FIFA 19 - prova

These are the champions!

L'atmosfera è quella delle grandi serate, con i riflettori che illuminano il campo e i giocatori schierati al centro dello stadio. Mentre l'inconfondibile telone continua ad agitarsi, l'inno della Champions League introduce con sacralità la coppa dalle grandi orecchie: finalmente, le competizioni UEFA approdano nella simulazione calcistica di Electronic Arts. Gli sviluppatori di FIFA 19 non hanno alcuna intenzione di nascondere l'importanza di questa acquisizione: le massime rassegne europee ricoprono infatti un ruolo di rilievo in ogni modalità del titolo, dalle esperienze single player classiche fino a Il Viaggio e all'universo di Ultimate Team.

Il marchio UCL ne esce decisamente esaltato, portando nel calderone anche Europa League e Supercoppa Europea, pronte a brillare in tre modalità stand alone; le telecamere ricalcano pedissequamente le inquadrature ufficiali, l'interfaccia del campionato può contare su reskin esclusive quando ci si avvicina alle nottate infrasettimanali, mentre la modalità carriera offre addirittura l'opportunità di assistere alla cerimonia dei sorteggi. Insomma, Electronic Arts ha finalmente infranto il tabù del palcoscenico europeo e lo ha fatto in grande stile: la Champions non è assolutamente l'unica novità portata da quella che, senza alcun dubbio, rappresenta la release più importante e delicata per la serie di FIFA.

Quanto a noi, non abbiamo saputo resistere: Calcio d'Inizio, finale di Champions League, regole classiche. Paris Saint German contro Real Madrid. L'interfaccia delle formazioni è rimasta sostanzialmente invariata, risultando leggermente più chiara e pulita rispetto al passato. La vera novità risiede nella riscrittura delle tattiche: è possibile scegliere il comportamento di ogni singolo giocatore secondo un sistema semiautomatico in stretta relazione con il Game Plan generale e, ad esempio, si può puntare sul possesso palla allargando la squadra in puro stile madridista, scegliendo al tempo stesso di pressare automaticamente gli avversari a seguito di ogni palla persa.

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L'Active Touch System non influenza solamente il controllo di palla, ma ha un impatto importante sugli stop a seguire e sul primo tocco: i giocatori sembrano spesso capire ciò che vorremmo che facessero.

La possibilità di sfogliare le strategie da noi impostate per variarle al semplice tocco dei pulsanti direzionali aumenta la versatilità dei moduli, e molto probabilmente assisteremo alla fine del dominio di quelle formazioni che potevano contare sulle tre punte grazie ai nuovi movimenti delle coppie di ATT puri, che risultano decisamente più naturali ed efficaci. Il feeling generale del titolo è sorprendente, e si può immediatamente notare uno stacco rispetto alla recente tendenza riflessiva in favore di azioni più rapide ed istintive, capaci di premiare contropiedisti e giocatori in cerca dell'imbucata vincente. Il risultato di questa equazione è un gameplay che, pur necessitando di una buona dose di strategia, con la giusta precisione e velocità di esecuzione finisce per diminuire i tempi di gioco e valorizzare il dribbling all'ultimo secondo.

L'ingrediente segreto della ricetta è quel sistema detto Active Touch System che influenza visibilmente controllo di palla, primo tocco e movimento spalle alla porta. Questa funzione tenta di raggiungere un difficile equilibrio tra controllo e fluidità creativa, dando al tempo stesso una forte impronta personale a quasi ogni giocatore da noi testato. Il primo tocco spalle alla porta di un Cavani è sempre diverso dall'approccio che avrebbe invece un Neymar o uno Mbappè, con il primo intenzionato a mettere giù il pallone e controllarlo per lo scarico e gli altri immediatamente pronti al dribbling e allo scatto. I giocatori iniziano finalmente ad allungare la gamba e allargare il tacco al momento giusto, riducendo il numero di palle perse incolpevolmente e andando incontro al pallone con molta più frequenza rispetto al passato.

Un controllo più rifinito significa inevitabilmente migliori dribbling e soprattutto migliori skill. Le finte di tiro e i cambi di direzione sembrano più impattanti specialmente se eseguite in fascia, ma d'altra parte la difesa tattica è stata semplificata ulteriormente, e spesso i comandi di contenimento sono sufficienti per fermare gli attaccanti più gracili. Ciò che ci ha colpiti è la cura per l'identità dei giocatori, immediatamente riconoscibili dal tocco di palla, dal movimento e dallo stile nella corsa; ovviamente abbiamo potuto testare solo alcuni top team selezionati, e resta da vedere se il dettaglio si attesterà su un buon livello anche per i club meno blasonati.

