Doom - Reloaded

Un ritorno alle origini per la definitiva rinascita di un genere.

Resuscitare una serie non dev'essere facile, soprattutto se viene associata alla storia del videogioco. Dev'essere ancora meno facile se chi si occupa dello sviluppo è un team diverso da quello originale, anche quando il nome, e chi sta dietro alla tecnologia che lo muove, sono rimasti pressochè gli stessi. Con questi presupposti, a ben dodici anni di distanza dall'uscita dell'ultimo capitolo ufficiale della serie, Doom è tornato sugli scaffali reali e virtuali con un reboot di grande qualità.

Poche concessioni al realismo, armi arroganti, kit energetici e scudi a pioggia, ma soprattutto una base marziana collegata a un inferno pieno zeppo di tutto il bestiario che ci si può attendere da qualsiasi Doom che si rispetti. Tutti, noi compresi, hanno apprezzato questo piacevole ritorno al passato in salsa moderna fatto di frotte di mostri che appaiono in continuazione, sparatorie devastanti e livelloni giganteschi da visitare.

Il trailer di Bloodfall, uno dei tre DLC multiplayer pubblicati nel 2016.

Il gioco è uscito a maggio 2016 per PC, Xbox One e PS4 e non ha avuto un postvendita particolarmente travagliato, per quanto siano usciti numerosi aggiornamenti che hanno corretto bachi e problematiche trasversali un po' su tutte le piattaforme. A conferma del buon stato di sviluppo della build 1.0 troviamo la prima patch a due mesi dal lancio, a conferma di come non ci siano state criticità particolari da risolvere nell'immediato.

La prima serie di fix per multiplayer e singleplayer si è concentrata su occasionali crash, soprattutto della versione PC ma presenti anche su console. A fine luglio è arrivato il secondo aggiornamento, il primo veramente corposo: oltre ai consueti fix, il multiplayer ha ricevuto due nuove modalità, Sector (Capture and Hold) ed Exodus (Capture the Flag). Numerosi sono stati i miglioramenti al matchmaking insieme alla soluzione di problemi di connettività e molti altri per l'editor Snapmap.

A brevissima distanza dal secondo aggiornamento è arrivato anche il primo DLC Premium, Unto the Evil: si è trattato di un pacchetto completamente concentrato sul multiplayer che ha introdotto tre nuove mappe, un mostro, un'arma e tutta una serie di personalizzazioni per il nostro alter ego. Ovviamente gli acquirenti del Season Pass, l'hanno scaricato immediatamente senza ulteriori sovrapprezzi, che all'epoca dell'uscita ammontavano a circa quindici euro. Il lancio di questo pacchetto ha suscitato un po' di malcontento all'interno della community visto che il gioco nella sua incarnazione multiplayer mancava del deathmatch e molti si aspettavano l'implementazione di questa modalità già al lancio.

L'aggiornamento gratuito numero cinque che ha introdotto i bot e una nuova modalità multigiocatore.

A metà agosto è arrivato un altro aggiornamento votato al bilanciamento delle armi per il multiplayer, mentre il 22 settembre è stato rilasciato il terzo aggiornamento gratuito che ha introdotto il tanto richiesto Deathmatch, oltre alla possibilità di creare lobby multigiocatore private. A ottobre 2016 il Free update 4 ha portato l'Arcade Mode, una modalità singleplayer a punteggio che alimenta una ladder di livello mondiale in cui competere per la palma di miglior sterminatore di demoni. Sono arrivate anche due nuove modalità multigiocatore, Possession e Bloodrush, quest'ultima una variante Free for All. Questo aggiornamento gratuito è stato seguito a breve distanza dal secondo DLC a pagamento, Hell Followed, anche questo concentrato sul multiplayer con tre nuove mappe, tre nuovi hack, un dispositivo d'individuazione, un'arma e la possibilità di usare in multiplayer lo storico Cacodaemon.

Prima di Natale 2016 è stato pubblicato il quinto aggiornamento gratuito per il multiplayer: sono arrivati i bot da usare online, la nuova modalità "calcistica" Infernal Run, è stato aumentato il Level Cap ed è stata aggiunta una nuova armatura. Tempo una settimana ed è stata la volta del terzo e ultimo DLC a pagamento intitolato Bloodfall, anche in questo caso con mappe, armi, moduli miglioramenti al sistema di matchmaking. Questa è stata l'ultima uscita di rilievo per il 2016 che sembrava aver segnato la fine del supporto del gioco. E invece, a luglio 2017, il colpo di scena: l'update 6.66 (appropriato...) è coinciso con un weekend gratuito in cui era possibile affrontare le prime due mappe del singleplayer, ma sopratutto ha abolito il Season Pass, permettendo a tutti i possessori del gioco di scaricare gratuitamente tutti i DLC a pagamento pubblicati fino a quel momento.

Bethesda ha indubbiamente svolto un lavoro eccellente nel supportare lo sviluppo di Doom, espandendo il multiplayer, ma soprattutto evolvendo l'editor di mappe con continue aggiunte, feature e soluzioni. Come sempre più spesso accade negli ultimi tempi, gli editor "modulari" caratterizzati da un semplice piazza e clicca di mostri, parti di livello prefabbricate e dispositivi di controllo quali porte, ascensori, botole rifornimenti permettono a tutti di cimentarsi nel loro utilizzo sacrificando la flessibilità sull'altare della facilità di utilizzo. Disponibile per PC, Xbox One e PS4 il sistema di SnapMap richiede un giusto periodo di apprendistato, ma premia gli autori e gli utilizzatori con la possibilità di creare contenuti inediti per i giocatori che vogliono godersi un extra di DooM a costo zero.

