The Council (Ep. 1) - recensione

Un'avventura grafica travestita da RPG.

C'è un isola, da qualche parte a largo delle coste inglesi, dove si sta riunendo la classe sociale che conta, uomini di potere e religiosi d'alto rango che si incontrano, discutono, tramano tra loro, invitati ed accolti dall'enigmatico Lord Mortimer, nobile padrone di casa che ha scelto la sua villa sperduta nel Mar del Nord come location ideale per riscrivere e decidere le sorti del mondo intero.

È il 1793 e oltre a duchi, conti e vescovi, oltre a figure di spicco come Napoleone Bonaparte e George Washington, a prendere parte a questa particolarissima riunione, al consiglio per l'appunto, c'è anche il giovane e brillante Louis de Richet, illustre membro della Golden Society, lobby dagli oscuri intenti, giunto sull'isola per ritrovare la madre, Sarah de Richet, misteriosamente scomparsa senza lasciare alcuna traccia. Sono queste le intriganti premesse narrative di The Council, avventura grafica ad episodi, che mescola eventi e personaggi storici realmente esistiti, a circostanze e teorie di complotto degne dei migliori romanzi distopici.

Quanto di buono ha da offrire questo primo episodio del titolo sviluppato da Big Bad Wolf, software house francese, non si consuma fortunatamente nell'incipit, nella presentazione di una situazione iniziale e di un protagonista accattivante quanto basta. Mossi i primi passi sull'isola di Lord Mortimer si scopre, difatti, un'inedita sovrastruttura ruolistica, cardine di un gameplay che non si affida unicamente alla raccolta di indizi e oggetti, né si limita ad offrire all'utente diversi bivi narrativi da imboccare compiendo scelte in punti prestabiliti della storia.

La lezione impartita da Myst e dall'infinita sequela di giochi targati Telltale Games è stata ovviamente metabolizzata dai ragazzi che compongono il team responsabile di The Council. Il colpo d'occhio è fondamentale per individuare gli elementi dello scenario con cui interagire. Non mancano momenti in cui dovrete affidarvi all'intuito e alla logica per prevedere le conseguenze di ogni vostra azione. Inoltre, dialoghi a scelta multipla influenzeranno il corso degli eventi.

Come dicevamo, c'è dell'altro. Ogni meccanica è difatti regolata dalle abilità apprese dal protagonista, che potrà potenziarle e approfondirle accumulando punti esperienza che andranno spesi nello skill tree che si biforca in tre differenti sezioni. Specializzandosi nella Diplomazia ci si approprierà dell'arte della persuasione, incrementando, al contempo, la conoscenza di Louis in faccende di politica internazionale.

L'Occultismo è invece il regno della manipolazione, del doppio gioco, di chi è esperto di scienza e la sfrutta per raggiungere i propri obiettivi. Puntare sulle abilità da Detective, invece, renderà Louis estremamente attento ai dettagli, oltre che in grado di comprendere più facilmente la psicologia, e quindi i punti deboli, di chi gli sta di fronte. A seconda delle abilità in vostro possesso, sarete in grado o meno di scassinare una serratura, persuadere il vostro interlocutore, tradurre correttamente un testo scritto in un'altra lingua, tutte operazioni che potrebbero rendere estremamente più facile il raggiungimento dei vostri obiettivi.

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Nelle fasi di esplorazioni prenderete direttamente il controllo di Louis, avatar che potrete muovere a vostro piacimento usando lo stick analogico.

Non bastano i punti esperienza, tuttavia. Ogni abilità, difatti, vi costerà punti azione che andranno opportunamente centellinati ed eventualmente rimpinzati utilizzando particolari ricariche trovate in giro per le ambientazioni. Dovrete quindi compiere ulteriori scelte, di volta in volta, considerando quando e in quali circostante riterrete più opportuno utilizzare le capacità uniche di Louis nella risoluzione del mistero che coinvolge la madre.

Questo primo episodio di The Council crea tutte le premesse del caso per una grande, coinvolgente e sorprendente avventura con i fiocchi. Ogni personaggio è ben caratterizzato; l'intreccio narrativo regge; la grafica non sfigura, nonostante qualche inspiegabile calo del frame rate; la commistione del genere con elementi ruolistici regala un sapore inedito al gameplay.

Eppure non mancano perplessità, alcune delle quali rischiano di minare il concept stesso su cui si basa The Council. Nonostante l'apparente malleabilità della trama, influenzata da numerose variabili, molte delle quali legate alla progressione e sviluppo del personaggio, si ha la costante sensazione di essere prigionieri di una trama che, in realtà, concede pochissime variazioni sul tema. In diverse occasioni, la forte coerenza narrativa si sgretola totalmente, per consentire agli eventi, evidentemente predeterminati, di compiersi, nonostante dialoghi e scelte compiute dal videogiocatore avrebbero dovuto portare altrove. Si tratta di brevi e rari momenti, fortunatamente, ma che minacciano all'integrità stessa dell'esperienza proposta.

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Non mancano veri e propri duelli di retorica in cui estorcere informazioni utili. Saranno situazioni in cui dovrete pensare con particolare attenzione alle risposte da dare.

Il primo episodio di The Council ha mostrato enormi potenzialità, innescate da un gameplay originale, che rinvigorisce il genere delle avventure grafiche iniettando nel motore tutta una serie di meccaniche prese in prestito dagli RPG. L'idea funziona, ma rischia di arenarsi a causa di una struttura narrativa che in alcuni casi annulla le scelte e le azioni compiute dal videogiocatore.

La speranza è che nelle prossime puntate questo difetto possa essere ulteriormente arginato, se non eliminato del tutto. Sarebbe un grandissimo peccato se così non fosse, perché questo primo assaggio di The Council ci ha messo una gran fame, oltre ad aver scatenato un'immensa curiosità su dove possa essersi cacciata Sarah de Richet.

7 /10

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Lorenzo Fazio

Lorenzo Fazio

Redattore

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha così cercato di unire l’utile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci è cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

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