Quando si parla di periferiche per il PC gaming, le statistiche e le specifiche tecniche veicolano le vendite. I monitor da gaming sono diventati popolari quando hanno iniziato ad offrire bassa latenza e refresh-rate maggiori, mentre i mouse da gioco hanno cominciato a mettere sul piatto sensibilità altissime e una precisione nel tracking migliorata. Questo trend, però, non sembra potersi applicare ad una periferica in particolare: le tastiere meccaniche. Non ci sono, infatti, statistiche che differenziano queste tastiere dalle loro controparti non-meccaniche eppure le prime vengono sempre consigliate rispetto alle seconde, nonostante costino notevolmente di più. Come mai succede questo? Ci sono davvero dei vantaggi, per i giocatori?

La risposta può essere trovata nel modo in cui le tastiere meccaniche sono passate dall'essere accessori di nicchia, conosciuti solo agli appassionati del retro-gaming, ad una parte essenziale della multimilionaria industria degli esport, nel giro di pochissimi anni. Osservando da vicino questo brevissimo periodo di transizione, infatti, possiamo comprendere meglio quali siano gli aspetti di queste tastiere che hanno attratto così tanto i giocatori, i vantaggi concreti che offrono e quali modelli conviene considerare di acquistare oggi.

Prima che le tastiere meccaniche fossero lanciate dai più grandi brand del mondo del gaming, prima che fossero sponsorizzate delle più grandi celebrità degli esport, erano oggetto di culto da parte di una piccola nicchia di appassionati che volevano riscoprire artefatti di un'epoca passata. Per decenni, i fan di questo tipo di prodotti hanno postato sui forum online i loro ultimi acquisti alle case d'asta e ai mercatini dell'usato, si sono scambiati segreti sul loro disassemblaggio e hanno eseguito crudi esperimenti per capire di più sul funzionamento e la creazione delle loro 'meccaniche' preferite.

Dato che le tastiere a membrana offrivano le stesse funzionalità di base delle costose meccaniche ad un prezzo decisamente inferiore, le tastiere con gli switch meccanici venivano impiegate solo nei negozi o in ambienti industriali, luoghi in cui la longevità di questi prodotti aveva una certa importanza.

Tuttavia alcune piccole aziende negli Stati Uniti, in Giappone e in Corea del Sud utilizzavano questi switch meccanici per creare tastiere di alta qualità per i programmatori ed altri professionisti che avrebbero pagato volentieri oltre 100 dollari per acquistare un prodotto che offrisse un'esperienza di scrittura migliore. Queste tastiere, però, divennero popolari anche in un'altra categoria di professionisti, i pro-gamers, specialmente tra quelli che vivevano nella Mecca degli esport: Seoul, in Corea del Sud.

È stato proprio lì, intorno al 2010, che la popolarità di giochi come StarCraft 2 e League of Legends ha iniziato ad esplodere, e successivamente quando siti di broadcasting come Twitch hanno permesso ai giocatori di tutto il mondo di collegarsi e guardare le partite in diretta. Alcuni dei più grandi brand legati al mondo del gaming come Razer e Corsair hanno iniziato a sponsorizzare le squadre di esport e, molto presto, hanno cominciato a offrire le proprie tastiere meccaniche. Vendite e visibilità sono state una naturale conseguenza e, in breve tempo, le tastiere meccaniche sono diventate l'equipaggiamento standard per una grossa fetta della community dei PC gamers.

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I pro-gamer di StarCraft 2 sono stati tra i primi ad adottare pubblicamente le tastiere meccaniche scegliendo tra quelle già presenti sul mercato, pensate per i dattilografi

È difficile comunque stabilire se le tastiere meccaniche siano diventate popolari solo grazie all'ottimo marketing delle marche da gaming o se offrano concretamente vantaggi rispetto alle controparti a membrana. Cerchiamo di rispondere alla domanda osservando con attenzione le prime tastiere meccaniche adottate dai pro-gamers quasi 10 anni fa.

