Resident Evil 2 è, sicuramente, uno dei giochi più apprezzati della famosa serie di Capcom e, come ormai saprete, il prossimo anno potremo mettere le mani sull'atteso remake (anche se la compagnia crede che il titolo sia più di un semplice remake).

Detto questo, in realtà in casa Capcom c'era della preoccupazione per la presentazione allo scorso E3, soprattutto dopo il successo di Resident Evil 7 e la sua visuale in prima persona. RE2, infatti, sarà in terza persona e questo, secondo gli sviluppatori, era motivo di preoccupazione perché poteva essere visto dai giocatori come un "passo indietro".

Ma non solo questo, come spiega il COO di Capcom Europe, Stuart Turner a GamesIndustry.biz, il gioco elimina categoricamente la telecamera fissa e i controlli "old school":

"Abbiamo discusso internamente sul fatto che si potesse fare o meno un gioco che potesse piacere a tutti. Il mondo è andato avanti, i giocatori sono cambiati. Se avessimo riproposto meccaniche della vecchia scuola, questi fan probabilmente ci avrebbero giocato e poi avrebbero deciso, in realtà, che non era il gioco che volevano. Durante lo sviluppo, quindi, abbiamo deciso di giocare con alcune cose. Abbiamo provato la prima persona, abbiamo provato la camera fissa. Ma, nel mondo in cui il gioco è stato progettato, abbiamo poi deciso che la visuale in terza persona fosse la scelta migliore".

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Antoine Molant, marketing director per l'area EMEA di Capcom aggiunge:

"Sapevamo che c'erano delle aspettative per il gioco e sapevamo che sarebbe stato grandioso. Ma per quanto riguarda i controlli e le telecamere fisse, eravamo preoccupati che la base dei fan si sarebbe divisa. Ma, anche se potrebbero esserci state voci iniziali di dissenso, la reazione è stata alla fine assolutamente positiva."

E voi che ne pensate di Resident Evil 2?

Vi ricordiamo che la nuova edizione del gioco è in arrivo il il 25 gennaio 2019 per PS4, Xbox One e PC.

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Matteo Zibbo

Matteo Zibbo

Redattore

Appassionato di videogiochi e musica (quella più rumorosa e veloce possibile), ha un'insana passione per i GdR occidentali che gli sta condizionando l'esistenza.

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