Il genere delle simulazioni urbane si è evoluto, come spesso accade, ibridandosi con altri generi. Dai titoli strategici ai roguelike passando per RPG ed RTS, i contributi sono decisamente molti, con il risultato che le simulazioni urbane 'pure' rimangono poche e limitate ai franchise noti (SimCity e Cities soprattutto). La storia tuttavia insegna che il concetto di 'puro' è labile e legato a un'astrazione tutta umana: la pretesa che esista una formula originaria inalterabile e che anch'essa non derivi da qualcos'altro. In effetti, però, trovare un precursore del primo SimCity a cui Will Wright si sia ispirato non è cosa semplice...

Sulla linea delle ibridazioni s'inserisce il nuovo titolo degli Haemimont Games (famosi per la serie 'Tropico'), Surviving Mars, una simulazione di colonia extraterrestre in cui si fondono gli elementi classici della costruzione e progettazione urbana con le peculiarità dell'ambiente marziano e dei relativi risvolti sociali. Surviving Mars infatti, è bene subito specificarlo, è un titolo che tiene al suo gameplay "city-building" almeno tanto quanto tiene alle dinamiche sociali che si vengono a creare tra i colonizzatori. In questo senso vuole essere una ricetta con tre quarti scarsi di Sim City e un quarto abbondante di The Sims, se volessimo metterla in maniera semplicistica (e in linguaggio cocktail).

Questa particolare ricetta si intravede sin dall'inizio, quando il gioco ci chiede quale agenzia spaziale vogliamo utilizzare (con relativo diverso budget), e su quale parte di Marte vogliamo stabilire la nostra colonia. Quest'ultima scelta detta il livello di difficoltà poiché zone diverse hanno differenti coefficienti di ricchezza di risorse e di frequenza di disastri. Oltre a questo, il gioco ci chiede quale mistero potremo scoprire su Marte e su questa domanda ritorneremo più avanti: per ora vi basti sapere che il nome non rivela alcunché e che la sorpresa è comunque sempre assicurata.

Una volta scelto il settore su cui far atterrare la prima navicella, sceglieremo anche il quadrante; ogni settore è infatti diviso in 100 (10x10) quadranti che sono, all'inizio, totalmente inesplorati. In questa fase possiamo utilizzare un numero limitato di sonde (costano e occupano spazio sulla navicella) per esplorare e sperare che questo ci offra una scelta più consapevole. Se infatti si conosce vagamente la ricchezza di risorse dell'intero settore, non si sa in quali quadranti sono distribuite dette risorse... Ma bando alle ciance, è ora di mettere piede su Marte, o meglio appoggiare ruota...

La prima particolarità di Surviving Mars (rispetto agli altri city-builder) è infatti costituita dal fatto che la prima parte del gioco si sviluppa in totale assenza di umani sul pianeta. È infatti necessario stabilire un avamposto minimo, nonché le condizioni basilari della sopravvivenza umana, prima di far arrivare i colonizzatori! Questa prima fase è già estremamente eccitante perché l'obiettivo è sì stabilito da una precisa missione, ma è anche emergente dal gioco e dall'attualità: stabilire una colonia su Marte è un tema in sé estremamente stuzzicante, sia per la cultura popolare in cui siamo immersi (libri e film), sia per i recenti sviluppi legati a SpaceX e al suo mega imprenditore Elon Musk. Quindi si comincia.

Dalla prima navicella sbarcano piccoli droni, qualche risorsa e gli edifici prefabbricati che avete scelto prima del viaggio. Fondamentale è, innanzitutto, come in ogni city-builder che si rispetti, ottenere una fonte di energia; su Marte questo vuol dire pannelli solari (che di notte si disattivano) o pale eoliche (sempre attive). Inoltre, una bella batteria che conserva energia fa sempre bene. Fatto questo, servono piccole piattaforme di ricarica per i droni e cavi elettrici che le colleghino alle fonti di energia.

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La visuale di gioco può essere zoomata e ruotata a piacimento. Marte e la civilizzazione umana possono produrre scorci decisamente interessanti.

Prima di proseguire sugli altri edifici parliamo delle risorse. Su Marte avrete bisogno di: cemento (estraibile da giacimenti appositi), metalli (idem), polimeri (serve edificio che converta acqua e combustibile), pezzi di ricambio meccanici (edificio che converte metallo), carburante (edificio che converte acqua) e elementi elettronici (edificio che converte metalli rari). Di queste risorse solo il cemento è estraibile senza l'aiuto di lavoratori umani, ma tutti questi elementi sono anche trasportabili dal pianeta Terra.

