Gamescom 2018: Rage 2 - prova

Bello da vedere e da giocare.

Quando nel 2011 Rage fece la sua apparsa sugli scaffali, venne accolto da giudizi controversi. C'è stato chi gli ha dato 9, forse in un eccesso di buonismo, e chi invece gli ha assegnato un 4,5, senz'altro in un eccesso di celodurismo.

Il nostro Daniele Cucchiarelli gli diede un salomonico 8, in un'epoca che ora appare preistorica in cui avevamo ancora le recensioni multi-pagina. Voto che col senno di poi possiamo definire pressoché perfetto, dato che oggi la media voto su Metacritic è di 79.

Questo preambolo non tanto per fare dei complimenti postumi al Kommissario, quanto per sottolineare che il gioco si dimostrò sì interessante, ma anche e purtroppo incapace di mantenere appieno le sue promesse originarie. D'altronde parliamo di un titolo degli (all'epoca) gloriosi id Software, e le aspettative erano davvero alte.

Tra le critiche più comuni rivolte al primo Rage troviamo una campagna non molto lunga e con un finale ritenuto da alcuni discutibile; trama e personaggi non propriamente memorabili; e delle sequenza di guida accessorie e utili giusto a scongiurare la monotonia. Dalle critiche non si salvarono neppure i salvataggi automatici, pochi e mal disposti.

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Tim Willits ha dichiarato che Rage 2 girerà a 60 fps su PlayStation 4 Pro, e non abbiamo ragione di credere che accadrà diversamente su Xbox One X.

Nessuno però criticò ciò che id Software da sempre sa fare meglio, ossia il lato shooting di Rage, ed è da qui che Bethesda ha voluto ripartire per Rage 2, la cui data d'uscita è prevista per l'inizio del prossimo anno. Su questo punto, però, ci sentiamo piuttosto sicuri: anche se la maggior parte delle vecchie glorie dello sviluppatore texano ormai hanno preso strade diverse, parliamo pur sempre della casa che ha creato gli FPS. E che, come dimostra il remake di Doom, non ha certo perso il tocco di un tempo.

La trama di Rage parte da un assunto ben preciso, ossia che nel 2029 (quindi tra poco, prepariamoci) l'asteroide 99942 Apophis colpirà la terra distruggendo la civiltà come la conosciamo, precipitandoci un mondo post apocalittico alla Mad Max. Il protagonista del primo Rage, il marine Nicholas Raine, uscirà un secolo dopo dalla sua Arca, una delle centinaia di rifugi al cui interno erano stati collocati moduli criogenici coi quali tentare una seconda chance per l'umanità. Ciò che troverà una volta uscito sono banditi e mutanti che attaccano a vista qualsiasi sopravvissuto.

Rage 2 non parte da premesse molto diverse, con la differenza che il protagonista è il ranger Walker e che i fatti narrati prendono vita trent'anni dopo. A giocare un ruolo chiave saranno i cosiddetti 'nanotriti', già presenti nel primo Rage ma che allora servivano solo per tornare in vita. Il loro concept è stato rivisto e ampliato e ora sono utili a conferire al protagonista poteri soprannaturali. Ovviamente tutti ne conoscono i benefici e questa è la ragione per cui entrarne in possesso non è affatto facile. Ma una volta che li avremo fatti nostri diventeremo estremamente potenti, potendo prendere i nostri avversari a farli volare per aria e quindi scaraventarli violentemente a terra.

Più lunghe saranno le nostre kill streak e più saremo creativi nel portarle a termine sul campo di battaglia, più frequentemente potremo usare l'Overdrive, una 'special' che farà entrare Walker in uno stato di grazia che gli permetterà di aumentare i danni inflitti ai nemici e di usare liberamente le altre abilità. Oltre che di ricaricare la propria barra della vita.

Un bel boost in Rage 2 l'hanno ricevuto anche le sezioni veicolari, un'altra variabile che non aveva certo impressionato del primo Rage. Si possono guidare veicoli di tutti i tipi, ovviamente dal look post atomico, e qualsiasi cosa vedremo muoversi su quattro ruote (ma anche in cielo) sarà pilotabile. E se per sbaglio l'oggetto del nostro desiderio è in mano altrui... beh, potremo sempre rubarglielo!

