Vi siete mai chiesti, quando vi trovate in un ristorante in attesa di ciò che avete appena ordinato, cosa stia succedendo in cucina? Tra mille ordini, pentole e padelle sul fuoco e probabilmente un caldo torrido, i cuochi vanno avanti e dietro tra un bancone e l'altro di fretta e furia per cercare di accontentare tutti in modo rapido ed efficace. Un clima frenetico, che due anni fa Ghost Town Games ha pensato bene di replicare in modo incredibilmente divertente sotto forma di videogioco.

Overcooked lo conoscemmo come perla nascosta venuta a galla soprattutto quando finì come gioco gratuito sul PlayStation Network, dove un po' tutti si accorsero del suo potenziale. L'incredibile dinamicità di una cucina reale è stata riproposta in un gioco che costringe alla comunicazione nel mondo reale, dandoci un bel taglio con la quarta parete. Un grande successo, che oggi si ripropone con un secondo capitolo e con il rinnovato supporto di Team 17, publisher inglese storico, che ci ha sempre visto lungo con giochi un po' folli, sin dai tempi di Worms.

Capire perché Overcooked 2 abbia tanto potenziale nonostante una veste infantile che potrebbe facilmente allontanare i giocatori in cerca di titoli più accattivanti, è molto semplice. Chiamate un parente, un amico, la/il fidanzata/o e fate una partita: dopo un paio di minuti vi ritroverete a darvi indicazioni su quell'ingrediente che vi serve o su una pentola che sta per andare a fuoco, e sarà impossibile farlo senza che vi strappi almeno un sorriso. Molto probabilmente vi lascerete andare a più di qualche risata di gusto.

Il segreto di Overcooked e di questo seguito è mettervi in situazioni difficili, ovvero cucine costruite nei modi più disparati, con l'incombenza e l'urgenza degli ordini dei clienti che si accumulano e il ticchettio del timer che mette fine alla partita. Collaborare è quindi reso più che necessario: è fondamentale per superare un livello con le mance raccolte e senza troppi clienti arrabbiati. Cucinare più ricette insieme richiede coordinazione verbale tra i giocatori reali e velocità nei movimenti per i piccoli cuochi virtuali: ogni livello ha infatti un layout fatto apposta per creare ostacoli e rallentarvi nell'intento.

Se non avete giocato al primo capitolo basterà anche in questo caso poco per constatare che le cucine non sono proprio quelle tradizionali di un ristorante. Ghost Town questa volta ci porta nei posti più assurdi dove cucinare, come una mongolfiera ad alta quota o quella che sembra una scuola di magia, per fare un esempio, dimostrando una grande fantasia nella scelta e nel coordinare anche gli ostacoli allo stile del luogo. Nella scuola di magia avrete a che fare con scale che scompaiono o specchi per teletrasportarvi da quei funghi che stanno per bruciare, oppure dovrete aspettare che scatti il semaforo rosso per le auto che dividono le postazioni per affettare ingredienti dai vassoi dove impiattare, quando vi ritroverete a cucinare in mezzo alla strada.

Gli scenari sono tanti e ognuno ha delle caratteristiche uniche. Il bello è che la curva di difficoltà cresce in modo giusto e anche l'asticella della qualità dei livelli è tenuta sempre alta, sfida dopo sfida. A metà tra simulazione e puzzle game, comprendere gli scenari per sfruttarli al massimo non è mai banale, anche se non c'è un vero e proprio nesso tra le diverse cucine. Tutte sono però divertenti e impegnative, e il design riesce a sorprendere per i tanti strati di complessità che si aggiungono man mano. Il bello è che lo avvertirete sia dentro che fuori dal gioco, con i sorrisi iniziali che ben presto diventeranno ordini frenetici che vi scambierete con il vostro compagno di gioco, compresa qualche imprecazione per i camerieri più lenti. Si arriva fino a quattro giocatori, per un delirio a schermo che divertirà proprio tutti.

