Parigi - Possiamo sostenere, senza troppi timori di smentita, che le performance di un Far Cry dipendono più dal contesto che dal gameplay. Certo, avere una struttura ludica di qualità è imprescindibile, ma il successo al botteghino sembra essere direttamente proporzionale al carisma dell'antagonista e al fascino dell'ambientazione.

Non è un caso che tutti si ricordino di Vaas e della sua cricca, mentre solo qualcuno di Pagan Min e Shangri La. Blood Dragon fa discorso a parte, un po' per la sua natura di DLC, un po' perchè le citazioni, lo scenario e lo stile grafico rimangono nella testa senza bisogno di molto altro. Ah, già, ci sarebbe anche il nemico di Primal, ma il fatto che nessuno sappia il suo nome è un punto a favore della nostra tesi. Anche perché Far Cry Primal era, videoludicamente parlando, un buon gioco, sicuramente più originale del quarto capitolo.

Ecco, quindi, che le prime domande da farsi parlando di Far Cry 5 sono: chi è il nemico? Dov'è ambientato il gioco? Le risposte le conosciamo da un po' di tempo ma solo ora, grazie ad un evento organizzato da Ubisoft a Parigi, siamo stati in grado di scoprire la religione di Padre Joseph. Ed essere travolti dal suo carisma.

Joseph è un giovane predicatore che ha trovato in un'isolata valle del Montana il terreno fertile nel quale far attecchire le sue farneticazioni militaristico/religiose. Lo stato è distante, la povertà e l'ignoranza, invece, sono a portata di mano, in quantità industriali. Era facile, dunque, prevedere che profezie di distruzione e violenza fatte dal Padre avrebbero attecchito ferocemente tra la popolazione. E quando uno sparuto gruppo di poliziotti cerca di arrestare l'amato predicatore, tutto quello che ottiene è semplicemente l'inizio della funesta "profezia".

In Far Cry 5 il giocatore vestirà i panni di una giovane recluta che per miracolo è sopravvissuta allo scoppiare della rivolta. Per sua fortuna non tutti gli abitanti della Contea di Hope sono stati convertiti e qualcuno, ancora, conserva un briciolo di sanità mentale.

Solo che ha bisogno di aiuto.

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Spoiler: l'arresto di Padre Joseph non andrà esattamente nel migliore dei modi…

Per questo motivo un agente federale, per quanto malridotto e alle prime armi, può essere un fattore determinante per le sorti della vallata. Queste sono le premesse che Ubisoft ha creato per Far Cry 5. Premesse che, al primo impatto, appaiono assolutamente convincenti. Questo non solo perché le fasi iniziali sono narrate con cura e maestria, con personaggi ottimamente animati e ben caratterizzati, con un design a metà strada tra i villici di Resident Evil 4 e i fanatici di True Detective, ma perché l'America qui raccontata è uno scenario molto più vicino e reale -quindi spaventoso- di quello dei precedenti episodi.

Il mescolare la religione con l'amore per le armi aveva già funzionato, perlomeno narrativamente, nell'ultimo Ghost Recon. Qui c'è anche un nuovo strato di fanatismo che rende tutto ancora più inquietante e, dunque, interessante.

Su questo impianto narrativo è più semplice rendere godibile la classica struttura dei Far Cry. Il cambio di ambientazione, infatti, non ha coinciso con un cambio di gameplay. Come sempre il nostro compito sarà quello di spazzare via l'organizzazione nemica riconquistando, palmo dopo palmo, il territorio ostile. La contea di Hope è divisa in tre macro aree, ognuna gestita da uno dei luogotenenti, chiamati Araldi, di Padre Joseph. A nord c'è Jacob Seed, un ex militare che ha addestrato i bifolchi all'uso delle armi. A est c'è Faith, ovvero colei che ha abbindolato le mente più semplici rendendole dei fanatici. John, invece, controlla il sud. Si tratta di un ex-avvocato che ha messo in piedi la struttura economica della setta.

Il nostro compito sarà quello di colpire ai fianchi gli Araldi in modo da costringerli ad uscire allo scoperto, così da avere una chance per abbatterli. Solo una volta che avremo eliminato i pesci piccoli, potremo puntare al Padre.

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Per fortuna c'è ancora qualcuno che non è stato abbindolato dalle promesse di Padre Joseph.

Le attività che serviranno a sottrarre il territorio dal controllo nemico saranno le stesse di sempre. Si andrà dall'attaccare le ronde nemiche al riconquistare dei loro avamposti, passando dal ripristino del sistema di comunicazione della valle. Al posto di avere dei punti di riferimento geografici sulla mappa, Ubisoft ha deciso di modificare il modo nel quale raccontare la storia. Per questo motivo ha disseminato la mappa di personaggi più o meno folli, il cui compito sarà quello di accompagnarci lungo le missioni più complesse. Una scelta intelligente, che potrebbe migliorare sia la qualità della narrazione, dato che saranno introdotte tante nuove storie che si intrecceranno alla nostra, sia quella del gameplay, dato che questi personaggi fungeranno anche da spalla tattica. Inoltre ci ha consentito di abbandonare per sempre l'amata/odiata struttura a torri.

