Elex - recensione

Una meteora che lascia dietro di sé un mondo post-apocalittico e tanti bug.

Il team dei ragazzi di Piranha Bytes non ha certo bisogno di presentazioni. Che abbiate giocato ad uno dei capitoli di Risen o abbiate attraversato la trilogia di Gothic, è innegabile che se amate il genere degli RPG, abbiate toccato con mano almeno uno di questi giochi o perlomeno li abbiate sentiti nominare.

Magalan, il pianeta "disegnato" da Piranha Bytes per ospitare le avventure del nostro alter ego, richiama fortemente la Terra. Per quanto infatti la flora sia identica a quella terrestre, così come la morfologia dei terreni e delle zone climatiche, la fauna è sicuramente molto meno ospitale della nostra. L'arrivo di un meteorite su questo pianeta non ha portato solo morte e distruzione ma, al contrario, ha portato in dote una sostanza che è gioia per alcuni, ma disperazione per altri; questo elemento ha cambiato per sempre gli equilibri e le vite degli abitanti sopravvissuti di Magalan. Il suo nome è anche il titolo del gioco stesso: Elex.

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Perché saltare, quando puoi volare?!

Il nostro compito è quello di vestire i panni di un membro degli Albs, una delle fazioni di gioco, quella più tecnologica. Nello specifico assumeremo le sembianze di Jax, ufficiale non proprio baciato dalla dea Fortuna, che si trova già dall'inizio ad aver perso i gradi, la stima e quasi la vita. "L'uso smodato degli oggetti tecnologici sono dannosi e inutili alla sopravvivenza e portano solo al male assoluto", o almeno questo direbbe un membro del clan dei Berserkers, persone dedite ad un uso primitivo delle risorse disponibili in natura, con uno spiccato gusto estetico di armi e armature che richiama molto quello di Skyrim.

Gli Albs però non sono gli unici a sfruttare sistemi avanzati di armamento, equipaggiamento e un habitat agiato, visto che i religiosissimi Clerics non sono da meno. Infine, ci sono gli Outlaws, i classici abitanti delle zone desertiche che vivono ai margini dei territori più inospitali e che abbiamo conosciuto nei medium derivativi del brand di Mad Max. Ognuno di questi gruppi sfrutta o ha sfruttato l'Elex in modo diverso: su sé stessi, ma non solo.

Elex è un open world, oltre ad essere un RPG, che permette al giocatore più o meno libertà di movimento. È innegabile che oggi un titolo di questo tipo si debba necessariamente confrontare con i propri simili presenti sul mercato. Da questo punto di vista, la prima impressione della mappa, anche e soprattutto dopo che avrete trascorso alcune ore nel gioco, è che non sia molto vasta. Anche volendo percorrerla a piedi in lungo e in largo non impieghereste moltissimo tempo, passando dal clima rigido del nord alla lussuria del verde incontaminato, con bucoliche macchie di terreno coltivato, alle zone tossiche e desertiche del settore in cui il magma fuoriesce come acqua zampillante, ai luoghi caldi e sabbiosi del sud. I milioni di abitanti ancora sopravvissuti hanno imparato ad adattarsi in vario modo, ciascuno con la propria ideologia, con le arti e i mestieri che hanno permesso loro di superare le varie difficoltà.

In tutto questo trambusto c'è Jax, che viaggia a bordo del suo velivolo fino a quando questo viene abbattuto, costringendo il protagonista ad un atterraggio di fortuna. La sua gente lo sta braccando, lo colpisce e lo riduce in fin di vita. Come se non bastasse, gli viene rubato anche l'equipaggiamento con l'armatura, lasciandolo solo con due stracci addosso e quello che resta delle sue povere ossa. Inizia così la sua e la vostra avventura, come un classico mini-tutorial dovrete muovere i primi passi e prendere confidenza con i comandi, trovando da subito uno degli oggetti chiave del gameplay, ovvero il jetpack da azionare a piacimento - ma con una durata limitata e subito dopo si dovrà attendere che si ricarichi -, da sfruttare a dovere nel mondo. Dovrete controllare il vostro livello di vita, inizialmente basso, ma soprattutto la stamina, la barra che dovrete tener monitorata sia per gli scatti e, soprattutto per le rotolate laterali, dato che si consumerà molto rapidamente, oltre naturalmente ai classici colpi da infierire: rapidi o lenti-potenti.

