Il 21 gennaio Resident Evil 2 ha compiuto esattamente 20 anni. 20 anni dal debutto sul mercato nel 1998, un debutto che fu importantissimo per l'intero franchise Capcom e che rappresentò un punto fondamentale nella carriera di un giovane sviluppatore giapponese che negli anni sarebbe diventato una personalità di spicco dell'industria videoludica: Hideki Kamiya.

Dopo aver recentemente dichiarato la propria fiducia nel team che sta lavorando al remake di Resident Evil 2, Kamiya ha deciso di ricordare il turbolento sviluppo del gioco attraverso una lunga serie di Twitter riportata da Eurogamer.net.

Ecco alcuni dei passaggi più significativi:

"Resident Evil 2 è stato il primo gioco in cui ho ricoperto il ruolo di director quindi ha un posto speciale nei miei ricordi. Avevo solo 25 anni ai tempi e pochissima esperienza quindi ero così preoccupato dal fatto che essendo director non mi sarei goduto l'esperienza. Presi anche delle decisioni sbagliate e sono sicuro che tutti voi sappiate che riniziammo da zero a un certo punto (la versione eliminata viene ricordata come Resident Evil 1,5). Fortunatamente Mikami e lo scenario writer, Noboru Sugimura, così come molti altri membri del team, vennero in mio aiuto.

"Sugimura era abbastanza anziano da poter essere mio padre e quando guardò a Resident Evil 1,5 fu la persona che mi disse di iniziare da capo e ci diede il coraggio per farlo davvero. Dopo io e lui rimanemmo rinchiusi in una sala riunioni per diverse settimane di fila a volte urlandoci contro (o succedeva per tutto il tempo?) e andavamo a bere qualcosa dopo il lavoro (e urlavamo ancora un po') prima di chiudere definitivamente la sceneggiatura. Ho imparato davvero tanto da lui e avrei poi sfruttato i suoi insegnamenti sulla scrittura per Devil May Cry, Viewtiful Joe e Okami. Sfortunatamente Sugimura morì proprio mentre stavo lavorando a Okami. Mi domando ancora cosa mi avrebbe detto se avesse avuto la possibilità di giocarci".

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La gioventù e il vizio del bere:

"Dato che ero così giovane non avevo paura di nulla quindi mi sono imposto degli obiettivi decisamente importanti introducendo incautamente il "zapping system" che improvvisamente ci obbligò a mettere il gioco su due dischi nelle fasi finali dello sviluppo. Per fuggire dallo stress del lavoro iniziai a bere brandy con ghiaccio ogni notte arrivando all'ufficio il giorno dopo con i postumi della sbornia e dormendo in una sala riunioni vuota durante la pausa pranzo. Ah com'ero giovane!

"Tutte queste memorie sono tesori inestimabili per me. Non c'è più grande onore del vedere quanti tra voi continuano ad amare RE2 ancora oggi. Continuerò a lavorare duramente per poter realizzare giochi dello stesso calibro".

Kamiya ricorda anche quando venne scelto come director e le parole di Shinji Mikami:

"Ancora oggi non so perché Mikami scelse proprio me ma ricordo che poco dopo l'entrata nella compagnia mi invitò a bere qualcosa e mi disse: 'sei l'incognita tra i nuovi arrivati. O fallirai clamorosamente o avrai un grandissimo successo'. Dopo quella frase lavorai con Mikami per diverso tempo e devo avergli causato diversi mal di testa con il mio atteggiamento insolente ma mi piacerebbe pensare di aver almeno in parte rispettato le sue aspettative".

Quale miglior modo per ricordare l'acclamato Resident Evil 2 delle parole e degli aneddoti di Kamiya? Cosa pensate delle sue dichiarazioni? Quali ricordi avete del gioco?

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Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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