremamente più facili da girare.

Le cinque zone che fanno da sfondo a questa espansione sono a dir poco spettacolari e, nonostante siano zone per lo più desertiche, sono caratterizzate davvero bene sia a livello grafico che sonoro. Molti giocatori di vecchio stampo come noi si sono trovati spesso a fare i conti con la nostalgia, alcune volte per un riferimento a personaggi del primo Guild Wars altre per una canzone che ci ha fatto tornare la memoria a quando eravamo più giovani. Anche se dagli eventi del primo capitolo sono passati quasi trecento anni, molte zone sono ancora simili o comunque riconoscibili, mentre alcuni luoghi, come Kodash Bazar ad esempio, sono stati irrimediabilmente trasformati in seguito alla furia dell'Elder Dragon Kralkatorrik.

Le nuove mappe sono davvero grandi, praticamente la loro dimensione totale misura quasi quanto la superficie esplorabile dell'intera mappa del gioco base. Gli sviluppatori han pensato perciò di introdurre (finalmente osiamo dire) anche le cavalcature, che facilitano non poco gli spostamenti dei giocatori e che, a differenza di quanto accaduto con il glider di Heart of Thorns, sono fin da subito utilizzabili in tutte le mappe preesistenti. Questa aggiunta ci è piaciuta parecchio perché, a differenza di quello che spesso accade in altri MMO, in GW2: PoF le cavalcature non hanno come sola caratteristica una velocità di movimento maggiore di quella del personaggio, ma possiedono abilità uniche che le differenziano una dall'altra e grazie alle quali potremo raggiungere luoghi in precedenza inaccessibili.

Attualmente suddivise in cinque categorie, quattro di queste bestiole sono necessarie per poter avanzare in alcuni passi della storia. La quinta invece, che richiederà un po' di impegnato, una buona dose di tempo e parecchie monete d'oro per essere acquisita, è solo un orpello e il mancato ottenimento non penalizza in nessun modo il giocatore. La prima bestiola con la quale siamo entrati in contatto è stato il Raptor, veloce nella corsa e la sua peculiarità è quella di poter effettuare lunghi balzi in avanti grazie ai quali possiamo facilmente superare fossi e burroni che altrimenti richiederebbero di essere aggirati a piedi. La seconda è lo Springer, forse non la più bella visivamente parlando, questo incrocio tra un coniglio gigante e un canguro ci dà modo di effettuare salti altissimi grazie ai quali possiamo raggiungere in breve tempo anche le vette più elevate, evitandoci fastidiose scarpinate. La terza cavalcatura che possiamo sbloccare è lo Skimmer, molto simile a una manta ci permette di scivolare sui terreni più impervi e di non affondare sull'acqua o nelle insidiose sabbie mobili che sono disseminate un po' ovunque nel Crystal Desert. La quarta è il Jackal, una specie di lupo delle sabbie, leggermente più veloce del raptor ha come abilità quella di teletrasportarsi in avanti e la possibilità, dopo averlo adeguatamente potenziato, di riuscire ad utilizzare alcuni singolari portali, utili a raggiungere alcune delle zone più nascoste della mappa.

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Tornare nel Crystal Desert è stato davvero nostalgico.

La quinta ed ultima cavalcatura è la più ardua da ottenere e prima di imbarcarsi nell'impresa è meglio tener conto soprattutto del costo della stessa, visto che per sbloccarla è necessario recuperare alcuni oggetti disseminati per la mappa. Dieci di questi hanno però un costo pari a venticinque monete d'oro per un totale di duecentocinquanta monete. Questa cifra per i giocatori casual potrebbe non essere a nostro avviso abbordabile, ma d'altro canto la suddetta cavalcatura non è indispensabile ai fini del gioco ed è più che altro un vezzo. La caratteristica del grifone è quella di sostituire in parte il glider, con l'aggiunta di poter recuperare un poco di quota sbattendo le ali. Non pensate dunque alla classica cavalcatura volante in stile World of Warcraft, anche se è sicuramente di gran lunga più comoda del classico glider.

Come accennavamo qualche riga fa, parlando a proposito del Jackal, ognuna di queste cavalcature è potenziabile tramite le Masterie, che dopo Heart of Thorns fanno nuovamente la loro comparsa anche in Path of Fire. Questa volta fortunatamente la quantità di punti Mastery e la mole di esperienza necessaria a sbloccare i vari potenziamenti è infinitamente ridotta rispetto a quella richiesta nella prima espansione e perciò non saranno necessarie estenuanti sessioni di exp-farming per godere del pieno potenziale delle nostre nuove bestioline.