Uno stream in cui Bethesda spiega il funzionamento di base di SnapMap.

Nel 2016 il browser era una collezione di semplici tentativi iniziali da parte di tutti gli utilizzatori del tool, ma nel 2017 sono arrivate le prime produzioni di buon livello: la stragrande maggioranza sono brevi missioni singleplayer in cui vengono concatenati tre o quattro livelli. Sono tuttavia presenti anche variazioni sul tema con enigmi, esplorazioni e persino rievocazioni di vecchi livelli dei Doom originali. Da non sottovalutare anche la possibilità di affrontare molte mappe in modalità cooperativa di cui sono presenti delle mod specifiche. Quello di SnapMap è in effetti un vero e proprio mondo, a cui dedicheremo una puntata speciale della nostra rubrica MODGamer nelle prossime settimane.

Oltre al singleplayer e all'editor, l'altro elemento fondamentale per la longevità di Doom è stato il multiplayer: partito in sordina, è stato fatto oggetto di parecchie critiche per la querelle sul Deathmatch assente di cui abbiamo accennato in precedenza, ma dal numero di patch gratuite e aggiornamenti a pagamento pare essere piuttosto evidente che Bethesda avesse deciso di tenere la parte finale del 2016 come periodo di sviluppo supplementare per la componente online, che è stata fatta oggetto del maggior numero di contenuti extra.

Per quanto la realizzazione sia stata impeccabile e le novità pubblicate nel tempo notevoli, il multiplayer non ha avuto il successo di altri titoli affermati. Le lobby si trovano e si riesce a giocare tranquillamente per tutte le modalità un po' su tutte le piattaforme, ma non è decollata una scena competitiva di importanza e dimensioni paragonabili a quelle di Call of Duty o Battlefield. Sicuramente una conseguenza dell'approccio "old style" al singleplayer che si è riflesso chiaramente anche sul multiplayer, visto il recupero delle modalità ispirate a Clanbase e vecchi mod di Quake III Arena, apprezzati da una community piccola soprattutto su PC.

Il trailer della campagna singleplayer.

Questo nonostante il gioco abbia venduto piuttosto bene: i rilevamenti di Steamspy parlano di due milioni e mezzo di copie distribuite sulla piattaforma di Valve a cui si sommano i tre rilevati da VGChartz su Xbox One e PS4, con la consueta prevalenza dell'ecosistema Sony. Bethesda non ha pubblicato dati ufficiali e per questo motivo non possiamo desumere il venduto digitale complessivo degli store ufficiali Sony e Microsoft, ma facendo le consuete proporzioni, è più che legittimo pensare che manchino all'appello altri tre-quattro milioni di copie portando il totale a una decina complessiva.

Un risultato niente male, per il reboot di un brand dalla storia quasi trentennale che lo scorso novembre è arrivato anche su Switch. L'hardware della console di Nintendo non era assolutamente pensato per questa tipologia di giochi e il motore grafico di Carmack, ma, come confermato da un'interessante Digital Foundry dei nostri colleghi inglesi, il porting è stato ben eseguito nella sua interezza nonostante gli evidenti compromessi tecnici a cui Bethesda è dovuta scendere con l'hardware di Nintendo. Giocato in modalità "docked" non regge ovviamente il confronto con le versioni console e PC tradizionali, ma in mobilità è un gioiello di tecnica assoluto che non ha eguali in ambito mobile.

Su Steamcharts si può notare anche l'evoluzione degli utenti medi in gioco: si sono avuti picchi importanti nel corso del 2017 in corrispondenza dei fine settimana scontati e gratuiti, ma dopo i fasti del 2016, il numero si attesta a circa tremila giocatori medi giornalieri. Sufficienti per arrivare nel 2018 con la tranquillità di trovare un multiplayer vivo e vegeto, ma non con una community in grado di reggere ancora a lungo. La natura delle modalità multigiocatore "PC oriented" rende meno appetibile l'acquisto delle versioni console se state pensando di sfruttare il gioco sotto quel punto di vista; è però anche vero che la build PS4 è stata quella di maggior successo, e anche grazie alla possibilità d'utilizzo di SnapMap tramite joypad, vede ancora oggi un buon numero di contenuti inediti e giocatori sui server.

Lo scorso novembre è arrivata anche la versione per Nintendo Switch. Da giocare in palmo di mano è quasi incredibile.

La decisione sull'eventuale acquisto ritardato deve tenere conto anche delle caratteristiche tecniche delle varie versioni per chi può permettersi quale scegliere: nella nostra prova comparativa al momento dell'uscita, la build PC è chiaramente la migliore ma quelle console sono assolutamente in scia per qualità visiva e prestazioni.

Il gioco è ormai disponibile in fascia budget sui siti di tutti i maggiori retailer a poco più di 20 euro per tutte le piattaforme, ed anche la versione PC su Steam viene via a nemmeno quindici euro. Un affarone assoluto da non lasciarsi sfuggire minimamente soprattutto se siete freschi possessori di una Xbox One X. Doom fa infatti parte della lista dei titoli Enhanced, questo significa che, per un investimento irrisorio, potrete battezzare la vostra nuova console e televisore nella gloria dei 4K@60fps.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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