D'altronde nel mondo di Rage 2 vige la legge del più forte e impossessarsi di un veicolo con installato sul tetto un mitragliatore più grosso di quello che già stiamo usando, può fare la differenza tra la vita e la morte. Senza dimenticare che potremo montare sulle macchine anche una vasta gamma di strumenti difensivi, senz'altro meno appariscenti di un Vulcan che sputa piombo ma non per questo meno utili.

Qui alla Gamescom abbiamo potuto provare una breve sezione del gioco, seguita da un video introduttivo piuttosto corposo. La trama che giustifica la nostra imminente carneficina è tranquillamente sorvolabile, al contrario delle abilità speciali che abbiamo avuto a nostra disposizione, ovviamente basate sui nanotriti.

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I fatti narrati in Rage 2 prendono vita 30 anni dopo il primo capitolo.

La prima, Dash, consente una breve accelerazione per (quasi) teletrasportarsi a pochi metri dal punto in cui ci troviamo, rivelandosi utile a far perdere la mira ai nostri aggressori. Con Shatter, invece, basta avvicinarsi ai nemici e per scaricare su di essi un'onda di energia capace di ucciderli sul colpo. Chi ha giocato uno Stregone in Destiny lo associ pure al pugno in corpo a corpo.

Con Slam, invece, si spicca un balzo verso l'alto e si atterra scatenando un'onda d'urto proporzionale alla nostra elevazione. E poi c'è il Windstick, una sorta di boomerang già presente nel primo capitolo e che qui torna sotto steroidi.

Ogni abilità ha un suo tempo di ricarica e quindi va usata con una certa oculatezza, anche se RAGE 2 sembra dare il meglio di sé quando la si butta in caciara e ci si getta a capofitto nella mischia. Una cosa, questa, che gli riesce particolarmente bene dato che siamo di fronte a uno dei gunplay migliori in circolazione. La sensazione, alle volte, è di trovarsi in mano Destiny per quanto tutto scorre via liscio e senza soluzione di continuità ma d'altronde, lo ricordo ancora una volta, è degli id Software che stiamo parlando.

Dopo una demo come questa è difficile sbilanciarsi su come sarà il prodotto finale: non abbiamo potuto toccare con mano le sezioni veicolari, e la mappa propostaci era davvero piccola. Senz'altro però Rage 2 pare muovere un passo nella giusta direzione per il franchise. Che, per la prima volta, godrà della collaborazione tra Bethesda e gli Avalanche, col risultato che chi del primo Rage aveva criticato una certa povertà contenutistica, dovrebbe trovare conforto nel coinvolgimento degli autori della serie Just Cause e Mad Max.

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Rage 2 fa di tutto per gettarti nella mischia.

Se ognuno dei due team riuscirà a fare ciò che solitamente gli riesce meglio, potremmo avere il miglior sparatutto open world in circolazione (non che ce ne siano molti, in verità). Tecnicamente convincente, Rage 2 pare essere un incrocio tra gli shooter vecchia scuola di id Software e Just Cause, il tutto condito e servito in salsa post atomica. O, per dirla diversamente, un Borderlands più action e meno RPG. L'accento posto dagli sviluppatori sulla creatività nelle uccisioni richiama invece alla memoria l'incompreso Bulletstorm dei People Can Fly, e dall'incrocio di tutti questi genomi può nascere un gioco dalle grandi potenzialità.

Al tempo stesso, la brama degli sviluppatori di creare il gioco più pazzo in circolazione, potrebbe rovinare il risultato finale facendo varcare a Rage 2 quella sottile linea di demarcazione cui bisogna sempre e solo avvicinarsi, senza mai superare. E sentire Tim Willits di id Software affermare che insisteranno su questo tasto fino ad arrivare a a un passo dalla "rottura del gioco", dà qualche motivo di apprensione.

Appuntamento dunque alla primavera del 2019, quando il gioco sarà disponibile, anche se siamo sicuri che prima di quella data Bethesda vorrà mostrarci qualcos'altro, che ovviamente non mancheremo di raccontarvi qui sulle pagine di Eurogamer.it.

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