Non prenderesti in giro un Odogaron (anche un bastardo di livello alto e tosto che ha messo a terra te e la tua squadra ancora e ancora finché tutti non avete compreso che questo cagnolino demoniaco non sarebbe mai stato battuto) perché, semplicemente, non lo faresti. È una questione di rispetto, no? E le tante creature di Monster Hunter World, dal modesto Kula-Ya-Ku fino ad alcuni dei draghi più maestosi e più anziani, certamente esigono la vostra venerazione.

Ciò, in un batter d'occhio, ci porta al cuore di cosa rende Monster Hunter tanto speciale. Sono già stati fatti tanti confronti fra l'avventura in cooperativa densa di loot e grinding di Capcom e un certo sparatutto a mondo condiviso il cui nome potreste aver sentito in giro, ma è più illuminante osservare dove Monster Hunter si distingue rispetto agli altri. Considerando gli abiti che Destiny 2 ha indossato sin dal lancio, forse anche sviluppatori come Bungie farebbero meglio a studiare tali differenze.

La storia dei giochi online per console ad alto budget è stata, nella storia recente, raccontata prevalentemente attraverso le controversie; i problemi scovati dai giocatori, gli utenti che si sono sentiti usati dagli sviluppatori e quello strano battibecco risultante fra i due gruppi. È stato affascinante, davvero, e parte del fascino dell'originale Destiny risiedeva nell'essere in prima linea in questa battaglia che, però, è sempre sembrata giocosa per natura. Destiny 2 ha visto questa battaglia diventare più cinica, però, (soprattutto, sembrerebbe, a causa della scarsa trasparenza di Bungie) il che implica che ho smesso di giocarci tempo fa e non sento il bisogno di tornare indietro.

Vedendo Monster Hunter venire abbracciato anche in Occidente - finalmente - e vedendo un nuovo pubblico approcciare la serie, è chiaro che il gioco riesce a soddisfare quegli stessi desideri di coloro che hanno appetito per il loot e le avventure condivise. Eppure, Monster Hunter è un gioco con poche controversie. Probabilmente ciò può essere dovuto al fatto che la serie ha una lunga storia e quindi può presentarsi di fronte a un nuovo pubblico senza l'imbarazzo di dover mettere in evidenza la propria crescita.

Nel corso dei 13 anni la formula è stata scolpita assumendo una forma che si avvicina alla perfezione, anche se, va detto, Monster Hunter è arrivato già perlopiù formato al suo debutto su PlayStation 2. È un'idea semplice (il titolo vi dice già tutto ciò che dovete sapere), ottimamente eseguita e tutto ciò che è accaduto alla serie nel corso degli anni concerne l'abbellimento del cuore del gioco e, nel colpo da maestro di Monster Hunter World, rendere tale mito più accessibile.

Ciò non significa che Monster Hunter sia accessibile. Anche con tutto il lavoro che è stato fatto per rendere World più approcciabile, è ancora un gioco che chiede tanto ai suoi giocatori. Dovrete imparare il tempismo e il posizionamento ottimale di tutte le 14 armi presenti; dovrete imparare i vari movimenti, quando colpire e quando non farlo; dovrete prepararvi a incontri che durano non meno di 20 minuti, un tempo che può sembrare breve su carta, ma che può sembrare una vita intera (o anche due) quando si considera che i giochi moderni tendono a basare la loro esperienza sulla gratificazione immediata. Più avanti nel gioco, quando arriverete e supererete i livelli più alti, dovrete iniziare a inseguire i set completi di armature, le abilità e bonus così come alcuni dei sistemi più arcani che si sono accumulati nel corso del tempo. Inoltre, dovrete anche fare i conti con un online che è qualche passo indietro rispetto agli standard moderni.

È un gioco che ha le proprie fisime che esigono il vostro rispetto, insomma, ma allo stesso tempo riceverete indietro altrettanto rispetto. Infatti, anche al giocatore più giovane e inesperto viene dato riguardo e, non importa quale sia il vostro livello di abilità, Monster Hunter è, alla base, un gioco sull'apprendimento e troverete per la vostra strada molti insegnanti volenterosi. La comunità di Monster Hunter è un vero regalo alla serie e se state cercando mentori, non c'è posto migliore online che i cacciatori gaijin o Arekkz che offrono ampi tutorial e altro ancora.

Anche senza rivolgersi a YouTube, in Monster Hunter non siete mai troppo lontani da una mano che vi aiuta: al posto delle controversie troverete una famiglia. Monster Hunter, pur con l'alto livello di sfida e le bestie selvagge, è un gioco eccezionalmente amichevole. Probabilmente il motivo risiede nella strada verso la maturità che la serie ha percorso su console portatili, dov'è stata disegnata per essere giocata spalla a spalla con gli amici. La stessa affabile natura è incorporata ora nel design stesso: correre attraverso l'area di Astera in Monster Hunter World è come ricevere un caldo e amichevole abbraccio, così accogliente e gioioso.

Ed è accogliente perché, nel mondo di Monster Hunter, siamo tutti sulla stessa barca. Siamo noi contro di loro (in cui loro sono i possenti bruti che troverete oltre i cancelli dell'hub). E i mostri, sopra ogni cosa, sono i veri protagonisti di Monster Hunter: disegnati in modo squisito, spesso perfidi da incontrare, imbevuti di vita e di personalità. Caratteristiche queste che talvolta sono difficili da notare in altri giochi ad alto budget.

Ecco perché non prendereste in giro un Odogaron: sono creature che vanno affrontate secondo le loro condizioni e c'è una sorta di dignità che può essere trovata e che è fin troppo rara nel segmento in cui si trova ora Monster Hunter. E forse è proprio questo ciò che deve essere estrapolato. Monster Hunter World è la sagra online (fatta bene) del loot ad alto budget e ciò merita rispetto.

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Martin Robinson

Martin Robinson

Features and Reviews Editor

Martin is Eurogamer's features and reviews editor. He has a Gradius 2 arcade board and likes to play racing games with special boots and gloves on.

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