Overwatch League: abbiamo posto a Blizzard le domande più importanti - articolo

Vi parliamo di quel famoso codice di condotta trapelato in rete...

La prima stagione della Overwatch League è in corso e abbiamo avuto l'occasione di vedere di persona alcune partite alla Blizzard Arena di Los Angeles. Blizzard è sempre stata una protagonista importante all'interno del mondo degli esport, ma la Overwatch League, con i suoi franchise e i suoi piani per la realizzazione di stadi permanenti nelle principali città del mondo, sembra differenziarsi dal resto.

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Il responsabile della Overwatch League, Nate Nanzer.

In questa occasione abbiamo assistito ad eventi particolarmente importanti sotto diversi punti di vista. Durante l'intervallo Jeff Kaplan è salito sul palco per annunciare una missione PvE in arrivo chiamata Retribuition, e Kim "Geguri" Se-yeon ha fatto il suo debutto con gli Shanghai Dragons, il che l'ha automaticamente resa la prima donna a giocare nella Overwatch League, mentre tantissime persone assistevano all'evento.

Anche per questo è stato un buon momento per parlare con l'uomo che sta gestendo il tutto, Nate Nanzer, il responsabile della Overwatch League. Abbiamo potuto chiacchierare con lui soltanto per pochi minuti, visto che i Valiant di Los Angeles erano impegnati a battere i Seoul Dynasty per 4-0, ma c'erano molte cose di cui parlare.

Eurogamer: Mi ricordo che l'ultima volta che ci siamo visti abbiamo parlato dell'idea originale alla base della Overwatch League in cui le squadre possedevano le proprie arene nei loro territori di provenienza. A che punto siete con i vostri progetti?

Nate Nanzer: Tutto procede come previsto. E i piani sono ancora gli stessi. Vogliamo dar vita ai nostri progetti il più velocemente possibile, tuttavia vogliamo anche essere sicuri che tutto quello che facciamo sia di alta qualità. Adesso che avete visto la Blizzard Arena, vi siete fatti un'idea del nostro livello di qualità e noi, dal canto nostro, vogliamo essere sicuri che le squadre possano fornire un'esperienza di questo stesso livello. Al momento non abbiamo delle scadenze temporali da comunicare ma il prossimo anno potremo comunicare delle stime. Onestamente, in questo momento la nostra priorità dal punto di vista strategico è di concentrarci sui nostri team che si stanno preparando ad ospitare le partite in casa.

Eurogamer: È improbabile che sarete pronti già per la Stagione 2?

Nate Nanzer:Penso che la Stagione 2 sarà una sfida per le nuove squadre con cui ora siamo in trattativa. Ma direi che, anche se non dovesse avvenire per la Stagione 2, il momento sarà comunque di poco successivo.

Eurogamer: Ho sentito una squadra affermare che si sta rivelando troppo costosa l'organizzazione come qui a Los Angeles. Potrebbe essere un problema per voi?

Nate Nanzer:Penso che questo vari da città a città. Forse a Londra ha senso iniziare con un teatro da mille persone, ma a Seoul ha probabilmente più senso iniziare con un palazzetto da settemila persone. Credo possa variare in base al mercato e sospetto che molte squadre stiano pensando di iniziare il primo anno con qualcosa di piccolo per poi allargarsi sempre di più nel tempo.

Eurogamer: Circa un mese fa, è trapelato in rete un documento che dovrebbe essere il codice di condotta della Overwatch League. Era autentico?

Blizzard PR: Non commentiamo i materiali che trapelano in rete...

Nate Nanzer: Ti dirò solo che era vecchio.

Eurogamer: Possiamo etichettarlo come versione 1.0?

Nate Nanzer: Ti spiego cosa è successo. Abbiamo organizzato un incontro prima che la stagione iniziasse. C'erano tutti i giocatori e gli abbiamo consegnato un primo assaggio del codice di condotta, in modo che potessero darci un feedback. Adesso abbiamo apportato delle modifiche basandoci sui loro consigli. Penso sia facile per i fan leggerlo e dire: perché non l'avete fatto? O perché non l'avete fatto in quel modo? Devo dire che, avendo costruito una cosa del genere partendo da zero, con le informazioni che avevamo a disposizione, abbiamo preso le migliori decisioni possibili.

