Una partnership impossibile sulla carta. Un gioco che sembra essere ispirato dal suo clone. Non si può dire che Sekiro: Shadows Die Twice, la prima collaborazione tra Activision e From Software, lo sviluppatore di Dark Souls, Bloodborne e Armored Core, non dia spunti di riflessione interessanti. Eppure due mondi così distanti, ovvero quello dei tripla A di stampo americano e dei punitivi Souls, si sono incontrati durante la conferenza E3 di Xbox per dare vita ad un mix a dir poco affascinante. E, nonostante tutto, piuttosto originale.

Quello che stupisce è che in questa fusione ad aver avuto la meglio è stato lo sviluppatore nipponico, che è riuscito ad imporre la sua visione, la sua cultura e il suo modo di raccontare i giochi di ruolo al publisher americano. Che da parte sua si è dimostrato furbo ad accettare queste condizioni, essendo consapevole che ormai From Software è un marchio di culto che potrebbe valere diversi milioni di copie.

Le differenze tra Sekiro: Shadows Die Twice e i Souls, nonostante le apparenze, sono comunque sensibili e anzi si potrebbe dire che siano rimasti solo alcuni punti di contatto, come la telecamera, il fatto che il protagonista non possa morire e i combattimenti basati sui duelli piuttosto che sugli scontri di massa.

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La verticalità dei livelli sarà sfruttabile grazie al rampino.

Per il resto tutto, dall'essere ispirato al Giappone feudale al gameplay dinamico e spettacolare, sembra discostarsi dai canoni imposti dall'opera più famosa di Miyazaki. Persino Bloodborne, con il suo ritmo frenetico improntato più sull'attacco che sulla difesa, sembra essere un gioco conservativo. Un po' per l'ambientazione, un po' per la capacità di movimento del protagonista, ma la mente vola più a Nioh, uno dei "cloni" meglio riusciti della serie che, grazie alla maestria del Team Ninja nel creare giochi action, è riuscito a mostrare come fosse possibile mantenere l'anima dei Souls, scusate il gioco di parole, concedendo qualcosa alla spettacolarità.

Anzi, forzando il concetto il paragone potrebbe essere fatto con Ninja Gaiden o Tenchu, con la differenza che in Sekiro: Shadows Die Twice c'è anche un substrato ruolistico e una costruzione dei livelli più complessa, che nascono dall'esperienza che From Software si è fatta con Dark Souls.

Questo perché nella visione di Miyazaki, il director di Sekiro: Shadows Die Twice, il gioco dovrà avere un'impronta più action dei Souls. Il sistema di combattimento, infatti, sarà basato più sulla capacità di parare i colpi degli avversari e di conseguenza di far perdere loro l'equilibrio. Quello di Sekiro: Shadows Die Twice sarà uno scontro di volontà evidenziato dallo scontrarsi delle spade. Una volta ricavata un'apertura nella difesa avversaria sarà possibile colpirlo, in modo molto spesso letale.

Lo stesso procedimento, però, varrà anche per noi. Il protagonista, infatti, potrà essere colpito solo una volta che avrà perso la sua posizione. A suo vantaggio, però, c'è il fatto che potrà morire due volte prima di veder comparire il game over. From Software non ha ancora dettagliato il funzionamento di questa meccanica, ma da quanto abbiamo potuto vedere, le prime due morti potranno essere utilizzate in maniera tattica all'interno del gioco.

Dopo essere stato sconfitto, infatti, il protagonista diventerà per qualche secondo immateriale e potrà in questo modo spostarsi alle spalle di un avversario per farlo fuori in un unico colpo.Essendo una mossa particolarmente potente non sarà possibile abusare di questa abilità e lo sviluppatore ha intenzione di porre dei limiti a questa meccanica. Anche perché il suo obiettivo è quello di creare un'esperienza parecchio impegnativa, che farà sudare le proverbiali sette camicie ai giocatori. Anche grazie ai classici boss di From Software: grossi, cattivi e veloci.

