Pochi giorni fa abbiamo visitato gli studi Sony di Roma, nei quali abbiamo avuto la possibilità di gustare una piccola fetta di Days Gone, l'atteso action-survival sviluppato da Bend Studio. Un pugno di giornalisti ha potuto mettere mano (e orecchie) su un antipasto del gioco che vedrà la luce degli scaffali il prossimo anno e che probabilmente dovrà scontrarsi con The Last of Us 2 in un cruento scontro fratricida.

La "demo" ha avuto inizio in uno dei campi base in cui l'ex-motociclista e fuorilegge Deacon St. John potrà rifugiarsi per tirare il fiato, fare rifornimento e accettare nuove missioni. È notte e il campo era comunque pieno di vita. Ovviamente non ci è stato detto nulla della trama o del perché il protagonista si trovava lì. Essendo un lupo solitario dev'essere successo qualcosa prima che lo ha portato ad "allearsi" con altri sopravvissuti, ma per sapere questi ed altri dettagli dovremo attendere ancora un bel po'.

Era notte. Le sentinelle tenevano d'occhio il circondario da posizioni elevate e i negozi erano ancora aperti anche se inattivi. Nella versione finale sarà possibile utilizzarli per accettare side-quest, comprare munizioni, armi e pezzi per la moto. Un apposito menù ci permetterà di modificare praticamente qualsiasi pezzo della nostra due ruote, migliorandone la resistenza, la capienza del serbatoio, la potenza del motore e anche i dettagli estetici.

Inizialmente avremo sotto il sedere un mezzo poco performante, che beve come un cammello e che scoda anche sulla più piccola pozzanghera. Andando avanti potremo invece trasformarlo in uno schiacciasassi capace di sputare fiamme e ingoiare zombie. Gli spostamenti avranno un'importanza rilevante in Days Gone. Non è ancora chiaro se avremo a disposizione altri mezzi oltre alla moto, ma spostarsi su due o quattro ruote sarà vitale per non incappare in drappelli di zombie.

A tal proposito i nemici principali del gioco non sono esattamente i classici non morti. Questo termine ormai è stato usato fin troppo e lo stesso sviluppatore che ci ha accompagnato nella prova ha tenuto a precisare che si tratta di "Freaker". Nome a parte, sono esseri famelici e dannatamente numerosi. Non ci è dato (ancora) sapere cosa abbia dato il via al contagio e come la mutazione avvenga. Ciò che sappiamo finora è che ce li ritroveremo praticamente ovunque e non esiteranno ad attaccarci non appena avvertiranno la nostra presenza.

In una delle missioni disponibili nella demo si doveva entrare in un'ex-installazione militare per cercare bende e medicine, da portare poi ad un altro personaggio. Si poteva approcciare l'obiettivo in vari modi: alcuni colleghi sono arrivati rombando con la moto nella speranza di tirare sotto qualche Freaker prima di procedere alla ricerca. Noi abbiamo preferito un approccio più cauto.

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Le orecchie dei Freaker sono una sorta di moneta di scambio del gioco. Ricordatevene quando ne avrete ucciso qualcuno.

Dopo aver lasciato il mezzo a debita distanza (e con il muso rivolto verso la via d'uscita, non si sa mai) ci siamo mossi con circospezione cercando di eliminare gli pseudo-zombie uno alla volta. Un indicatore in basso a destra sullo schermo segnalava la loro posizione rispetto al protagonista e le possibili fonti di rumore che avrebbero potuto allertarne i sensi. Correre su una passatoia di metallo o su assi di legno non è mai una buona idea, tenetelo a mente.

Neanche a dirlo, un passo falso ha messo in allarme tutti e cinque i Freaker presenti in zona. Non sembrano avere un modo per comunicare, si affidano unicamente all'istinto animalesco che gli è rimasto. Comunque sia, un paio di loro sono arrivati correndo verso di noi. Sono dannatamente resistenti e per buttarne giù uno abbiamo dovuto ridurre in briciole la mazza da baseball che avevamo e per l'altro sono stati necessari cinque proiettili, non facili da piazzare visto il loro dinamismo.

La scena vissuta è stata piuttosto tesa, seppure ben distante da quelle viste nei primi trailer di Days Gone, ma questo aspetto è già stato spiegato dal team di sviluppo. Il fiume di "zombie" che ricorda quello del film World War Z nel gioco finale ci sarà, ma non sarà una costante. Sarà, a quanto pare, una famelica orda da affrontare solo in determinate circostanze. Nel resto del tempo dovremo vedercela con un numero più esiguo di nemici comunque agguerriti.

