Shadow of the Tomb Raider - prova

La fine di un ciclo.

Il Tomb Raider del 2013 non è stato solo in grado di rivitalizzare una serie che sembrava destinata all'oblio, ma ha anche restituito all'industria dei videogiochi una delle sue icone più amate. In un periodo in cui si parla molto del ruolo della donna in una società spesso troppo sessista, un personaggio come Lara Croft è un vero e proprio esempio positivo.

Il suo successo dimostra, infatti, di come sia possibile avere personaggi femminili di spessore, amati indiscriminatamente da uomini e donne anche nei videogiochi. Contemporaneamente, inoltre, l'intera industria ha la possibilità di mostrare come sia maturata in questi anni. Lara, infatti, si è trasformata da un'icona sexy armata di pistole e vestita con tutine attillate, in un personaggio più moderno, complesso e sfaccettato. Un cambiamento riuscito, tanto che anche al cinema si è passati dalle carnose labbra di Angelina Jolie ai vestiti sporchi e il viso graffiato di Alicia Vikander.

L'evoluzione di questa nuova Lara è anche al centro di Shadow of the Tomb Raider. Perché le ombre del titolo sono sicuramente quelle delle profezie Maya che si scateneranno all'inizio dell'avventura, ma evidenziano anche un ulteriore cambiamento della protagonista. Avventura dopo avventura (o meglio, disavventura dopo disavventura), Lara diventa sempre più oscura, dura e sotto certi punti di vista anche cattiva.

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La nuova Lara porta sul suo corpo i segni del cambiamento.

Lontani sono i tempi nei quali la giovane signorina Croft si struggeva per aver ucciso un animale. La nuova Lara è una macchina da guerra forgiata da mille battaglie che non ha più paura di affrontare misteri in grado, letteralmente, di portare il mondo sull'orlo della rovina. Non per nulla Shadow of the Tomb Raider è il tassello conclusivo della trilogia firmata da Square Enix. Lara, in questo capitolo, non solo dimostrerà di aver appreso alla perfezione come muoversi in ambienti ostili, ma si trasformerà in una vera e propria cacciatrice, silenziosa e letale, lanciata all'inseguimento dell'ennesimo tesoro dai poteri sensazionali.

Tutto partirà da quella che apparentemente sembra una tranquilla festa in uno sperduto paesino del Messico. La gente affolla le strade e non fosse per le onnipresenti decorazioni dedicate ai morti, l'atmosfera sembra gioviale e spensierata. Nulla di lontanamente comparabile con la gioiosa malinconia di Coco, l'ultima pellicola Disney Pixar, ma nonostante questo una piacevole celebrazione del Dia de los Muertos. La protagonista, però, non è qui per ricordare i defunti, nonostante il fugace pensiero rivolto alla madre, ma è sulle tracce di un antico artefatto Maya, nascosto nelle vicinanze da centinaia di anni.

Ovviamente, però, l'avventuriera non è l'unica interessata a questa chiave. Anche un gruppo di loschi figuri che si fa chiamare Trinity, infatti, sta cercando l'oggetto e Lara, sfortunatamente, non li precede di molto. Anzi, Dominguez, il loro leader, è di Cozumel e sembra sapere dove si nasconde il misterioso tempio Maya che custodisce il prezioso tesoro. Senza farsi scoprire, Lara dovrà quindi cercare di carpire i loro piani, fuggire dalla festa senza destare sospetti e per poi precedere la Trinity all'interno delle rovine. Più facile a dirsi che a farsi, dato che all'interno del tempio troverà ad aspettarla tutta una serie di prove mortali, come trappole acuminate, scalate su baratri oscuri e qualche puzzle da risolvere. Non ci si può, però, tirare indietro, la chiave va recuperata prima che cada nelle mani sbagliate.

Un intento nobile, peccato che in Tomb Raider nulla vada come deve. Vi diciamo solo che ciò che accade nel tempio è il primo passo che avvia la profezia e Lara si troverà quindi a dover lottare per la sua vita e sopravvivere alle calamità naturali che stanno per radere al suolo il mondo. Un inizio classico, per la serie di Tomb Raider, così come è poco sorprendente osservare il modo con il quale Crystal Dynamics racconta la storia. Shadow of the Tomb Raider riprende la formula sfruttata in passato e prova ad evolverla puntando, principalmente, su di una regia ancora più attenta e un nuovo protagonista: la giungla.

Come dicevamo in precedenza, Shadow of the Tomb Raider è il culmine di un progetto nato nel 2013. Gli sviluppatori dimostrano di aver imparato a padroneggiare il linguaggio di gioco e di essere in grado di alternare sapientemente scene di impatto, dal chiaro gusto cinematografico, con sequenze divertenti e adrenaliniche, che strizzano l'occhio ai giochi del passato. Ci sono fasi di piattaforme, puzzle e combattimenti, il tutto alternato con ritmo e mestiere. Quello che però è cambiata è la protagonista. Lara non ha più titubanze, non ha più la necessità di imparare. Persino il suo corpo è mutato e ora mostra fieramente una muscolatura possente. È una donna che sa già come creare ponti con le corde e come calarsi dalle superfici rocciose, con il suo arco è in grado di colpire una mela posizionata su di una testa e con la sua piccozza è capace di spaccare il frutto e il cranio in un solo colpo.

