Gamescom 2018: Diablo 3 Eternal Collection (Switch) - prova

Su Switch la versione più completa.

È proprio vero, Switch ha fatto breccia nel cuore di noi giocatori e gli incoraggianti dati di vendita hanno attratto come api al miele anche i più noti sviluppatori e publisher da ogni parte del globo, che tentano di cavalcare il successo della piccola grande console Nintendo. E se a muoversi è Blizzard, allora la direzione è chiara. Abbiamo visto tra i migliori titoli degli ultimi anni approdare in versione adattata per Switch, ed è con Diablo 3 che il colosso californiano vuole farsi largo. Al solo annuncio abbiamo da subito immaginato il potenziale in mobilità di uno dei migliori esponenti del suo genere e, con quanto dichiarato alla Gamescom, Blizzard ce ne dà conferma. Diablo 3: Eternal Collection non sarà un semplice porting della versione per le console da salotto, ma conterrà di tutto e di più.

Di tempo e stagioni ne sono passate da quando abbiamo iniziato a giocare all'originale Diablo 3, e ci ricordiamo anche un inizio non dei migliori, con decine di patch che l'hanno portato alla maturità solo diverso tempo dopo. Su Switch è giusto dire che avremo la versione più completa di sempre, contenente tutti i miglioramenti e le espansioni usciti finora, più i contenuti aggiuntivi ed anche alcuni esclusivi mai visti prima, tutto in uno.

Prima ancora di parlare di contenuti possiamo dire che dal punto di vista tecnico si può stare tranquilli: i programmatori si sono dati come primo obiettivo i 60 fps fissi, e da quanto visto è stato raggiunto in pieno. È chiaro che effetti grafici, ombre e risoluzione ne abbiano fatto le spese, ma nel complesso l'impatto visivo non ne risulta troppo alterato ed è in fondo ottimo per una console che è anche portatile.

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I 60 fps fissi sono un bel regalo.

Se su questo aspetto eravamo abbastanza tranquilli - Blizzard in primis non avrebbe mai accettato cali di frame rate - avevamo qualche dubbio sulla compatibilità offline, visto che una connessione veloce non è assolutamente cosa scontata su Switch, che può farci giocare in situazioni decisamente meno comuni della scrivania o il salotto di casa. Fortunatamente potremo avviare una partita tranquillamente in modalità offline, senza l'obbligo di essere per forza connessi. In questo modo potremo portare avanti il gioco anche mentre siamo in viaggio in aereo, per poi riconnetterci e riallinearci alle statistiche e funzionalità delle modalità online. Una situazione comoda già per il co-op in locale, ove fino a quattro giocatori possono unirsi in battaglia, anche con due sole console. Ogni configurazione è stata considerata dagli sviluppatori, ottima cosa.

Stesso discorso vale anche per le Stagioni, che richiedono uno scambio con la rete per le Leaderboard, chiaramente, ma non per sbloccare i preziosi reward, tranquillamente ottenibili anche offline. Basta connettersi quando serve insomma, ad esempio per creare un personaggio stagionale o per riallinearsi con i risultati raggiunti. L'unico contenuto che ha per forza bisogno di essere scaricato sono i language pack per sottotitoli e descrizioni, quindi per niente limitante ai fini del gioco quando non siete a casa. Per chi inoltre ha già giocato, come normale che sia, Diablo 3 su una o anche più piattaforme, si potrà accedere direttamente all'Adventure Mode, senza passare per la campagna che probabilmente conoscerete quasi a memoria.

Blizzard ha dimostrato di avere una piena comprensione della console su cui porterà guerrieri e demoni. Eternal Collection è il risultato di un lavoro di preproduzione piuttosto lungo, in cui si sono voluti accertare che la casa di Kyoto avesse fatto bene il proprio compito, e si sono pienamente convinti solo dopo aver visto in azione giochi come Breath of the Wild e Mario Odissey. Con l'esperienza raccolta durante il porting su console poi, è stato più facile arrivare a quello su Switch, con un'incidenza sulla batteria pienamente "nella media". Non però su mobile, ci dicono, dove l'assenza di controller con feedback tattile li allontana ancora da questa piattaforma.

Nella sostanza abbiamo visto un gioco intatto e completo in tutte le sue parti, con un'ottima fluidità e un'atmosfera inalterata, Negromante incluso. Immancabile l'espansione Reaper of Souls, che ha reso il titolo come lo conosciamo oggi, la modalità Avventura da rigiocare a piacimento e i Varchi dei Nefilim per farmare come se non ci fosse un domani. Le novità ci sono e le troviamo prima di tutto in suggestivi elementi esclusivi, come ad esempio una skin che riprende le fattezze di Ganondorf proprio della serie di Zelda (vi aspettavate per caso Link?) così come le ali dei Cuccos. Affrontare Sanctuarium con quattro amici inoltre è una cosa che non vediamo l'ora di provare dal vivo.

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Ma anche poter giocare offline non è male come regalo!

Ci sarà anche da testare l'effettiva incidenza della risoluzione riadattata al piccolo schermo di Switch a 720p, che anche collegata al dock sale al massimo ai 900p. Non una perdita così grande pare, visto che il Demonware che muove Diablo 3 resta ancorato ai 60fps anche nelle situazioni più concitate e con un feeling "super responsive" anche con il singolo Joycon. Tutte considerazioni cruciali per un gioco che ai livelli più alti fa del ritmo veloce e della precisione il pane quotidiano per noi giocatori.

Switch si andrà ad arricchire quindi di un altro grande capolavoro del recente passato e non ci può far altro che piacere. "Grindare" offline e in mobilità resta una grande attrattiva per tutti, ma restano anche altre incognite soprattutto nel multiplayer che sappiamo essere non proprio il cavallo di battaglia di Nintendo. Entro la fine del 2018 avremo le nostre risposte.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it  |  Agonista

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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