Questo nonostante Sekiro: Shadows Die Twice non sia stato disegnato solo per coloro che sono dei mostri a maneggiare un gamepad. Grazie alla possibilità di usare un rampino per raggiungere posizioni elevate, alle tante abilità di combattimento o alla capacità di celarsi tra le ombre, il protagonista potrà tentare approcci differenti allo stesso problema, in modo da superare con l furbizia gli ostacoli che non si riescono a sormontare con la forza bruta.

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I combattimenti saranno spesso contro più nemici alla volta.

D'altra parte questa è la via dei ninja e il protagonista, soprannominato Sekiro, ovvero lupo senza un braccio, non può fare a meno di utilizzare tutte le risorse a sua disposizione pur di salvare il suo giovane Signore. Sekiro: Shadows Die Twice è, infatti, ambientato in un fittizio Giappone del 16° secolo martoriato dagli scontri tra i vari signori della guerra. In una di queste lotte viene rapito un giovane lord. Nel tentativo di salvarlo il protagonista perde il braccio, oltre che l'occasione di mettere in salvo il suo Signore.

Per sopperire alla mancanza dell'arto, Sekiro si fa impiantare una curiosa protesi capace sia di lanciare un comodo rampino grazie al quale appendersi su tetti e sporgenze, sia di utilizzare armi quali una possente ascia o una serie di affilati shuriken.

La combinazione tra queste armi e la katana in dotazione a ogni samurai, dovrebbe formare un sistema di combattimento piuttosto vario e spettacolare, grazie alla velocità degli scontri e alla possibilità di saltare e schivare i fendenti nemici. From Software, anche questa volta senza sbottonarsi troppo, ha accennato che sarà presente un sistema di crescita delle abilità del protagonista e di evoluzione del suo equipaggiamento. Questo strato ruolistico sarà diverso da quello dei classici Souls, magari meno libero, dato che non ci saranno diverse classi tra le quali scegliere, ma sufficiente scandire una crescita delle abilità del protagonista.

D'altra parte anche la struttura del mondo à la Dark Souls impone che il protagonista acquisisca nuova abilità in grado di aprire nuovi sentieri e nuove scorciatoie precedentemente precluse. Pur conservando una struttura lineare, infatti, i livelli saranno interconnessi e consentiranno di passare da enormi castelli a oscure foreste, passando per meravigliosi scorci nei quali è possibile ammirare le cascate e la natura incontaminata del Giappone medioevale.

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La bellezza di alcuni scenari è fuori discussione.

Grazie all'ottimo lavoro degli artisti di From Software Sekiro: Shadows Die Twice sembra già essere uno spettacolo per gli occhi. I livelli sono dettagliati, sviluppati in verticale, oltre che mostrano una linea dell'orizzonte molto ampia senza un minimo tentennamento. Non capiamo perché nel trailer mostrato durante la conferenza di Microsoft non siano stati mostrati gli scontri più affascinanti, ma prevalentemente primi piani non particolarmente riusciti.

Per chiudere volevamo condividere due messaggi importanti che From Software ha sottolineato più volte. Il primo è che Sekiro: Shadows Die Twice sarà un'esperienza totalmente single player, senza interazioni con gli altri giocatori, microtransazioni o altro; il secondo è che il gioco sarà brutale. Ancora non conosciamo i dettagli della resurrezione del protagonista, di quante volte potrà curarsi o di come funziona l'ottenimento delle anime o il conteggio delle resurrezioni a disposizione, ma questi elementi non andranno ad incidere sul livello di sfida offerto dal gioco.

Nonostante le tante informazioni fornite in questi giorni, ancora non sappiamo diversi dettagli di Sekiro: Shadows Die Twice. Ma c'è tempo, dato che l'ultima fatica di From Software arriverà nei primi mesi del 2019 su Xbox One, PC e PlayStation 4.

Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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