Valutiamo tonnellate di feedback dei nostri giocatori, i feedback delle nostre squadre, dei coach e, ovviamente, anche dei fan. Stiamo cercando di essere davvero ricettivi, in modo da reagire velocemente quando pensiamo che ci sia bisogno di un cambiamento.

Eurogamer: È questo il motivo per cui non avete ancora rivelato pubblicamente il codice di condotta? Perché necessita molto frequentemente di cambiamenti?

Nate Nanzer: Sì, è esattamente questo il motivo. È un documento che vive di vita propria e ci stiamo ancora lavorando. Probabilmente in futuro riusciremo a finire il documento, ma prima di quel momento non sono sicuro al cento per cento che possa essere scolpito nella pietra. Credo che la cosa importante sia che i nostri giocatori conoscano il codice di condotta e dubito che sia importante per chiunque altro.

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Eurogamer: Una cosa che mi ha colpito quando ho letto il codice di condotta trapelato in rete è il fatto che vi riserviate il diritto di installare delle telecamere nelle team house che riprendano 24/7, per poter produrre potenzialmente un reality show. Ovviamente al momento non lo state facendo, ma perché è presente quella postilla? È qualcosa che state prendendo in considerazione?

Nate Nanzer: Non voglio commentare nessun punto specifico di quel documento leakato. Quello che posso dire è che cose come queste servono per creare fantastici contenuti attorno all'Overwatch League per i fan di Overwarch. Abbiamo colto l'interesse dei fan nei confronti dei giocatori: vogliono sapere di più su cosa significhi essere un pro gamer. Speriamo, in futuro, di poter produrre contenuti che riescano da questo punto di vista.

Eurogamer: Abbiamo assistito al debutto di Geguri, la prima giocatrice della Overwatch League. Ovviamente è stato un momento fantastico per il campionato, ma perché non ci sono più donne che giocano a livello professionistico a Overwatch?

Nate Nanzer: Suppongo che ci si possa porre la stessa domanda letteralmente per qualunque esport. La mia opinione personale, pur non pensando di conoscere la risposta, è che solo negli ultimi anni si sono iniziate a vedere donne gamer assumere ruoli più importanti. Questo per via di piattaforme come YouTube e Twitch, e per il loro ruolo essenziale nel dare spazio alle persone. Quando ero piccolo, i videogiochi erano considerati, almeno negli Stati Uniti, una cosa per ragazzi, ma ora non è più assolutamente così. Sappiamo che Overwatch è un gioco che attira sia gli uomini che le donne.

Penso che continueremo a vedere sempre più donne diventare importanti atlete di esport. Spero che in futuro le donne rappresentino una grossa percentuale della lega. Non vedo alcun motivo per cui la lega dovrebbe essere rappresentata in modo diverso rispetto alla base di utenza, con percentuali simili di donne a livelli professionistici. Credo sia essenziale per la lega (e quando dico lega intendo i team, i gestori, i giocatori e tutte le persone associate) rendere l'Overwatch League il più accogliente possibile. Penso che uno degli ostacoli maggiori, quando parlo con le giovani giocatrici, sia che quasi tutte giocherebbero di più se l'ambiente non fosse così tossico. Ma si tratta di un problema di internet in generale, non solo di Overwatch. Penso che sia davvero urgente per tutti noi, come giocatori, fare il possibile per rendere il mondo dei videogiochi il più inclusivo possibile, non solo per le donne, ma per chiunque.

Eurogamer: Dal punto di vista logistico, cosa dovrebbe fare la Overwatch League per renderlo possibile? Penso che la maggior parte di noi voglia che i giochi siano più inclusivi, ma in concreto quali passi sono stati fatti per migliorare le cose per le donne che vogliono giocare professionalmente?

Nate Nanzer: Noi siamo pronti e penso che non ci sia bisogno di fare niente. Tutti sono molto emozionati dal fatto che Geguri sia qui, ma la stiamo trattando come qualunque altro giocatore professionista, esattamente come lei vuole essere trattata. Penso davvero che in questo momento siamo pronti: le giocatrici che sono abbastanza brave a giocare ad Overwatch sono le benvenute a qualunque livello. Come ho detto prima, penso che si tratti di qualcosa a cui dobbiamo lavorare tutti come giocatori, in modo da creare un luogo sicuro e accogliente per le donne e tutti quelli che vogliono giocare online.

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Riguardo l'autore

Chris Bratt

Chris Bratt

Contributor

Chris is the host of People Make Games, a crowdfunded YouTube channel that tells cool stories about video games and how they're made.

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