Ex BioWare parla dei problemi di Mass Effect Andromeda e della mancanza di diversitÓ nei vertici dello studio

Il problema della "glorificazione del colonialismo".

Mass Effect Andromeda è recentemente sbarcato all'interno dei servizi EA Access e Origin Access ma il titolo viene ricordato dai più per le tante critiche che ne hanno accompagnato il lancio. Tra queste c'è stato spazio anche per alcune critiche alla "glorificazione delle fantasie colonialiste" presente all'interno dell'avventura.

Di questo problema e della mancanza di diversità all'interno dei vertici di BioWare ha discusso l'ex game designer dello studio, Manveer Heir. Heir è sempre stato molto attivo quando si tratta di questo tipo di questioni e ne ha discusso apertamente all'interno di un podcast di Waypoint che è stato poi riportato in parte da Gamasutra.

Heir rivela che questa "glorificazione delle fantasie di colonizzazione" era stata sottolineato anche da diversi membri del team al lavoro su Mass Effect Andromeda ma che le segnalazioni e le preoccupazioni furono completamente ignorate e vane.

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"Non ero l'unico. C'erano altre persone e c'erano anche delle persone non di colore che ne parlarono, che si esposero. Ci sono parecchie brave persone all'interno di BioWare che ne hanno parlato apertamente. Questo è ciò che penso succeda quando si ha una leadership completamente omogenea. I vertici del progetto erano tutti bianchi".

Heir ha poi sottolineato come il fatto che si esponesse sempre su questi temi potrebbe aver infastidito una parte dei vertici della compagnia che potrebbero aver sostanzialmente voluto il suo addio.

"In quanto qualcuno che è pubblico diventi la persona che fa casino, quella arrabbiata e diventi semplicemente chi sta provando di attirare l'attenzione tutta per sé. Questo è il modo in cui viene percepito un atteggiamento del genere e improvvisamente diventa conflitto interno. L'esporti e il parlare apertamente fa parte del tuo lavoro. Non mi zittirò e non ho intenzione di smettere di lottare. Quindi per come sono fatto io quando realizzai che mi trovavo in un ambiente che non accettava e non voleva questo atteggiamento e che mi veniva detto che ero troppo arrabbiato o che stavo parlando troppo, che mi dicevano di stare seduto e buono io semplicemente pensai, pace e addio".

Un addio che effettivamente arrivò con la decisione dello sviluppatore di diventare completamente indie. Per dovere di cronaca va comunque anche detto che (come segnalato da un utente) lo stesso Heir non sembrerebbe esattamente uno stinco di santo quanto meno nel modo in cui affrontava la questione e che si sia lasciato andare in più di un'occasione a tweet provocatori sull'argomento alimentando di conseguenza non poche controversie.

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darÓ ragione.

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