Ubisoft lo aveva specificato in maniera piuttosto chiara al lancio di Assassin's Creed Origins. La serie, in attività dal lontano 2007, si affacciava a un momento di svolta. Il capitolo ambientato nell'Antico Egitto avrebbe messo un punto al passato di Assassin's Creed, ripartendo da nuovi stimoli, nuove idee e soprattutto nuove ambizioni. La bontà del nuovo corso è stata testimoniata dall'ottimo risultato di questo capitolo, in grado di innovare gli elementi tipici della serie e che la redazione di Eurogamer.it ha premiato con un sonoro 9 in sede di recensione.

A migliorare queste già ottime premesse, Ubisoft ha annunciato di voler abbandonare la cadenza annuale e di voler migliorare quei punti critici della saga che avevano reso Unity e Syndicate capitoli molto discussi dalla community. Considerando le aspettative alle stelle dei milioni di fan di Assassin's Creed, ha fatto un discreto scalpore la presentazione di Assassin's Creed Odyssey, nuova apparizione ambientata nella Antica Grecia in uscita a un anno esatto dal lancio di Origins, in barba alle promesse fatte dal publisher transalpino qualche mese prima.

La paura degli appassionati è ovviamente quella che la serie torni a proporre le stesse problematiche che sono congenite di un videogioco a cadenza annuale, eppure Assassin's Creed Odyssey vuole al contrario distinguersi con forza da tutti i capitoli precedenti del franchise, diventando l'Assassin's Creed più grande e più ambizioso di sempre. Siamo volati a Parigi per avere un lungo, ultimo assaggio del gioco prima della sua uscita, fissata per il prossimo 5 ottobre. E dopo quasi 6 ore di gioco, siamo pronti a spiegarvi i motivi che rendono questo rivoluzionario capitolo davvero unico nel suo genere.

Volendo innanzitutto sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, è importante spiegare come Odyssey non sia il frutto di uno sviluppo annuale, ma piuttosto di un lungo processo creativo avviato quando Origins non era ancora arrivato sugli scaffali di tutto il mondo. A dirigere i lavori troviamo Ubisoft Quebec, che ha naturalmente collaborato con le altre numerosissime divisioni dell'azienda. Ma al netto dell'incredibile ammontare di risorse destinate al progetto, com'è stato possibile sviluppare due Assassin's Creed di tale grandezza quasi parallelamente?

La nostra opinione è che le ambientazioni storiche di Odyssey e Origins, rispettivamente l'Antica Grecia e l'Egitto Tolemaico, siano talmente simili d'aver permesso a Quebec di concentrarsi su altri elementi della produzione che vanterà peculiarità mai viste prima nella saga.

Se foste vissuti in una caverna negli ultimi quattro o cinque mesi, ignorerete probabilmente il fatto che Assassin's Creed Odyssey proporrà, per la prima volta, elementi RPG all'interno di un Assassin's Creed. E non ci riferiamo all'ormai familiare albero delle abilità incluso anche in Origins, ma alla possibilità di influenzare l'esito di quest principali e secondarie con le nostre scelte, grazie a un inedito sistema di dialoghi a scelta multipla. Queste opzioni non solo saranno preziose per assumere un tono diverso in una conversazione, ma anche per prendere delle decisioni che avranno un impatto cruciale sulla trama principale, andando a modificare il finale stesso di Assassin's Creed Odyssey.

Lo slogan che Ubisoft ha scelto per promuovere questo capitolo non a caso è "vivi la tua Odissea", considerando che l'intera struttura narrativa del gioco è costruita sulle fondamenta della libertà di scelta del giocatore. Ci troviamo infatti nel 431 a.C., agli albori della Guerra del Peloponneso, quel conflitto che vide opporsi la Lega del Peloponneso, guidata da Sparta, alla lega delio-attica, guidata da Atene. A circa 400 anni dai fatti di Origins, la Confraternita degli Assassini non aveva assunto i contorni che conosciamo oggi, e proprio per questo il protagonista di Odyssey non sarà in alcun modo legato a essa.