Queste tastiere erano disponibili in differenti varietà ma le più popolari erano quelle con switch Cherry MX Marroni e MX Blu. Questi switch offrivano livelli di feedback tattili molto maggiori rispetto alle tastiere non meccaniche grazie al colpetto che si avverte quando il tasto viene premuto circa a metà. Quel colpetto avverte esattamente il giocatore del momento esatto in cui la pressione del tasto viene registrata e permette di muoversi velocemente verso il prossimo tasto. Lo switch MX Blu va ancora oltre: richiede una forza maggiore per essere premuto ed emette anche un click perfettamente udibile dall'orecchio dell'utente. Le tastiere con questi tipi di switch erano molto popolari tra i dattilografi perché permettevano una scrittura più veloce e precisa e gli stessi tipi di vantaggi sono stati trasposti in giochi di strategia come StarCraft, il quale richiede ai giocatori una pressione dei tasti rapida e precisa per competere ad alti livelli.

Un altro vantaggio comune per i dattilografi e i giocatori è l'affidabilità di queste tastiere. I bottoncini in gomma di quelle a membrana, infatti, tendono ad indurirsi nel tempo richiedendo una forza molto maggiore per registrare la pressione del tasto. Le tastiere a membrana, inoltre, sono garantite per meno di 10 milioni di pressioni mentre quelle meccaniche vanno oltre i 50 milioni. Anche se 10 milioni di pressioni sembrano tantissime, sia i dattilografi che i giocatori professionisti potrebbero raggiungere quelle cifre in pochissimi anni (basti pensare al fatto che alcuni pro-gamer di StarCraft in Corea dovevano rimpiazzare le proprie tastiere dopo pochi mesi dal primo utilizzo). Questo potrebbe rendere le tastiere meccaniche una scelta più economica sul lungo termine, specialmente se necessitate di performance di ottimo livello, costanti nel tempo.

In aggiunta a questo, le tastiere meccaniche spesso includevano un diodo su ciascun tasto, cosa che i produttori non potevano inserire nelle tastiere a membrana. Ciò significava che il numero di tasti che potevano essere riconosciuti correttamente nello stesso momento era più alto rispetto alle alternative non meccaniche. Le vecchie tastiere meccaniche che utilizzavano il connettore PS/2 potevano riconoscere tante pressioni simultanee dei tasti quanti erano quelli presenti sulla tastiera, mentre le tastiere USB erano limitate a soli sei tasti. Al contrario, molte tastiere a membrana avevano il limite a soli due tasti risultando in combinazioni come Q, X e C che molto spesso non funzionavano come avrebbero dovuto. Non molti dattilografi hanno bisogno di premere più di un paio di tasti alla volta ma è molto utile per i giocatori dalle dita veloci, soprattutto per quelli che giocano a sparatutto come Counter-Strike o a rhythm games come Osu.

I costi elevati degli switch meccanici hanno contribuito a diffondere alcuni tipi di tastiera più piccoli che potevano essere offerti ad un prezzo minore. Le tastiere 'tenkeyless', ad esempio, chiamate in questo modo a causa della mancanza del tastierino numerico, divennero popolari tra i giocatori di StarCraft perché consentivano di utilizzare il mouse in una posizione più confortevole, in linea con la spalla riducendo i dolori al collo e alla schiena.

A conti fatti, le tastiere meccaniche erano popolari in questi gruppi di pro-gamer perché offrivano un feedback tattile e auditivo migliore, duravano di più e potevano riconoscere correttamente un grosso numero di input allo stesso momento. I brand di periferiche da gaming hanno certamente contribuito a rendere le meccaniche mainstream ma questo tipo di tastiere conferiscono realmente alcuni vantaggi concreti. In passato, inoltre, alcune delle feature più popolari nelle tastiere meccaniche moderne come la retroilluminazione, le macro e l'integrazione col game-state, non erano presenti. Si tratta invece di avere una tastiera ben costruita, confortevole da usare e che poteva essere personalizzata a fondo.

