Slay The Spire - prova

Un interessante roguelike deck-building.

Ci sono generi che negli ultimi anni hanno visto un'impennata di iterazioni; in pratica diversi team hanno prodotto sperimentazioni che alternavano elementi di gioco diversi cercando di identificare la formula corretta, o perlomeno quella che permetteva loro di soddisfare il pubblico di riferimento. Uno di questi generi è quello dei deck-building che si è trovato spesso ibridato con mappe, poteri speciali, dinamiche RPG e progressione roguelike. Le sperimentazioni sono state veramente molte e per ogni Hearthstone ci sono invece diversi titoli che non hanno mai raggiunto il livello qualitativo necessario - soprattutto per quanto riguarda il gameplay - per definirsi un successo.

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I negozianti vendono sia carte che artefatti e pozioni varie; ma anche l'utilissimo (e caro) servizio di rimozione carte!

Slay the Spire sembra essere solo l'ultimo dei tanti sfidanti che si sono avvicendati; si tratta dell'opera prima dei MegaCritGames, studio indie americano sconosciuto ai più che arriva quindi sulla scena con un titolo in Early Access che ha già fatto parlare molto di sé (in bene) sia nella comunità di Steam, sia tra youtuber e twitcher più o meno celebri. Vediamo quindi di cosa si tratta...

La struttura di gioco è decisamente semplice. Il giocatore sceglie un personaggio tra i tre disponibili (con la consueta combinazione unica di bonus e malus), riceve un mazzo di carte 'basic' e inizia un percorso in un dungeon che è costituito da una semplice progressione di incontri che possono essere: mostri, tesori, imprevisti (nella forma di eventi in cui scegliere tra diverse azioni possibili), mercanti e riposo. La scelta numericamente più presente è ovviamente quella relativa a incontri con i mostri che costituisce anche il cuore del gioco stesso.

Durante questi incontri l'obiettivo principale è ovviamente l'eliminazione dei nemici attraverso l'uso delle carte che in ogni turno vengono distribuite al giocatore dal mazzo che egli ha costruito. Le carte hanno diversi poteri ma possiamo classificarle in tre gruppi: attacco, blocco e poteri speciali. In ogni turno si è poi limitati dalla propria energia visto che ogni carta ha un costo specifico relativo a questa risorsa; terminata l'energia la mano passa all'avversario.

A proposito di avversario, le sue caratteristiche sono sempre ispezionabili come lo sono anche le sue intenzioni (tranne in alcuni casi in cui viene utilizzato un potere speciale per celarle); questo è fondamentale perché a seconda delle intenzioni nemiche dovrete impostare la vostra strategia in maniera difensiva o aggressiva.

Ad esempio, dopo aver eseguito dei buff, i nemici tendono ad attaccare ed è quindi il caso che in quel turno il giocatore si concentri su carte difensive investendovi gran parte della propria energia. Se invece il nemico è in posizione difensiva, sarà il caso di utilizzare carte di buff e debuff...e via dicendo.

Proprio buff e debuff ricoprono un ruolo-chiave poiché dopo i primi semplici poteri che troverete nel primo dungeon, vedrete che le cose inizieranno a farsi complicate e vi troverete impegnati in calcoli e strategie per cercare di sfruttare al meglio i vostri poteri combinandoli con le carte d'attacco e di difesa. Le carte sono estremamente variegate e le combinazioni che è possibile eseguire sono moltissime e sorprendenti per il numero di possibilità strategiche che aprono.

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Buff e debuff sono ispezionabili in maniera molto semplice; buona parte della strategia di gioco si basa su queste stat.

Oltre a questo, durante l'avventura potrete recuperare pozioni e artefatti. Mentre le prime sono bonus estemporanei, i secondi possono cambiare radicalmente lo stile di gioco introducendo poteri che rimescolano le regole del gioco e permettono risultati inattesi. La parola 'inattesi' è particolarmente adatta perché questi artefatti sono spesso tutto tranne che prevedibili nei loro effetti e possono anche avere conseguenze di lungo periodo sulla nostra risorsa primaria, il mazzo di carte.

Sul lato del deck building, infatti, Slay the Spire non fa sconti in quanto a profondità e complessità. Se all'inizio il gioco può sembrare una variante semplificata di titoli più blasonati, ci si accorge invece presto che la composizione del nostro mazzo è tutt'altro che una semplice ricerca di carte più potenti. E' necessaria grande attenzione nella scelta e nel bilanciamento tra le varie categorie di carte e anche il numero totale di carte presenti è da tenere sotto controllo, visto che eliminarle costa denaro.

Tra l'altro spesso il gioco premia il giocatore con carte, offrendogli una scelta tra tre diversi esemplari; questo premio è il più delle volte un vantaggio, ma bisogna sempre considerare il tipo di mazzo che stiamo costruendo e il rischio di desiderare troppo. Questo, alla lunga, può creare problemi riempiendo il mazzo di carte indesiderabili difficili da eliminare che poi si traducono in turni potenzialmente disastrosi negli scontri con i mostri (o peggio con i boss).

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Quando si affrontano gruppi di mostri è sempre importante decidere su chi concentrarsi per primo, soprattutto alla luce delle poche carte che si possono giocare in un turno.

Va comunque sempre ricordato che Slay the Spire, al contrario di altri giochi di carte, pone l'accento maggiormente sull'uso delle carte che si hanno in mano, più che sulla costruzione del mazzo. O meglio, il mazzo rappresenta la nostra sopravvivenza a lungo termine, mentre la gestione e la combinazione delle carte in mano (con un occhio all'energia disponibile) rappresenta la sopravvivenza immediata, e quindi quantitativamente più rilevante nel gameplay.

Slay the Spire ci ha piacevolmente impressionato sul lato della profondità di gioco e su quello della semplicità dell'interfaccia e del flow dell'esperienza. Il gioco è semplicissimo da imparare ma dimostra presto la sua natura roguelike alzando presto la difficoltà e ponendoci di fronte a sfide interessanti che, grazie alle carte molto variegate e agli artefatti (questi ultimi ricordano gli oggetti di The Binding of Isaac), promette di avere una grande longevità.

La grafica è anch'essa molto semplice e utilizza uno stile oggi molto apprezzato ma che potrebbe far storcere il naso a chi ama valori di produzione più alti e un livello artistico elevato. In certi elementi di gioco si sfiorano livelli amatoriali e ci è venuto naturale pensare a quanto Slay The Spire potrebbe beneficiare da un budget importante sul lato artistico. Tuttavia va concessa ai MegaCritGames l'attenuante della creatività: il bestiario di Slay the Spire è molto originale e, se ogni tanto gioca con gli stereotipi del genere rievocando vecchie conoscenze, molte altre volte ricombina e reinventa i nemici in maniera fantasiosa e spesso divertente.

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Permadeath, sblocchi, punteggi... Slay The Spire è un roguelike in piena regola.

Anche sull'audio siamo rimasti bene impressionati, soprattutto sul lato della musica che è orecchiabile, memorabile e molto tematica. Insomma Slay the Spire è un prodotto indie che promette molto bene, soprattutto per come riesce a offrire un'esperienza diversa dal solito ma senza stravolgere troppo i generi e mantenendo una semplicità d'approccio a tratti sorprendente.

Come i migliori titoli è facile da imparare ma difficile da battere, come si conviene a un roguelike che si rispetti. Il titolo è già ampiamente giocabile, non sono presenti bug particolarmente nefasti e, in generale, vale già ampiamente il suo prezzo.

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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