Un trailer emozionante per presentare la Champions, ma ora ci sarebbe qualcosa da sistemare.

Fa comunque piacere poter sfruttare la bicicleta unica di Neymar, o i cambi di direzione che hanno reso celebre CR7; interessante anche l'iniziativa che, sulla falsa riga di quanto realizzato da Fortnite con le danze, si propone di inserire nelle liste delle abilità tutti quei "numeri" divenuti celebri grazie alle condivisioni sul web. Non è un caso se abbiamo citato più volte Neymar e Mbappè: questi due giocatori possono contare su un parco skill decisamente superiore alla media, e spesso tramutano semplici cambi di traiettoria, stop e passaggi in sfoggi di tecnica automatici, senza che ci sia bisogno di ricorrere a ulteriori input.

Per quanto riguarda l'apparato difensivo, la novità più evidente risiede nella cosiddetta 50/50 Battle, una funzione che vuole reinterpretare la fisica dei contrasti aumentando il livello di realismo; i contatti di gioco regalano alla traiettoria del pallone un feeling meno scriptato, e tornare per primi in possesso diventa una questione di prontezza di riflessi. In generale la difesa risulta avvantaggiata rispetto all'attacco, ma si tratta di una lieve supremazia pensata e realizzata per arginare l'enorme vastità di strumenti a disposizione delle punte, che nel connubio tra Active Touch System e revamp dei movimenti arrivano a calciare in porta in modo molto più rapido e letale.

Il tiro è sicuramente la funzionalità di gameplay andata incontro alle modifiche più sostanziali; con il Timed Finishing, ciò che era un semplice rituale propiziatorio dei giocatori diventa una feature a tutti gli effetti: una volta caricato il tiro, bisogna premere nuovamente il comando al momento dell'impatto con il pallone per ottenere un bonus importante a potenza e precisione. Insomma, i giocatori capaci di sfruttare al meglio i tempismi saranno premiati e potranno vedere il risultato dei propri sforzi in un mutamento nel colore del cursore, che diventerà verde in seguito alla corretta esecuzione. Si tratta di una feature da padroneggiare assolutamente per riuscire ad avere successo ai massimi livelli, nonostante il classico tiro a giro senza doppia pressione risulti ancora estremamente efficace quando ci si trova a tu per tu con il portiere.

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L'impronta tattica e gestionale si arricchisce di nuovi elementi; purtroppo non abbiamo avuto il tempo materiale per analizzare a fondo questa feature, ma il livello di profondità appare molto superiore rispetto passato.

La profondità del gameplay esce vincitrice dal nuovo design, e nonostante FIFA rimanga un titolo perfetto per l'esperienza "plug and play", si arricchisce con una serie di meccaniche legate alla tattica e all'esecuzione che fanno decisamente bene al livello di intrattenimento e riescono a promuovere una maggiore varietà nella scelta dei moduli. C'è poco da dire: FIFA 19 è molto divertente, appare semplice al primo sguardo ma si rivela decisamente più complicato partita dopo partita, ed è riuscito ad evolvere ogni componente di gameplay senza perdere un briciolo della sua identità.

La sensazione che abbiamo avuto è quella di trovarci di fronte a un titolo volenteroso di aumentare lo spettro della curva di apprendimento attraverso una serie di meccaniche complesse, in preparazione a una possibile sortita importante nell'universo eSportivo. Tutta l'esperienza di gioco ne guadagna sia in termini simulativi, potendo contare su un'offerta di competizioni senza precedenti, sia in termini puramente ludici, trattandosi di una delle istanze di FIFA più accattivanti provate in epoca recente.

Ovviamente, le novità non finisco qui: se in questa sede abbiamo riassunto le sensazioni e le feature emerse da una serie di partite nella forma più classica, nelle settimane a venire punteremo i riflettori su tutti quegli elementi capaci di scaldare il cuore degli appassionati. In ogni caso, FIFA 19 è riuscito a raggiungere l'obiettivo più importante: farci emozionare per un gol realizzato con il pad come se avessimo personalmente calciato a rete in una nottata di Champions League.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Mancosu

Lorenzo Mancosu

Redattore

Cresciuto a pane, cultura nerd e videogiochi, i suoi primi ricordi d'infanzia sono tutti legati al Super Nintendo. Dopo aver lavorato dentro e fuori dall'industry, è finalmente riuscito ad allontanarsi dalle scartoffie legali e mettere la sua penna al servizio di Eurogamer.it.

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