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Overcooked 2 vi mette ancora una volta nelle situazioni più assurde. Non fatevi distrarre, i clienti hanno poca pazienza!

Il problema delle modalità che si basano sulla storia del Re Cipolla, minacciato dal terribile Pane Malfermo tornato dalla tomba grazie alle parole citate sul Necrognammicon, è che la motivazione per avventurarsi in giro per il regno per superare tutte le sfide culinarie è piuttosto debole. Si passa di cucina in cucina senza un filo preciso dettato dalla narrativa, a parte quello di ottenere abbastanza mance per proseguire.

Come in un gioco di stampo mobile si va avanti fino alla fine con al massimo l'obiettivo di ottenere le tre stelle che simboleggiano il punteggio più alto. Ogni tanto si torna dal Re ma semplicemente per scambiare due chiacchiere e ritornare fuori sui fornelli di tutto il regno a spadellare. Non era e non è ancora oggi il punto forte del gioco, quindi dobbiamo accontentarci di sbloccare nuovi cuochi che non hanno un background specifico. Peccato, perché sarebbe bastata forse qualche scenetta animata in più per dare al tutto un altro sapore.

Tuttavia, essendo la cooperazione in locale e online il fulcro di Overcooked 2, non rimarrete delusi dalle tante modalità con cui divertirsi con gli amici. È anche per questo che tra tutte le versioni, è quella che gira su Nintendo Switch che la spunta come migliore. Un titolo che basa quasi tutto sui due giocatori in contemporanea è perfetto per essere portato in giro, pronto per condividere uno dei Joycon e dare il via alle sfide.

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In questo secondo episodio troveremo più cuochi, più ricette e più trabocchetti in cucina. Affilate i coltelli…

Riteniamo infatti che anche la maggiore risoluzione nativa delle controparti PC, PlayStation 4 e Xbox One perda il confronto con le maggiori soluzioni di portabilità e condivisione permesse dalla console della grande N. Chiaro però che Overcooked resta divertentissimo su tutte le piattaforme, e in tutte le occasioni in cui due controller, o anche quattro sono meglio di uno.

Il rovescio della medaglia è, come facile immaginare, un comparto single player che viene messo quasi in secondo piano. Essendo le meccaniche sempre le stesse, si controllano entrambi i cuochi alternandosi tra i due con la pressione di uno dei dorsali, ma svolgendo le medesime attività. È divertente imparare a scegliere il tempismo migliore per passare dall'uno all'altro e impegnarli in attività che ottimizzino il tempo a disposizione, mai però quanto il darsi indicazioni tra giocatori reali.

Mentre uno affetta, l'altro cuoce la pasta, mentre uno porta gli ingredienti, l'altro lava i piatti e così via. Un'entropia continua che in due assume accresce enormemente il livello di divertimento. L'esperienza in singolo non gode di modalità o meccaniche specifiche, il che spinge Overcooked 2 ancora verso la nicchia dei party game, seppur arrivando all'Olimpo di questo genere.

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Non si capisce bene perché il Re Cipolla ci mandi in giro per il mondo a cucinare per combattere la minaccia non-morta.

Overcooked 2, come il suo predecessore, vi serve un piatto ricco e gustoso, una portata per due che soddisferà anche i palati dei giocatori che diffidano dall'aspetto giocoso di tutta la produzione. Doppi sensi a parte, il gioco di Ghost Town e Team 17 merita davvero tanto credito per riuscire a proporre così bene un design che spinge alla collaborazione intensa in game e nella vita reale, adornato da un comparto grafico adatto, così come quello sonoro, entrambi validissimi a creare un'atmosfera che non lascia spazio a momenti morti e alla noia.

Forse non sarà il massimo nel lungo termine, complice una ripetitività che potrebbe palesarsi, ma resterà il gioco ideale da tirare fuori quando ci sono amici per casa o altri che magari non sono videogiocatori assidui. Aspiranti Cannavacciuolo fatevi avanti, la cucina è aperta proprio a tutti.

8 /10

Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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