Altro gradito ritorno, già visto in Heart of Thorns, è quello delle specializzazioni. Per ognuna delle nove classi presenti in gioco si va ad aggiungere un ulteriore ramo élite, che non solo ci permette di utilizzare nuove armi, in precedenza precluse alla nostra classe, ma va così ad aumentare la varietà delle classi presenti in gioco. Il Guardian può da ora impugnare l'ascia come arma primaria, acquisendo alcune abilità simili ai mantra del Mesmer e i tomi sostituiranno le virtù. Il Revenant può evocare lo spirito della leggendaria charr Kalla Scorchrazor, usufruire della sua legione di Rinnegati e scoccare nugoli di frecce dall'arco corto. Il Warrior impugnando i pugnali si trasforma in uno Spellbreaker in grado di contrattaccare ed interrompere rapidamente le abilità avversarie. L'Holosmith dell'Engineer è alquanto curiosa, sfruttando l'interessante meccanica del surriscaldamento in grado di infliggere un danno maggiore più alta è la temperatura, stando attenti a non bruciarsi.

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Qualcuno li chiama i 'Mazinga', ma vi assicuriamo che non combattono per il bene.

Anche al Ranger viene data la possibilità di usare un pugnale come arma principale, grazie alla specializzazione del Soulbeast che lo rende anche capace di fondersi con i suoi animali, diventando una singola entità. Il Deadeye del Thief permette di imbracciare un fucile e diventare così ancora più pericolosi e letali. Il Weaver dell'Elementalist può mixare due tipi di abilità elementali simultaneamente, così da creare nuove e incredibili magie. In un deserto non potevano mancare i Miraggi e chi se non un Mesmer ha la capacità di padroneggiarli? Infine il Necromancer, classe che tanto abbiamo amato e che tanto è stata bistrattata in Guild Wars 2 scambia la Death Shroud con le ombre, sfruttando il Tormento per infliggere danni ai nemici. Ognuna di queste nuove specializzazioni è sicuramente interessante e, come dicevamo in precedenza, aiuterà ad aumentare le possibilità di gioco per le varie classi. Resta però ancora da vedere la reale utilità di ognuna, tra quelle che sono le modalità più esigenti di Guild Wars 2, ovvero i Raid e i Fractal of the Mist che tra le altre cose, per il momento, non hanno ricevuto nessun beneficio da questa espansione, così come anche il PvP e il World vs World.

Una cosa di cui si sente però la mancanza nelle nuove aree, che invece in Heart of Thorns nonostante i difetti era ben presente, è quello che in gergo chiamiamo metagaming. Terminata l'esplorazione e la storia, resta poco da fare in alcune mappe dove il ciclo di eventi non è così radicato come invece accadeva ad esempio in Dragons Stand. D'altro canto, però, possiamo contare sulle taglie, altra novità di PoF, che permettono di "creare" un world boss semplice, interagendo con i tabelloni delle Bounty presenti in quasi tutti gli avamposti più importanti di Elona. Una volta attivata la taglia, basterà recarsi nella zona evidenziata sulla mappa per far apparire il nemico e chiunque nelle vicinanze potrà partecipare alla sua eliminazione. Di tanto in tanto saranno disponibili anche taglie leggendarie che per essere completate richiederanno un buon numero di giocatori e un po' di coordinamento in più rispetto a quelle normali, ma elargiranno una ricompensa più succosa. Vogliamo però spezzare una lancia in favore di ArenaNet, visto che gli sviluppatori hanno già assicurato che nei mesi a venire l'espansione verrà pesantemente supportata e perciò in breve tempo dovremo avere altri contenuti a disposizione che teoricamente ci permetteranno di esplorare ulteriormente il continente di Elona.

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Per contrastare Balthazar spesso dovremo interrompere rituali di evocazione per limitare i rinforzi alla sua legione.

In conclusione, a nostro parere Guild Wars 2: Path of Fire è un buon motivo per continuare a giocare o per riprendere in mano il titolo di ArenaNet, proseguire con le avventure al fianco dei nostri amici e provare tutte le novità e fare qualche corsa con le cavalcature, sulle quali è stato fatto davvero un ottimo lavoro anche a livello tecnico: una piacevole novità immensamente utile, grazie alla possibilità di utilizzarle anche nelle "vecchie" zone. Consideriamo poi il costo del pacchetto base che, a €29,99, è davvero abbordabile, includendo anche un boost al livello 80 per un personaggio, utile non solo per i vecchi giocatori che magari vogliono cimentarsi in una nuova professione, ma anche per chi decide di avvicinarsi per la prima volta al titolo potendo fin da subito godere dei nuovi contenuti.

Tornare ad Elona, dopo così tanto tempo, ci ha emozionati e questa espansione, pur non essendo priva di difetti, è comunque un egregio lavoro che crediamo possa aiutare a rilanciare ulteriormente un titolo che merita di essere conosciuto e giocato. Ci sentiamo dunque nella posizione di consigliare questo acquisto e nel farlo vi invitiamo ad unirci a noi nel Crystal Desert. Ricordatevi solo di portare la protezione solare.

8 /10

Riguardo l'autore

Thomas Guidetti

Thomas Guidetti

Redattore

Borgomanerese di nascita, Gattinarese nel cuore. Uno zio malvagio ha rubato due braccia all'agricoltura regalandogli un Master System tanti anni fa.