Hungry Shark World - recensione

La fame vien mangiando.

Alla quarantesima partita di fila, all'incirca venti game over dopo quello che avrebbe dovuto essere l'ultimo, giunge l'illuminazione, l'intuizione, la rivelazione: funziona e alla grande, pur lontano dal mercato mobile, terra natale che ha visto nascere e prosperare la saga di Ubisoft. Non è tutto oro quel che luccica, naturalmente, perché magagne, difetti e sbavature ce ne sono a iosa, ma l'obiettivo del titolo, divertire senza troppi fronzoli, viene raggiunto con strepitosa efficacia.

Il concetto di base è elementare, già visto e rivisto decine di volte in produzioni simili: il pesce più grande, mangia quello piccolo. Nei panni di uno squalo, dovrete esplorare alcune ambientazioni marine bidimensionali, con lo scopo di trangugiare quanto più cibo potete per incrementare il punteggio, accumulare denaro, ricevere punti esperienza. La fame vien mangiando, si dice, e proprio per questo a mano a mano che progredirete nel livello, dovrete fare i conti sia con famelici predatori e ostacoli sempre più complessi, sia con una barra della vita che tenderà a svuotarsi con maggiore velocità, costringendovi a rimpinzarla con crescente frenesia, lanciandovi con inaudita foga sull'ennesima preda, sul successivo branco di pesci.

Un gameplay frenetico ed adrenalinico, dunque, che vi spingerà a sviluppare i riflessi, a muovervi costantemente nella mappa di turno, a ragionare in fretta, consapevoli che ogni esitazione potrebbe esservi fatale. Come in un qualsiasi endless runner, come in certi arcade di eoni fa, il game over prima o poi giunge inevitabilmente. Non c'è un lieto fine, né un compito da eseguire che non sia il settare un nuovo, roboante, high score.

Per quanto si tratti di un prodotto indirizzato ad un pubblico non troppo smaliziato, o a caccia di un passatempo tutt'altro che pretenzioso, il gioco dimostra un'inattesa e piacevole profondità che si palesa in una moltitudine di approcci differenti con cui potrete interpretare la partita in corso.

Laddove le versioni mobile si limitavano a mettere a disposizione dell'utente una manciata di ambientazioni e squali, da sbloccare dopo aver registrato determinati punteggi, Hungry Shark World espande la formula integrando statistiche che determinano la forza dell'avatar di turno, capi d'abbigliamento che donano particolari bonus e, soprattutto, una serie di missioni, principali e secondarie, da completare per sbloccare ulteriori collezionabili e predatori di cui vestire i panni. In pratica, ogni immersione avrà un diverso fine, un approccio tutto suo, un obiettivo specifico che veicolerà particolari strategie, oltre che una varietà assolutamente sorprendente per un prodotto che fa ben poco per celare le sue origini mobile.

Se il vostro scopo sarà l'highscore selezionerete il miglior squalo disponibile, lo equipaggerete degli abiti migliori, lo farete nuotare a perdifiato inseguendo qualsiasi cosa si muova sullo schermo. Se vorrete dedicarvi alla missione specifica di ciascun avatar, al contrario, esplorerete la mappa con un minimo di raziocinio, pur non dimenticando mai di saziare l'appetito dello squalo. Volendo completare i mini-obiettivi disponibili, invece, vi preoccuperete di creare le condizioni migliori per rispettare le condizioni imposte, siano queste l'ingurgitare un certo quantitativo di tartarughe, compiere acrobazie di un certo tipo e quant'altro.

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Non aspettatevi mirabilie dal level design, ma ogni ambientazione nasconde i suoi intriganti segreti.

Ogni partita è diversa, perché sono molte le cose che si possono e si vorranno fare, anche e soprattutto per sbloccare nuove ambientazioni. Tra oceani tropicali in cui esplorare relitti, acque artiche dove star attenti alle tante mine di profondità e mari estremamente inquinati, ogni livello proporrà ostacoli e difficoltà ben precise, ulteriore elemento che garantisce varietà all'esperienza.

Non tutto funziona al meglio, come già preannunciato. Tanto per cominciare, mai ci saremmo aspettati un frame-rate così ballerino, zoppicante in più di un'occasione. Pur non incappando mai in situazioni drammatiche ed invalidanti, vi capiterà comunque di mancare un pesce, o di finire in una trappola, a causa di un rallentamento inaspettato.

A causare qualche game over di troppo ci pensa anche la difficile leggibilità dello schermo. Soprattutto quando nuoterete a perdifiato, alla disperata ricerca di qualcosa di commestibile da mettere sotto i denti, potreste non accorgervi di prendervela con qualche pesce troppo grande, con meduse che il vostro squalo non può ancora ingerire, con un ostacolo fuori dalla vostra portata. Fa parte del gioco, e del divertimento, ma un segnalatore di qualche genere, che distinguesse con maggior chiarezza il potenziale cibo dagli elementi ostili, non avrebbe certo influenzato negativamente l'esperienza.

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La maggior parte degli squali selezionabili sono tutte specie realmente ed attualmente esistenti. La maggior parte, non tutti.

Inoltre, per alcune prede dovrete utilizzare il così detto Morso dello Squalo, una sorta di potere attivabile in qualsiasi momento, che vi consentirà di "attaccarvi" a prede particolarmente grandi per una manciata di secondi, giusto il tempo necessario per mangiarlo lentamente, pezzo dopo pezzo, prima che fugga lontano dalle vostre fauci. La meccanica ha il suo senso, ma purtroppo in certe situazioni spezza la frenesia dell'azione, costringendovi ad inseguire ripetutamente lo stesso pesce, interrompendo bruscamente il ritmo di gioco.

Hungry Shark World è il perfetto passatempo da godersi a piccole dosi tra un tempo morto e l'altro, magari sotto l'ombrellone se opterete per l'edizione per Nintendo Switch. Non si tratta di un gioco perfetto, né di un titolo che vi terrà impegnati nei mesi avvenire, quanto di un gustoso arcade tutto azione e frenesia, che saprà affascinarvi grazie alla smania per l'high score e ai numerosi collezionabili che mette in palio. Se la meccanica del pesce più grande che mangia quello piccolo vi attira, se siete fan di film come Sharknado, se siete alla ricerca di un titolo immediato e dai ritmi sostenuti, fate attenzione, perché potreste essere risucchiati dal vortice di assuefazione che la produzione Ubisoft sa creare ad arte.

7 /10

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fazio

Lorenzo Fazio

Redattore

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha cos cercato di unire lutile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

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