H1Z1 su PS4 offre vantaggi in termini di gameplay ai possessori di Pro - analisi comparativa

La console 'potenziata' garantisce un frame-rate più elevato e un'azione più fluida.

Il dominio di Fortnite in ambito console non mostra segni di cedimento ma, nei prossimi mesi, assisteremo al lancio di molti altri titoli Battle Royale, a cominciare con l'arrivo su PlayStation 4 di H1Z1, il porting di uno dei primissimi esponenti del genere. Sarà affascinante confrontarlo con i concorrenti: le somiglianze con PUBG sono molteplici (anche a causa del fatto che i creatori di Playerunknown hanno lavorato su entrambi i titoli) ma l'esecuzione è molto, molto diversa. Tanto per cominciare, lo sviluppatore, Daybreak Games, ha come obiettivo quello di raggiungere i 60 frame al secondo su console, proprio come il Fortnite di Epic, quasi il doppio di quanto visto con PUBG su Xbox One.

Fa tutto parte di una strategia globale dello sviluppatore mirata a ripensare completamente l'esperienza per adattarsi al meglio alla fruizione su console e, probabilmente, anche alla loro tecnologia. In termini di meccaniche, il sistema di inventario dettagliato e le modifiche alle armi offerte da PUBG sono state sostituiti da un semplice menu radiale con configurazioni predefinite per ciascuna arma. L'inclusione di icone che segnalano veicoli e punti di interesse sulla minimappa rendono l'azione più rapida ed immediata, riducendo parecchio il tempo passato a vagare per le mappe in stile PUBG e favorendo l'incontro con gli altri giocatori nelle fasi iniziali delle partite, spesso in punti strategici ben precisi. Anche gli airdrop di armi sono segnalati sulla mappa in modo da attrarre giocatori e costringerli allo scontro per aggiudicarseli.

Un plauso, inoltre, va fatto all' inclusione di una modalità di allenamento per i combattimenti che si svolge su mappe molto più piccole, con respawn illimitati (con soli due secondi di caricamento) e che equipaggerà il giocatore con una pistola, una mitragliatrice e un fucile a pompa. Ci sono anche una serie di potenziamenti e oggetti interessanti da raccogliere ma si tratta quasi di un deathmatch standard calato in un setting da Battle Royale. Non ci sono schermate di punteggi o cose simili ma è un ottimo modo di comprendere i rudimenti del gioco e affinare le vostre abilità. È interessante notare come, con qualche piccolo accorgimento e qualche modifica, potrebbe tranquillamente diventare una buona modalità secondaria da alternare a quella principale.

Tuttavia, la sensazione generale di essere di fronte a una versione depotenziata di PUBG si estende anche al lato estetico che risulta a dir poco ridotto all'osso. Il famigerato ForgeLight engine dello sviluppatore ha già fatto la sua comparsa su console, nella versione PS4 di PlanetSide 2, ma a parte qualche buon effetto di bloom e un'efficace rappresentazione dell'acqua, l'impatto visivo appare abbastanza scadente in confronto a PUBG o Fortnite. L'anti-aliasing rudimentale (se non addirittura assente) è un esempio calzante di questo minimalismo: è tutto molto geometrico e l'aliasing sulle superfici produce dei fastidiosi effetti moiré su alcuni edifici. La vegetazione, comunque, è abbastanza ben realizzata senza gli effetti scintillanti e la rottura dei sub-pixel visti in altri titoli. Lo shading, invece, è molto basilare, con un sistema di illuminazione indiretta abbastanza scarso che salta all'occhio soprattutto negli scenari interni, spesso somiglianti a quelli che troveremmo in un gioco dell'epoca PS2.

Abbiamo provato con mano H1Z1, con un'analisi dettagliata delle differenze tra la versione PS4 e quella PS4 Pro.