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La moto di Deacon è spettacolare da guidare. Con il tasto Cerchio si effettuano derapate che in alcuni casi risultano vitali.

Non potremo stare tranquilli neanche durante i trasferimenti da una zona all'altra. Oltre a dover tenere d'occhio la benzina residua e lo stato di usura della moto, dovremo stare anche attenti a chi si cela nell'ombra. In almeno un paio di occasioni siamo stati assaltati da branchi di lupi (non è chiaro se infetti o semplicemente selvaggi) e ronde di Freaker che si aggiravano nei boschi. La sensazione di trovarsi in una puntata delle prime serie di The Walking Dead è stata molto forte e anche piuttosto piacevole.

Bisogna però fare molta attenzione perché non stiamo parlando di un classico gioco action. In giro troveremo proiettili, kerosene e stracci con cui creare molotov, balestre con diversi tipi di frecce, shotgun, fucili mitragliatori e altro ancora, ma in quantità piuttosto limitate. Come in qualsiasi survival che si rispetti dovremo centellinarne l'uso, specialmente in alcune missioni. Sarà presente anche un sistema di crafting, che in modo piuttosto classico permetterà di creare oggetti e risorse grazie agli ingredienti che troveremo in giro.

Nella seconda missione inclusa nella demo abbiamo dovuto sgombrare un campo base dalla presenza di 11 persone, esseri umani questa volta. Esatto, in Days Gone oltre a zombie e canidi assetati di sangue, dovremo vedercela anche con avversari "normali". Eliminare i tre che pattugliavano i dintorni non è stato un problema, grazie soprattutto alla folta vegetazione che permetteva uccisioni stealth piuttosto agevoli.

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Gli insediamenti da 'liberare' sono un classico di questo genere di giochi. Le strategie da adottare possono essere molteplici.

Il problema maggiore era rappresentato dal cecchino che controllava la zona col mirino laser della sua postazione fissa. Questa situazione ha messo in evidenza i primi problemi di questa build, riguardanti più che altro la resistenza dei nemici e la loro Intelligenza Artificiale. Per risparmiare pallottole abbiamo puntato agli headshot, ma nonostante due o tre colpi andati perfettamente a segno il tizio di turno non voleva saperne di andare giù.

Il cecchino di cui sopra invece era dotato di poteri soprannaturali. Dopo averci scovato una prima volta in mezzo alla vegetazione ci ha persi di vista. Abbiamo fatto il giro del campo spuntando inosservati dalla parte opposta, pronti a colpirlo alle spalle... per ritrovarci con il suo laser puntato esattamente in mezzo agli occhi. Problemi come questi sono piuttosto comuni in giochi del genere, ma ci aspettiamo che nella versione finale vengano corretti per dare alla sfida un tono un po' più realistico.

I punti da chiarire ovviamente sono ancora molti. Mezz'ora di gioco non è neanche minimamente sufficiente per capire se Days Gone sarà in grado di posizionarsi orgogliosamente a fianco di altre esclusive Sony come Horizon e God of War, per non parlare ovviamente di the Last of Us. Ci aspettiamo una trama un po' diversa dal solito, e in questo senso ci ha incuriosito il contatore che faceva bella mostra di sé nella schermata iniziale. Segnava 731 giorni, esattamente due anni.

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Nella demo provata i lupi erano gli unici animali selvaggi da combattere, ma nella versione finale la fauna dovrebbe essere più nutrita.

Lo sviluppatore ci ha spiegato che è questo l'intervallo di tempo in cui si svolgerà il gioco. Resta da vedere se (come avveniva in Dead Rising) il passare di questi giorni sarà indipendente dalle nostre azioni, il che porterebbe a pensare a finali differenti, o se sarà legato a peculiari missioni, passate le quali il counter sarà comunque destinato a scendere.

La build di Days Gone che abbiamo provato ci è stata presentata come "alpha ancora piena di bug e problemi da risolvere". Nonostante ciò siamo rimasti stupiti di quanto il gioco sia già piuttosto solido e promettente. Il sistema di illuminazione è estremamente convincente, così come l'impatto "fisico" di oggetti e armi sui nemici. Quando si schianta una bella mazza da baseball sulla faccia di un Freaker la vibrazione del colpo è chiaramente avvertibile, e si percepisce benissimo quando le armi bianche perdono di efficacia o addirittura si rompono.

Ovviamente c'è ancora parecchio lavoro da fare soprattutto a livello tecnico, ma manca ancora molto all'uscita e già da ora questa ennesima esclusiva PS4 promette dannatamente bene.

Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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