Per quanto riguarda la trama, sappiate che non amiamo troppo gli spoiler e vi basti sapere che ben presto farete la conoscenza di Duras, un membro dei Berserkers e una delle vostre potenziali spalle durante l'avventura, che vi porterà dalla sua gente, facendo così iniziare tutto...

La copia pro-recensione di Elex ci è stata fornita con largo anticipo, rispetto alla data di uscita, per poter pubblicare l'articolo che state leggendo in questo momento. Per questo motivo facciamo una premessa atipica, prima di proseguire, ma che riteniamo fondamentale, sia per una forma di riguardo nei confronti degli sviluppatori, sia di coloro che leggeranno questo articolo. Durante questo lasso di tempo il gioco ha ricevuto il supporto di alcune patch, la più grande delle quali giusto qualche giorno fa di ben 5 GB, ma purtroppo la maggior parte delle problematiche che abbiamo riscontrato nel corso della nostra esperienza sul campo non ha subito miglioramenti di sorta.

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'Scotty, teletrasporto per due.'

La speranza è che al classico day one, o almeno nei giorni appena successivi, molti dei problemi che abbiamo riscontrato siano stati risolti. I bug, purtroppo, di varia natura, ma anche a nostro avviso dei difetti strutturali in parte errati e in parte concatenati con meccaniche erratiche, hanno portato ad influire pesantemente sul giudizio finale del nostro passaggio nelle terre di Magalan.

Jax si muove nel modo classico dei giochi con visuale in terza persona, ma è innegabile che lo faccia con una certa "legnosità" di fondo, forse anche per un numero limitato di animazioni, ma che concorrono a non vederlo adattarsi troppo bene al territorio impervio che dovrà percorrere per la maggior parte del tempo. Spesso infatti alla prima asperità del terreno lo vedremo "incastrarsi" in un avvallamento o in difficoltà a superare rocce di pochi centimetri senza riuscire a scavalcarle in automatico. Certo, l'uso del jetpack è provvidenziale per uscire da quasi tutte queste situazioni, ma l'idea è che questo strumento sia stato inserito quasi più per correggere un difetto di movimento del personaggio, piuttosto che come bonus tattico negli scontri o per raggiungere zone elevate. Se il frame rate si attesta su trenta, ipotetici, frame al secondo, dovrete fare i conti con una media molto più bassa, ma la parte più assurda è che spesso proprio nei combattimenti la fluidità scemerà al punto da non permettervi di leggere al meglio la scena che state vivendo.

Anche la risposta ai comandi è rallentata e si dovranno premere più volte i tasti, delle varie funzioni, affinché questi vengano interpretati correttamente. Se per lo scatto in avanti abbiamo quasi distrutto la leva sinistra del pad, dovendo premere dieci volte il comando affinché almeno una volta fosse efficace, ben più pericolosa è la non esecuzione dello scarto laterale; al netto del fatto che i vostri nemici si faranno beffe delle vostre indecisioni e non staranno a guardare. Gli "animali" che incontrerete, da simil-raptor a meta-polli, sono fortemente letali, a qualunque livello di difficoltà scegliate di iniziare. Ci sono svariate amenità nel ventaglio del bestiario, alcune legate ai climi, altre che differiscono per livello di forza o pochi dettagli estetici, ma comunque in buon numero. Questi mostri sono assolutamente imprevedibili nei loro pattern d'attacco.