Queste abilità le consentiranno non solo di sopravvivere alla giungla, ma di essere una vera e propria predatrice che si muove nell'ombra, che sfrutta la piante e i ripari per orchestrare agguati e per lasciare solo una scia di sangue dietro di sé. Lara, infatti, è molto più oscura, violenta ed è capace di fare cose che sarebbero più adatte ad un Kratos o Marcus Fenix, senza battere ciglio. Eccelle in ogni tipo di combattimento, non importa che sia a base di armi da fuoco, a mani nude o con arco e frecce.

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La giungla sarà un elemento chiave del gioco.

Il risultato è il solito mix molto piacevole di azione e avventura, nel quale tutto va a rotoli, ma la bella Lara riesce sempre a salvarsi per il rotto della cuffia grazie alla sua determinazione e alle sue dita d'acciaio che le consentono di aggrapparsi praticamente ovunque e senza sforzo apparente. Con in più una bella dose di sangue.

Gli ingredienti, quindi, sono gli stessi del passato. C'è la possibilità di raccogliere oggetti per creare medicinali e migliorare l'equipaggiamento, ci sono iscrizioni e tesori da trovare per capire meglio la mitologia Maya e c'è la possibilità di adattare il proprio stile di gioco a seconda delle proprie inclinazioni o della situazione. Si può decidere di utilizzare le abilità stealth della protagonista, così come sparare a tutto ciò che si muove. Sta a noi la scelta.

Quello che cambia sono l'importanza che questi elementi hanno all'interno dell'economia di gioco. Per esempio la crescita delle abilità di Lara, essendo al massimo della maturità, avrà un ruolo più marginale, mentre acquisteranno maggior spessore e consistenza le tombe. Queste saranno molteplici e complesse, ognuna caratterizzata da elementi di gameplay unici. Anche le tombe saranno più oscure, complesse, di impatto, una sorta di discesa all'inferno. E sopravvivendo ad esse Lara si trasformerà in una vera e propria Tomb Raider, concludendo il ciclo iniziale della serie e aprendo la strada ad una nuova stagione di avventure.

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Shadow of the Tomb Raider è la conclusione della trilogia nata nel 2013.

Shadow of the Tomb Raider prosegue anche nel sodalizio tra la serie e Microsoft. Pur non potendosi fregiare del titolo di esclusiva, neppure temporale, il nuovo gioco di Square Enix avrà dei vantaggi se giocato su Xbox. Parliamo di un'ottimizzazione particolarmente accurata per Xbox One X, che consentirà di giocare in 4K e HDR, con livelli di dettaglio davvero elevati.

Lo spettacolo in questo modo è assicurato ed è in grado di valorizzare l'ottima direzione artistica di Crystal Dynamics. I colori delle maschere del Giorno dei Morti o la lussureggiante vegetazione centroamericana, infatti, risaltano sui moderni pannelli. La complessità poligonale, invece, deve fare i conti con il fatto che il gioco uscirà anche su Xbox One e PS4. I paesaggi affascinanti e la protagonista è ben animata, ma al momento non sembrano poter godere del livello di dettaglio visto in God of War, tanto per fare un esempio di un gioco dalla struttura simile visto recentemente.

Stiamo sempre parlando di un prodotto di qualità, ma che al momento non sembra poter puntare al vertice. Anche perché c'è ancora da limare la reattività della protagonista, troppo elevata. Al momento Lara si muove troppo a scatti, con un'inerzia accentuata, rendendo un po' difficile mirare o compiere azioni velocemente come i salti tra le piattaforme. Inoltre l'ottimizzazione di alcuni scenari va perfezionata, dato che abbiamo notato qualche tentennamento nel frame rate. Mancano, però, ancora quattro mesi di lavoro intensivo, prima che il gioco arrivi nei negozi il prossimo 14 settembre, un tempo più che sufficiente per tarare questi dettagli.

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I toni sono più cupi che in passato.

Inoltre, il marchio di fabbrica della serie torna in grande forma: inquadrature mozzafiato e le scene fortemente claustrofobiche e ansiogene. Tra sequenze sott'acqua nelle quali occorrerà cercare di raggiungere una fonte di ossigeno prima che Lara anneghi, o spettacolari passaggi sospesi sul nulla, in Shadow of the Tomb Raider non sembrano mancare momenti di alta tensione.

Questo però è solo l'inizio (della fine). Nei prossimi mesi, infatti, scopriremo meglio come gli sviluppatori intendano sfruttare la nuova e affascinante ambientazione della giungla, come le tombe si evolveranno da elemento marginale a elemento cardine del gioco e di come Lara abbia definitivamente abbandonato i panni della giovane avventuriera alle prime armi e si sia trasformata in una donna dura e matura, capace di salvare l'intero pianeta da una catastrofica profezia. Il nostro viaggio alla scoperta di Shadow of the Tomb Raider è solo all'inizio. Torneremo a parlare di Lara molto presto, rimanete con noi.

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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