La grafica, spesso molto minimalista, ci sorprende ancora di più se teniamo in mente la qualità del rendering. Solo su PS4 Pro, infatti, troviamo una risoluzione nativa a 1080p (l'output in 4K della macchina non fa altro che upscalare la risoluzione base in FullHD), mentre la console standard renderizza ad un'inusuale 1696x954. Tutto questo non fa che sottolineare il fatto che, al contrario della concorrenza, H1Z1 non gira su un engine Tripla-A allo stato dell'arte e il magro conteggio di pixel è quasi sicuramente volto a raggiungere l'obiettivo dei 60fps prefissato dal team. Il frame-rate elevato è una differenza chiave con PUBG e, certamente, su PS4 Pro si tratta di un'esperienza molto simile a quanto vedremmo su PC.

Per farla breve, su Pro il gioco gira per la maggior parte del tempo tra i 50 e i 60fps mentre, sulla console base, tra i 40 e i 50. Non sembrerà molto sulla carta ma, in fin dei conti, avremo una risposta dei comandi più precisa e un chiaro vantaggio se giocheremo sulla console potenziata di Sony. Se guardiamo più attentamente alla fluidità dei frame durante il combattimento, inoltre, noteremo che gli utenti base assisteranno a un numero maggiore di cali in una finestra temporale di 50ms restituendo, ancora una volta, la sensazione di un'esperienza molto meno reattiva. In un gioco che punta a controlli a bassa latenza, con sparatorie che decretano la vittoria o la sconfitta, è una situazione tutt'altro che rosea.

A parte questo, le differenze tra la console standard e la Pro non sono così marcate. Se facciamo partire un match multiplayer e facciamo da spettatori su una console all'utente che gioca sull'altra, potremo avere un buon confronto tra le due versioni. A parte la risoluzione e le performance, le texture e il pop-in a media distanza sono assolutamente simili e gli effetti grafici così come la densità della vegetazione sono gli stessi su entrambe le piattaforme. Stranamente, però, il rendering dello skybox risulta molto diverso in quasi tutte le circostanze e, in alcune situazioni particolari, la Pro sembra restituire alcuni dettagli, su lunghe distanze, che la console standard non offre. Che sia un vero vantaggio dovuto alla potenza maggiore della macchina o, semplicemente, una condizione atmosferica randomizzata tra tutti gli utenti, rimane da vedere. Quello che è certo è che non ha alcun impatto sullo svolgimento delle partite, gli unici vantaggi su PS4 Pro sono la mole di pixel aumentata e il frame-rate maggiore.

È bene sottolineare, comunque, che H1Z1 è ancora in fase beta e c'è una forte possibilità di incontrare strani bug come quando atterrerete sulla testa alla guida di un quad e non sarete in grado di lasciare il veicolo fino a quando non prenderà fuoco e vi ucciderà. Abbiamo riscontrato, inoltre, alcuni problemi di lag dovuto ad un net-code non esattamente all'altezza della situazione ed anche dei tempi di caricamento abbastanza lunghi (come quando vi sarà richiesto di aspettare circa 30 secondi per entrare nella lobby ed altro tempo prima di iniziare la partita): la quantità di tempo passata nelle schermate di caricamento sembra variare, di volta in volta. La situazione, ad ogni modo, è decisamente migliorata rispetto alla scorsa settimana, quando i caricamenti erano ancora più lunghi e, a volte, solo alcuni membri del team riuscivano ad entrare in partita. Allo stato attuale, se incontrate qualsiasi tipo di incertezza, il consiglio migliore che possiamo darvi è quello di riavviare l'applicazione e riprovare.

Sono ancora i primi tempi per H1Z1 su console e la nostra speranza è che il team di sviluppo migliori la stabilità oltre a eguagliare le performance tra i sistemi base e Pro: in uno shooter competitivo come questo, sapere dell'esistenza di una minoranza di giocatori élite che ha un netto vantaggio in termini di gameplay su tutti gli altri, semplicemente non ci sembra giusto. Avere entrambi i sistemi il più vicino possibile ai 60fps fissi dovrebbe essere l'obiettivo per il futuro ma apprezzeremmo anche qualche tentativo di raffinare e migliorare alcune delle criticità del titolo. Al momento, non aspettatevi di entrare nel gioco e trovare performance super-fluide con una grafica da titolo tripla-A, ma la formula da Battle Royale è ancora molto interessante e H1Z1 è davvero divertente da giocare.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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