Oltre a queste risorse ci sono quelle legate (anche) alla vita umana: acqua (estraibile da giacimenti o sintetizzabile con macchinari che generano vapore), ossigeno (edificio che converte l'acqua) e cibo (vari edifici che utilizzano principalmente il lavoro umano). Acqua e ossigeno sono producibili anche senza l'aiuto di lavoratori umani. Ora, da questa lunga lista, all'inizio, è il caso di preoccuparsi soltanto dell'acqua, dell'ossigeno e del cemento (risorsa base per costruire qualsiasi cosa). Una volta messa in piedi una struttura in grado di produrre queste risorse-base in buone quantità possiamo pensare alla fase successiva: l'arrivo dei colonizzatori e il focus su produzioni più avanzate. Per permettere la vita su Marte servono i 'dome', enormi cupole di vetro rinforzato all'interno del quale dobbiamo far arrivare elettricità, acqua e ossigeno che permettano la vita e il funzionamento degli edifici che vi costruiremo: abitazioni, coltivazioni, ristoranti, infermerie, stazioni di polizia, intrattenimenti vari, aziende, centri di ricerca...la lista è molto, molto lunga (come lo sono i possibili miglioramenti a ogni struttura).

Il dome è una struttura costosa in termini di risorse ma una volta impostata una buona routine per i droni (organizzati da stazioni radio con un raggio ampio, ma limitato), le risorse inizieranno a fluire e vi troverete presto con il vostro primo habitat bello e pronto. A questo punto inizia una delle parti più divertenti e originali di Surviving Mars, scegliere i colonizzatori. Nell'apposita schermata potete infatti filtrare i candidati attraverso variabili demografiche (età, sesso), professionali (skillati o non specializzati) e attitudinali (difetti e qualità). Su Marte servono soprattutto professionisti poiché gli edifici che producono le risorse più 'tecniche' necessitano di scienziati, ingegneri, geologi, medici, botanici: ma oltre a questi servono anche figure meno specializzate per lavorare in ristoranti, negozi, bar...

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L'interfaccia è funzionale, colorata e non eccessivamente intrusiva; manca un livello di dettaglio per i più fanatici, ma Surviving Mars non è, e non vuole essere, Europa Universalis…

I dome sono abbastanza ampi ma il numero di alloggi è limitato (anche dai problemi di affollamento) e per ogni dome dovrete pianificare sia i tipi di lavoratori che vi servono (a seconda degli edifici che state costruendo), sia i tipi di intrattenimento e servizi che installerete. Per intenderci, il mio primo 'dome' ha confermato che mettendo insieme una dozzina di appassionati nerd e gamer e dando loro un paio di negozi di elettronica, cibo e alloggi (oltre che un lavoro) le cose non possono che andare a meraviglia!

Nel mio primo dome ho anche escluso gente con problematiche più o meno gravi: golosi, pigri, ubriaconi, malinconici. Sulla mia colonia non c'era spazio per questi umani non perfetti! Peccato che Surviving Mars ami giocare con questa problematica e ben presto mi sono trovato con un pool di candidati estremamente ridotto, quindi ho iniziato ad abbassare i requisiti, con il risultato che sul mio amato pianeta rosso sono iniziati a sbarcare anche i suddetti personaggi meno che ottimali... e con essi sono iniziati i problemi, la necessità di controllare le statistiche personalizzate, il micromanaging e, in generale, una certa attenzione alle condizioni di vita nella colonia.

Surviving Mars sotto questo punto di vista dà al giocatore molti strumenti. Ad esempio, ogni edificio in cui lavorano umani ha tre turni da otto ore in cui lavorano persone diverse; il turno notturno crea scompensi psicologici e andrebbe evitato (con relativa perdita di risorse generate). Oltre a questo è possibile assegnare persone specifiche a ogni lavoro e anche ricollocarle tra un dome e un altro (se avete lo spazio abitativo necessario). Cliniche, intrattenimento e varie scoperte tecnologiche aiutano poi a tenere in riga i vostri colonizzatori...e se proprio qualcuno impazzisce, la stazione di polizia (a cui servono professionisti specifici, gli officer) risolverà il problema...

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Scegliere il settore in cui far nascere la propria colonia ha un impatto diretto, e spesso determinante, sulle possibilità di sopravvivenza della colonia.

'Scoperte tecnologiche', ho fatto queste due parole nel paragrafo precedente. In Surviving Mars si tratta di un aspetto fondamentale. Combinando attività terrestri con la ricerca su Marte (edifici, scoperta di anomalie e utilizzo di rover) si accumulano punti-ricerca che potete dedicare a numerosissime scoperte scientifiche suddivise in cinque specializzazioni (biologia, ingegneria, robotica, fisica e società). Queste scoperte scientifiche sono organizzate in maniera random in ogni partita e questo vuol dire che ogni volta che giocate vi troverete con abilità ed edifici differenti a disposizione in momenti diversi del gioco. Da sola questa caratteristica rende Surviving Mars estremamente longevo.

