Quando nel 2007 uscì il primo Assassin's Creed, il mondo dei videogiochi venne scosso dalle sue fondamenta. La fervida mente di Patrice Desilets ideò infatti qualcosa che non si era mai visto e che fece immediatamente breccia nel cuore degli appassionati, proiettando definitivamente Ubisoft nell'Olimpo dei videogiochi, nel quale siede da tempo subito dietro Activision Blizzard ed Electronic Arts.

Undici anni sono pochi, a ben guardare: non tanto nella storia dell'umanità ma anche nelle nostre vite. Eppure non è sbagliato dire che da allora sono cambiate molte cose e anzi fa quasi specie pensare a tutto quello che è accaduto nell'universo di Assassin's Creed in così poco tempo. Il numero di capitoli regolari, di espansioni, di spin-off, di personaggi e di storie raccontate, potrebbe trovare posto in almeno il doppio del tempo, senza che nessuno trovi nulla da ridire.

Il che però mette in luce quello che è stato uno dei più importanti problemi della serie, ossia il suo sfruttamento intensivo, l'annualizzazione. Ecco perché quando Ubisoft ha annunciato un anno di pausa sabbatica, gli amanti dei videogiochi e sopratutto della serie hanno gioito. Se non pubblicamente, almeno intimamente.

L'attesa è stata da ripagata da Assassin's Creed: Origins, un superbo episodio ambientato in Egitto e diretto da Ashraf Ismail, l'artefice di Black Flag nonché l'uomo cui la serie deve di più, subito dopo Patrice Desilets, ovviamente. In presenza di un protagonista capace di bucare lo schermo come Bayek, e visto il successo di mercato, era lecito attendersi un nuovo capitolo ambientato in Egitto. D'altronde i capitoli dedicati a Ezio Auditore furono ben tre.

E invece, dopo la parentesi egizia, Ubisoft cambia ancora una volta le carte in tavola e ci porta nell'Antica Grecia. Il che, però, desta qualche perplessità. Creare in un anno un nuovo capitolo ambientato in Egitto, alla luce del successo ottenuto da Origins, pareva plausibile. Se si fosse mantenuto inalterata l'ambientazione, si sarebbe trattato di riutilizzare buona parte degli asset del gioco.

Ma Assassin's Creed Odyssey, questo il nome del prossimo episodio, cambierà un po' tutto. E siccome un nuovo capitolo di Assassin's Creed richiede ben più di un anno di sviluppo, è lecito porsi qualche domanda. Poiché al momento della sua concezione non si sapeva ancora come sarebbe andato Origins, col suo impianto ludico che strizza l'occhio a The Witcher 3, Ubisoft ha compiuto un vero e proprio balzo della fede? E poi Yves Guillemot dopo Syndicate non aveva lasciato intendere che la serie di Assassin's Creed avrebbe beneficiato di tempi di sviluppo più dilatati?

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Basta guardare questa immagine per respirare subito aria di 300!

Ma alla fine porsi queste domande serve a poco, perché se anche solo Odyssey fosse Origins ambientato in Grecia, partirebbe col piede giusto. Ma in realtà c'è dell'altro, perché accentuerà l'aspetto ruolistico già apprezzato in Origins con l'inclusione dialoghi a scelta multipla, una novità (per serie) della quale si sentiva un gran bisogno. E che, stando a quanto afferma Ubisoft, dovrebbe condurre la serie ancora più nelle vicinanze di The Witcher 3, dato che dovrebbero essere presenti anche finali alternativi.

La possibilità d'interpretare un protagonista maschile o femminile, è stata confermata dai nomi dei due diretti interessati, Alexios e Kassandra, dei mercenari spartani condannati a morte dalla loro stessa famiglia e che nel gioco ovviamente passeranno dal ruolo di reietti a quello di eroi. Si tratta di una caratteristica già 'assaggiata' in Origins, in cui si poteva giocare sia nei panni di Bayek che di Aya, ma che l'anno scorso era limitata ad alcune missioni decise dagli sviluppatori. E che complicherà non poco il lavoro agli sceneggiatori, che dovranno prevedere una trama capace di adattarsi alle scelte degli utenti, e che avrà anche ripercussioni sui costi di doppiaggio, che vedranno duplicate le linee di dialogo del protagonista.

All'E3 di Los Angeles abbiamo potuto toccare con mano il prossimo Assassin's Creed Odyssey, in una missione che ci ha visto a cavallo tra le isole di Mykonos e Delfi. Come sempre, a muoverci c'è l'esigenza di mettere fine alla vita di un signore locale, capace di inenarrabili nefandezze tali da meritargli la morte. La differenza rispetto al passato, però, è che il nostro bersaglio controlla la zona in cui ci troviamo con una tale forza che non possiamo affrontarlo direttamente.