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Eh sì, dobbiamo entrare proprio in quella base.

Vi potranno infatti colpire tre, quattro o cinque volte consecutive, uccidendovi quindi senza darvi la possibilità di avere il tempo di schivare. Non sempre la fuga sarà possibile ed è per questo che avere un compagno di squadra può essere molto utile. Nel corso dell'avventura incontreremo vari partner, ciascuno con la propria storia e il proprio bisogno di essere aiutato in qualche modo. Purtroppo a causa dei bug, alcuni proprio se ne fregano della vostra precaria condizione di vita, mentre siete assaliti da ogni direzione e tenderanno a stare a guardarvi mentre prendete sonore mazzate, per fortuna però non è così per tutti.

Per poter affrontare la varie missioni di gioco, il sistema è piuttosto classico. Si entra in una delle città sul territorio o ci si imbatte in qualche bisognoso lungo il cammino. Potrete consultare la mappa in qualunque momento, soprattutto perché è fondamentale nel momento in cui avrete trovato una zona in cui siete capitati vicino ad uno dei punti di teletrasporto. Queste pedane del "viaggio rapido" diventeranno prestissimo vostre amiche, anche se non sempre è palese la loro posizione. Per questo motivo esiste anche una specifica abilità da sbloccare che consente la scoperta dei vari punti direttamente sulla cartina. Ecco che sorge quindi un nuovo problema, ovvero la porzione di mappa all'estrema destra non è consultabile, con punti di teletrasporto che, una volta trovati non si potranno sfruttare.

Le quest purtroppo sono segnate da un problema anche maggiore. L'IA, ad esempio, prevede di incontrare persone più volte e nonostante le abbiate già incontrate in svariate occasioni, queste vi parleranno talvolta di cose come se fosse il primo incontro. Sono presenti anche molti errori di traduzione, ma anche errori ortografici in vari punti. Spesso, inoltre, qualcuno vi chiederà di svolgere incarichi senza che vi venga riporto il luogo o lo scopo dell'obiettivo. In alcune situazioni questo significa aspettare di raggiungere un certo livello del personaggio, in altre sbloccare una determinata zona, ma resta assurdo che in molti frangenti troviate quest "appese" senza sapere cosa dover fare. La parte peggiore però avviene nel momento in cui vi vengono annullate alcune missioni, a causa di alcune scelte che avete fatto nel corso della storia, ma non tutte le sotto-quest vengono cancellate, mandando di conseguenza in crash il sistema.

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O lui o noi... forse lui!

L'albero delle abilità del vostro personaggio è piuttosto ampio, anche se rientra nei canoni classici del genere. Potrete infatti migliorare le abilità nell'ars oratoria per avere maggiori possibilità di guadagnare esperienza ed opzioni migliori per alcuni dialoghi o puntare ai bonus di sopravvivenza come attacco, difesa o uso delle armi. Queste ultime possono essere le classiche del mondo fantasy, ma anche da fuoco. A nostra volta le potremo poi potenziare per aggiungere effetti elementali o mutare drasticamente i danni inferti, cambiando in modo netto le sorti degli scontri.

In definitiva, quindi, quella con Elex è stata un'esperienza fortemente minata da una grandissima quantità di bug, senza un elemento caratterizzante che potesse elevare il gioco rispetto alla concorrenza. Consigliato solo a chi adora gli action-rpg, sempre e comunque, ma è disposto a passar sopra a quasi tutti quelli che avrebbero dovuto essere gli elementi distintivi di un gioco di questo tipo. La qualità finale lascia invece intuire ciò che avrebbe potuto essere, ma non è stato.

5 /10

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Riguardo l'autore

Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Redattore

Con la testa rimasta al mondo a 16-bit, è un amante degli RPG tattici e grandissimo divoratore di ogni souls-like di qualunque origine e provenienza. Sogna il ritorno in grande stile dei picchiaduro a scorrimento.

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