"Gli esami non finiscono mai", diceva Eduardo De Filippo. Una frase questa che ho sentito sin da piccolo e che, invecchiando, ho imparato ad apprezzare sempre più. Capendo però che in questo la vita è estremamente democratica, perché siamo sempre tutti sotto esame, che si sia bambini o adulti, poveri o ricchi.

Questa frase vale ovviamente anche nel 'nostro' mondo e a maggior ragione per Remedy Entertainment, che nonostante abbiano presto raggiunto la sommità del firmamento videoludico con Max Payne, non sono più riusciti e ripetere le prestazioni dell'esordio.

Alan Wake e Quantum Break, infatti, sono stati titoli d'indiscusso spessore, forti anche del marketing di Microsoft alle spalle, che per lungo tempo ha tenuto gli sviluppatori finlandesi sotto la propria ala. Ma vuoi i costanti ritardi nello sviluppo dei loro prodotti, vuoi le grandi ambizioni che poi si sono dovute confrontare con la realtà, Remedy Entertainment ha finito col percorrere una parabola discendente.

Ecco perché anche per loro gli esami sono destinati a durare a lungo, soprattutto ora che liberi dagli accordi d'esclusiva con Microsoft (vantaggiosi quando la 360 vinceva la console war, molto meno ora che la One non riesce a scrollarsi di dosso il ruolo di eterna seconda), hanno deciso d'affidarsi alla sempre più rampante 505 Games. Il produttore porterà il loro prossimo titolo su PC, PlayStation 4, Xbox One in un non ancora definito giorno dell'anno prossimo.

Del loro nuovo videogioco non s'è saputo molto fino ad ora, se non il nome in codice, P7. Dietro questa sigla pareva celarsi un gioco d'azione in terza persona, ambientato in un nuovo universo creato per l'occasione da Remedy. E così sarà, quanto meno stando a quanto abbiamo visto qui all'E3 di Los Angeles, l'evento mediatico più importante dell'anno per gli appassionati di videogiochi, durante il quale abbiamo anche potuto scoprire il nome effettivo del gioco, ossia Control.

Come ormai da tradizione di Remedy Entertainment, il gioco sarà supportato da una trama consistente e da meccaniche non superficiali. Il motore sarà l'engine proprietario Northlight, che dalla sua ultima apparizione è stato sviluppato al fine di migliorarne componenti quali il multiplayer, le animazioni e l'intelligenza artificiale.

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Esplorare il mondo di gioco, completare le missioni e trovare oggetti di Potere, sono i modi per far crescere il personaggio di Jesse.

Ma all'atto pratico tutto ciò che significa? Difficile dirlo, perché la demo di trenta minuti a cui abbiamo assistito ha diradato giusto qualche dubbio, salvo aggiungerne molti altri. Stando a quanto ci è stato detto dagli sviluppatori, la sezione che abbiamo visto si colloca temporalmente a metà del gioco e ci mostra la protagonista, Jesse Faden, intrappolata all'interno del Federal Bureau of Control, del quale lei è la nuova direttrice.

Ma qualcosa è andato storto e ce ne accorgiamo immediatamente quando, una volta entrati all'interno del palazzo, troviamo tutti i dipendenti in uno stato di stasi, sospesi a mezz'aria. Fino a quando uno di questi, coi piedi invece bene a terra, non ci individua e inizia ad attaccarci. I suoi attacchi sono molto potenti ma a quanto pare è posseduto dall'Hiss, qualcosa che gli sviluppatori non hanno ancora voluto dirci cosa sia realmente.

Ma Jesse non è certo una sprovveduta e il combattimento che ne segue ricorda molto da vicino quelli visti in Quantum Break, con la protagonista che usa sostanzialmente due abilità. La prima la vuole capace di create un scudo fatto di detriti e calcinacci, che possono anche essere scagliati in faccia ai nostri aggressori. La seconda la vede invece capace di dare fondo ai suoi poteri telecinetici, coi quali far levitare gli oggetti presenti nello scenario e quindi gettarli violentemente addosso ai nemici. E poi c'è la sua arma distintiva, la Transforming Gun ammirata anche nel trailer del gioco, che solo i direttori del Bureau possono possedere.

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Trench, il precedente direttore del Bureau, sarà una presenza ricorrente nel gioco.