I nostri consigli includono alcuni modelli dotati delle features elencate qui sopra ed altri che ne sono privi ma tutti hanno un roll-over di almeno sei tasti, degli switch MX meccanici e l'opzione per il layout compatto.

La miglior tastiera meccanica da gaming: Fnatic Streak Pro - 129,99€

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La Fnatic Streak è una tastiera meccanica da gaming che include molte delle features extra che gli utenti apprezzano tanto come il poggia-polsi in falsa pelle staccabile, la retroilluminazione RGB completamente personalizzabile, il layout programmabile e un comando dedicato alla regolazione del volume. Oltre a questo è parecchio personalizzabile, consente di scegliere tra switch MX Rossi o Marroni ed è disponibile anche in versione tenkeyless. Come molte delle altre tastiere che vi consigliamo, è dotata anche di un layout standard che rende molto semplice trovare dei keycap sostitutivi, al contrario di altre tastiere popolari di Razer e Corsair.

La migliore tastiera meccanica economica: Qisan Magicforce - 39,99€

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Questa tastiera economica è diventata una scelta popolare tra i novizi che vogliono provare una meccanica per la prima volta. Il prezzo di soli 39,99€ è stato raggiunto puntando ad un layout compatto a 68 tasti che omette i tasti F dedicati e il numpad ma mantiene i tasti delle frecce. In combinazione con gli switch MX Marroni, avrete un feeling di scrittura ottimo senza il rumore degli MX Blu che potrebbe infastidire qualcuno. La tastiera non ha alcuna retroilluminazione ma il layout standard permette di installare facilmente dei keycap personalizzati se il bianco non vi aggrada particolarmente come colore. Tutto sommato si tratta di una tastiera eccellente che compie dei sacrifici per raggiungere un prezzo davvero concorrenziale.

La tastiera meccanica con il miglior rapporto qualità/prezzo: Cooler Master MasterKeys Pro S - 128,99€

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La MasterKeys Pro S viene venduta con un layout ergonomico tenkeyless e retroilluminazione RGB. Questa tastiera è dotata di switch tattili MX Marroni o lineari MX Rossi ed anche di un design pulito e minimale. Altre features dedicate al gaming come la registrazione delle macro sono presenti nonostante non ci siano tasti dedicati a questa funzionalità. Sono disponibili anche varianti meno costose con retroilluminazione a LED bianchi o con keycaps PBT più resistenti..

Le tastiere meccaniche hanno compiuto un percorso interessante, dalla loro origine storica, al periodo underground fino all'ascesa nell'ambiente mainstream grazie all'impegno di alcuni piccoli produttori di tastiere, ai fan delle meccaniche e ai pro-gamer di StarCraft II. Da allora, le tastiere meccaniche dei brand da gaming più importanti hanno accumulato una grossa lista di feature che giustificassero il prezzo tutt'altro che economico. Alcune di queste feature hanno una genuina utilità come i tasti dedicati ai social media o la retroilluminazione specifica per i singoli giochi mentre altre sono di dubbio valore come gli switch proprietari (non compatibili con i keycap standard) o la connettività cloud.

Fortunatamente, comunque, le tastiere budget che offrono veri switch meccanici sono diventate sempre più abbordabili, nel corso degli anni rendendo possibile per praticamente chiunque permettersi di acquistarne una. Al netto dalle specifiche tecniche e delle esigenze particolari, ci sono grosse possibilità che lì fuori ci sia una tastiera meccanica con il vostro nome scritto sopra.

Riguardo l'autore

Will Judd

Will Judd

Senior Staff Writer, Digital Foundry

A bizarre British-American hybrid, Will turns caffeine into technology articles through a little-known process called 'writing'. His favourite games are Counter-Strike, StarCraft and Fallout 2.

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