Gli edifici e le attività che si possono costruire ed eseguire su Marte sono moltissime e tutte molto interessanti e ben calibrate in quanto a costo di risorse e relativi benefici. Surviving Mars premia la pianificazione e l'ordine, sia per quanto riguarda la costruzione e l'uso degli spazi, sia per quanto riguarda la gestione umana sulla colonia. Il giocatore è sempre impegnato visto che il gioco assegna missioni esterne (come la nascita del primo umano su Marte o una certa quantità di ricerca da sviluppare, ad esempio) ma anche voi stessi farete emergere continuamente dalla vostra storia obiettivi particolari.

Oltre a questo, l'automazione è presente, sotto forma di droni che si occupano dei vari task che avete creato, ma al giocatore spetta stabilire le priorità, esercitare un certo controllo e, soprattutto, pianificare; il micromanaging è minimo, se si fanno le cose in maniera corretta. Se il network di droni e risorse è piazzato in maniera corretta, e se i depositi di risorse sono nei posti giusti, il lavoro fluirà rapido e indipendente e questa è una sfida interessante, stimolante e, francamente molto remunerativa!

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La lista dei 'flaws', ovvero dei difetti che possiamo decidere di filtrare durante la selezione dei colonizzatori da spedire su Marte; col passare del tempo (e l'accorciarsi della lista dei candidati) si diventa decisamente meno pignoli.

Quando la colonia inizia a fiorire infatti Surviving Mars mostra anche il suo ottimo aspetto estetico con texture ben realizzate ed effetti speciali molto caratteristici. La polvere rossa, tipica del pianeta, è sempre presente e ricoprirà presto i vostri edifici indicando il livello di manutenzione necessaria (uno splendido tocco di classe), ma anche i dettagli degli edifici e dei colonizzatori sono ottimi e abbondanti. La visuale è zoomabile e ruotabile e potrete arrivare a spiare i vostri colonizzatori nelle loro sedute dal medico o osservare i loro pasti o le loro sessioni ginniche.

Anche l'aspetto sonoro è estremamente curato, soprattutto nella musica d'accompagnamento. Su Marte infatti troverete delle stazioni radio che trasmettono musica e parlato di deejay perfettamente in linea con un tono di malinconico incoraggiamento. La musica è selezionata per ricordare il paesaggio e la cultura terrestre e per comunicare l'eccitamento della scoperta (e presumibilmente quindi tenere alto l'umore dei colonizzatori): i deejay sono attori professionisti che mimano perfettamente la professione arrivando anche a introdurre le canzoni con i classici giochi di parole! Sono questi dettagli, tra gli altri, che rendono Surviving Mars un'esperienza estremamente coinvolgente e immersiva.

Per quanto riguarda la profondità, Surviving Mars ne offre in abbondanza. Se all'inizio ci si sente limitati al quadrante su cui si è sbarcati, scoprirete presto che dovrete stabilire una presenza anche in altre zone del settore per accaparrarvi risorse di cui avete bisogno per migliorare le condizioni su Marte o esportare materiali e aumentare così il budget disponibile. L'aspetto economico è un'altra dimensione della profondità del gioco. Ogni navicella che spedite su Marte costa cara, soprattutto se trasportate materiali ed edifici (ecco perché è importante diventare autonomi presto); è quindi fondamentale assicurarsi fonti di reddito nel momento in cui una navicella ritorna sulla terra.

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Di notte il panorama della colonia ha un che di romantico e di avventuroso; Marte è l'ultima frontiera!

Costruire una colonia di una certa rilevanza su Marte può richiedere decine di ore di gioco (anche usando estensivamente il tempo accellerato) e l'esperienza è molto ripetibile grazie alle diverse zone, ai livelli di difficoltà, alla ricerca randomizzata, al diverso pool di colonizzatori, ai disastri e ai misteri (sui quali non spenderò nemmeno una parola per garantirvi la sorpresa). Ma l'esperienza non è solo longeva, è anche divertente, interessante e sfidante; le ore scorrono veloci e ci si ritrova impegnati in sessioni in cui si perde completamente il senso del tempo e l'unica cosa che ha importanza è ottenere quel flusso di risorse che tanto ci serve o stabilizzare quei due/tre colonizzatori problematici...

Surviving Mars è un city-builder realizzato con una passione e una cura evidenti. Anche l'interfaccia è pulita ed efficiente e offre le informazioni che ci si aspetta. Il micromanager che è in me avrebbe preferito avere un dettaglio ancora maggiore di dove e come ogni risorsa viene prodotta e utilizzata, ma questo avrebbe probabilmente stonato con l'atmosfera non proprio hardcore della simulazione.

Gli appassionati di city builder, ma anche quelli del genere strategico, non dovrebbero farsi scappare questa perla, soprattutto se l'esplorazione e la colonizzazione di Marte sono temi che non li lasciano indifferenti. Surviving Mars è un eccellente rappresentante dei generi da cui attinge ma è anche un'esperienza originale e genuinamente divertente.

9 /10

Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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