Superato lo scontro, una persona sana di mente se ne tornerebbe a casa, tranne appunto Jesse che invece è stata incaricata da Pope, un suo amico impiegato nel dipartimento di Ricerca del Bureau, di trovare Rooney, il capo della sicurezza. Per cui eccola proseguire sempre più dentro i saloni del palazzo, nei quali assiste a una proiezione di Trench, il precedente direttore del Bureau.

Superati altri nemici posseduti dall'Hiss, Jesse esegue un rituale trasformando così tutto il mondo attorno a lei. Col risultato che la Oldest House, questo il nome di una delle due dimensioni, muterà in tempo reale davanti ai suoi (e ai nostri) occhi. Un muro ad esempio si trasformerà in un corridoio al semplice azionamento di un interruttore, mentre le pareti diventeranno cubi di cemento e inizieranno a fluttuare nel vuoto, formando un vortice e lasciando Jesse sospesa nel vuoto.

Fortuna che la protagonista è dotata del potere della levitazione, grazie al quale è capace di restare sospesa nel vuoto apparentemente per tutto il tempo che vuole, raggiungendo così punti della mappa diversamente irraggiungibili. Una registrazione in una stanza prova a spiegare la funzione degli Oggetti e degli Altered World Events, ma il sonoro di un'altra dimostrazione nella stanza a fianco ci ha reso difficile capire cosa venisse detto.

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La tecnica dietro a Control non pare molto lontana da quella di Quantum Break. Ma fa comunque la sua bella figura.

Jesse procede così per il livello, fino a quando non incontra un NPC che le chiede aiuto. Accontentarlo o meno starà alla nostra discrezione, ma il fatto che sia di spalle e tenga gli occhi fissi su un frigorifero, senza mai guardarci, potrebbe dissuaderci dal farlo. Quale che sarà la nostra scelta, ci saranno però delle ripercussioni: i dimostratori hanno infatti spiegato che si tratta dell'equivalente delle side quest, il che lascia presagire uno sviluppo del gioco non lineare.

Jesse continua fino alla Fortified Unit 715 dove incontra Rooney, che stava cercando. Peccato solo che sia stato trasformato anch'egli dall'Hiss, il che darà il via a un combattimento con quello che possiamo definire a tutti gli effetti un miniboss. Il duello, va detto, non ci ha convinto del tutto: Jesse continuava a usare le due abilità di cui sopra, oltre alla pistola, ma senza mai andare in copertura, e limitandosi a correre avanti e indietro.

A domanda diretta, però, i dimostratori hanno risposto che il gioco avrà un sistema di coperture, che potranno anche essere distrutte dai colpi dei nemici. Superato Rooney, Jesse si dirige verso il limite della stanza, dopodiché prende il volo, levitando su uno sfondo bianco in direzione di una piramide nera capovolta, il Piano Astrale. E su queste immagini s'è chiusa la demo di Control.

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Il motore Northlight consente a Remedy di giocare a piacimento con le geometrie dei livelli.

Difficile trarre un bilancio sulla base di quanto visto finora. Intrigante? Sì. Incuriosente? Senz'altro. Ma la atmosfere di Quantum Break erano palpabili e Remedy Entertainment dovrà stare molto attenta a dare al gioco un'identità che non risulti derivativa.

Le abilità usate da Jess (Shield, Launch, Levitate ed Evade, l'equivalente della schivata), dovranno necessariamente essere affiancate da altre skill, o dovranno comunque essere potenziabili per tenere alta l'attenzione del giocatore nel corso dall'avventura. E lo stesso vale per la Transforming Gun, che abbiamo visto prendere due forme: la prima, di nome Grip, è quella solita d'ordinanza. La seconda, Shatter, è assimilabile a un fucile a pompa, essendo altamente distruttiva e capace di abbattere e/o arrestare i nemici colpiti nel suo cono d'azione. Ovviamente, è inefficace sulle lunghe distanze.

In conclusione, non resta che tornare a quanto scritto in precedenza. La demo di Control ha diradato qualche dubbio ma ne ha creati di altri. Senz'altro, però, siamo di fronte a un gioco che non lascia certo indifferenti e che ha prodotto in noi la voglia di saperne di più. E se a tutto questo aggiungiamo che Remedy sta lavorando a Crossfire 2, sempre in collaborazione con 505 Games, possiamo dire tutto di Sam Lake e soci, tranne che non si stiano applicando. E chissà che questa volta non passino gli esami a pieni voti, come ormai non gli accade più da anni.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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