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I dialoghi a scelta multipla aprono la strada a nuove possibilità. Come le relazioni sentimentali.

Nell'area, però, sono presenti infrastrutture e accampamenti che andranno distrutte o conquistati, indebolendo così la presa del nostro avversario sulla zona. Fino a che, finalmente, non uscirà allo scoperto, divenendo così vulnerabile. L'idea, ancorché non innovativa nell'ambito dei videogiochi, lo è all'interno della serie di Assassin's Creed, e soprattutto dà un senso alla conquista degli accampamenti, che in Origins si assaltavano giusto per ripulire l'immensa mappa di gioco.

Giunti al momento di combattere con Alexios, ci siamo trovati inizialmente spiazzati dal nuovo sistema di parata. Premesso che in Odyssey, a quanto s'è visto, non disporremo di scudi, potendo intercettare i fendenti avversari solo che con le nostre armi, a essere cambiato è il fatto che per eseguire una parata si dovrà premere e rilasciare subito dopo la spalla alta sinistra del pad.

Tenendola premuta non si resterà con la guardia alzata, come avrebbe fatto Bayek, ma si attiverà uno dei due menu di scelta rapida col quale usare fino a quattro abilità attive selezionate a nostra scelta dall'albero delle abilità. Il quale, oltre ai tre rami già visti in Origins, aggiunge nella parte bassa dello schermo una barra orizzontale solo di abilità passive.

Il risultato è che nei primi scontri ci si troverà a rischiare la vita con una certa facilità, vita che però potrà essere ripristinata grazie a una speciale skill, a sua volta potenziabile. Ma una volta presa la mano, Alexios e Kassandra si produrranno in combattimenti ancora più spettacolari, potendo ad esempio calciare l'avversario e finirlo dopo averlo fatto cadere a terra, o strappargli lo scudo, disarmandolo.

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In Odyssey torneranno poi i combattimenti navali in mare aperto, non più confinati a specifiche missioni come in Origins, visto che potremo esplorare l'Egeo in lungo e in largo a nostro piacimento, potendo addirittura personalizzare le nostre imbarcazioni e reclutare la nostra ciurma, avvalendoci di marinai dotati di specifici perk.

Il risultato è un gioco con una libertà ancora maggiore di Origins, dato che qui i due protagonisti si muoveranno letteralmente per mari e monti, approdando in spiagge incontaminate che potranno poi guardare dell'alto, una volta scalate le montagne nell'entroterra.

Tolte queste novità, però, Odyssey è in tutto e per tutto come Origins. Anche qui avremo il nostro cavallo, richiamabile a piacimento, e l'aquila, da usarsi per effettuare ricognizioni dell'area. Disseminati per la mappa ci saranno tesori da scoprire e artefatti da recuperare con le solite pergamene che ci daranno indicazioni sul come trovarli. Persino lo scudetto in alto a destra che indica il nostro livello è lì dove dovrebbe essere, e sono rimasti immutati anche i caratteri usati per le scritte.

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Ecco il nuovo albero delle abilità. Come potete vedere, nella parte bassa è apparsa una nuova barra relativa alle abilità passive.

In conclusione, Odyssey è un gioco decisamente intrigante per un appassionato di Assassin's Creed. Perché prende le meccaniche di Origins e le amplia ulteriormente, indirizzandole se possibile ancor più verso The Witcher 3. Poi, certo, entra in gioco la componente soggettiva: ci sarà chi preferirà Bayek ad Alexios, e viceversa (ma la possibilità d'impersonare una protagonista femminile è un'indiscutibile aggiunta); chi si troverà a suo agio a scorrazzare per l'Egeo, e chi invece preferirà i deserti dell'Alto Egitto. Ma nel complesso, siamo di fronte a un ulteriore passo avanti per la serie.

I gusti di chi scrive, però, sono notoriamente quelli del giocatore appassionato e di lunga data, mentre Assassin's Creed è una serie che ha il non facile compito di dover risultare accattivante anche per il pubblico più allargato, che s'attiva un paio di volta all'anno, magari per acquistare il Call of Duty o il FIFA di turno. In tal caso, come verrà accolto l'ulteriore accento sulla componente ruolistica, che in Origins pareva perfettamente bilanciata per piacere a casual e hardcore gamer?

È un quesito al quale non possiamo rispondere ora e che troverà una risposta a partire dal prossimo 5 ottobre, quando Assassin's Creed Odyssey sarà finalmente disponibile per PC, PlayStation 4 e Xbox One.

Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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