In Far Cry 5 ci saranno due tipi di aiutanti tra i quali scegliere. I più comuni saranno i mercenari, ovvero dei semplici miliziani che potremo assoldare per farci da supporto negli scontri più duri. Il secondo sono i compagni. Si tratta di personaggi dotati di abilità e capacità davvero potenti. Nelle prove precedenti avevamo conosciuto il cane, il pilota d'aereo e il cecchino. In questa occasione, invece, abbiamo potuto fare affidamento su di una letale arcera, silenziosa e precisa, ma anche su Cheeseburger. Dietro questo simpatico nome si cela un temibile Grizzly, ovvero un orso grigio alto circa due metri. Oltre ad una potenza incredibile, Cheeseburger ci consentirà di distrarre i nemici, che per qualche istante si dimenticheranno della nostra presenza per dare la caccia all'orso.

Attraverso i compagni Ubisoft è riuscita ad ampliare le opzioni strategiche a nostra disposizione. Grazie alla natura da sparatutto open world di Far Cry 5, infatti, ogni singolo combattimento potrà essere interpretato come si vorrà. Si potrà piombare dal cielo e vomitare piombo, mentre Cheeseburger fa fuori i sopravvissuti, o procedere silenziosamente abbattendo un nemico dopo l'altro con l'arco. Volendo si possono anche combinare i due approcci, con l'orso ad attirare l'attenzione e noi a colpire alle spalle. O viceversa.

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Il simpatico Jacob è il responsabile dell'addestramento militare dei bifolchi.

L'aggiunta di un secondo giocatore, tramite la modalità Friends for Hire, esaspererà ancora di più questo concetto, consentendo di creare il doppio del caos o raddoppiare la velocità degli abbattimenti silenziosi.

Non mancheranno, ovviamente, le occasioni per perdere tempo e scordarsi per qualche secondo di essere circondati da fanatici religiosi. Tra le valli del Montana la caccia e la pesca sono un d'obbligo, senza però scordarsi delle corse in auto o di semplici voli panoramici, così da ammirare il paesaggio selvaggio e affascinante della Contea di Hope.

Anche la componente onirica/psichedelica della serie sarà presente, al momento sottoforma di afascinanti escape room che dovremo affrontare ogni volta che saremo catturati dai cacciatori sguinzagliati da Joseph. La prima volta che ci colpiranno sarà una piacevole sorpresa, anche se ancora non sappiamo come si evolverà anche questo aspetto della storia.

Far Cry 5 ci ha positivamente colpito anche sotto il profilo tecnico. Su PlayStation 4 Pro, infatti, il gioco gira in 4K dinamico con un frame rate quasi sempre incollato sui 30 fotogrammi al secondo. La versione Xbox One dovrebbe riuscire a gestire una risoluzione persino superiore, mentre su PC, ovviamente, non solo i 4K saranno d'obbligo, ma sarà possibile anche aumentare il frame-rate fino ai fatidici 60fps.

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Se noi possiamo usare gli orsi, i seguaci di Joseph possono contare sull'aiuto dei lupi.

A parte qualche sporadico e repentino blocco durante le scene più dinamiche, il gioco sembra quasi pronto per l'arrivo nei negozi. Un po' più preoccupante è la situazione dell'Intelligenza Artificiale, soprattutto quando è alle prese con sé stessa. In altre parole i nemici, quando devono attaccare solo noi non sembrano dei fenomeni, ma riescono a reagire in maniera sufficientemente sensata a mantenere la volontaria sospensione di incredulità. Purtroppo, quando devono affrontare uno dei nostri compagni, vanno spesso in corto circuito. Ci è capitato di osservarli mentre non riescono ad individuare un nemico che cammina sotto i loro occhi o peggio a muoversi in cerchio per cercare di colpirsi a vicenda.

Nel complesso, però, Far Cry 5 sembra essere un'esperienza godibile e ben scritta, capace di mantenere alta la fama della serie. Padre Joseph è un antagonista dal carisma indiscutibile e la struttura aperta, soprattutto se aggredita in compagnia di un amico, consente di scatenare un putiferio sulla mappa. Tecnicamente, inoltre, il gioco sembra già solido e, IA a parte, in grado di divertire.

E le sorprese non sono ancora finite, ma non è ancora il momento giusto per spifferare tutto. Quindi da qui al 27 marzo, giorno in cui Far Cry 5 arriverà nei negozi, aspettiamoci altre novità. Rimanete con noi.

Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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