Non saremo impavidi assassini guidati da una ferrea morale o da un credo, ma piuttosto dei semplici mercenari di umili origini spartane, in grado di scegliere pressoché liberamente quale delle due fazioni sostenere per tutto l'arco del conflitto. Ma si può davvero parlare di un solo protagonista? Una delle grandi novità di Odyssey consiste proprio nell'opportunità di scegliere se giocare l'intera avventura con Alexios o Cassandra, due personaggi dal tragico passato che si sono fatti una nuova vita nell'isola di Cefalonia. Le prime ore di gioco riguardano proprio la routine quotidiana della tranquilla isola ellenica, tra zuffe con i pezzi grossi del villaggio e piccoli incarichi per gli abitanti.

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Sparta contro Atene: chi sosterrete in Assassin's Creed Odyssey?

A questo primo segmento che si ambienta sull'isola di Cefalonia è assegnato il compito di spiegare l'incipt della trama e in fin dei conti l'azione vera e propria risulta centellinata, dato che saranno molto frequenti le cutscene e i dialoghi che riescono a caratterizzare il protagonista come raramente si era mai visto in un Assassin's Creed. Alexios e Cassandra sono dotati di una buona dose di ironia, anche se le loro reazioni alle diverse situazioni che ci troveremo ad affrontare sono nelle nostre mani, grazie al già citato sistema di dialoghi.

Non saranno presenti risposte giuste e sbagliate, o scelte buone e malvagie. Odyssey non offre invero alcun sistema di allineamento del personaggio, quindi si tratterà semplicemente di fare ciò che riteniamo sia meglio in quella determinata situazione. Una delle prime quest secondarie a Cefalonia ci offre un esempio più che calzante: incontriamo degli uomini che si accingono a giustiziare una famiglia, nel tentativo di impedire il contagio di una misteriosa piaga. Potremo scegliere di liberare con la forza i prigionieri, o di ignorare le richieste d'aiuto della famiglia. In ogni caso le nostre scelte avranno delle conseguenze, anche se ne scopriremo gli effetti solo proseguendo nel gioco.

Dopo questa lunga introduzione, che nella nostra prova ci ha tenuto impegnati per la bellezza di circa 3 ore, la storia di Odyssey prende una piega alquanto inaspettata e particolarmente avvincente, tanto che l'invito di Ubisoft a concentrarsi sulle quest principali prima dello scadere dell'hands-on è stato del tutto superfluo. A ingranare è anche la qualità dell'azione, poiché i combattimenti saranno molto più frequenti e impegnativi. Già nei primi scontri avevamo potuto saggiare qualche novità, ma con qualche livello in più è stato subito chiaro come Odyssey voglia innovare anche questo comparto.

Concettualmente il sistema di combattimento si posa sulle solide basi di quello del precedente capitolo, confermandosi fluido e dinamico come ce lo ricordavamo. Al grilletto e al dorsale destro sono assegnati rispettivamente gli attacchi pesanti e leggeri, mentre il tasto quadrato (o X, nella versione Xbox One) è quello dedicato alle schivate. A differenza di Bayek di Siwa, Cassandra e Alexios non potranno contare sull'uso dello scudo con il dorsale sinistro, che invece sarà adoperato per effettuare i parry e sfruttare le numerose abilità speciali a disposizione del protagonista.

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Le nostre scelte avranno un impatto non solo sulla trama principale, ma anche sulle vite degli NPC che incontreremo.

Avete letto bene, abilità. La componente ruolistica coinvolge infatti anche i combattimenti, con capacità uniche che si sbloccano all'interno dell'albero delle abilità e che possono essere assegnate a un tasto specifico, per essere utilizzate alla bisogna durante gli scontri. L'ormai rinomato calcio spartano, apparso in più di un'occasione nei trailer di Assassin's Creed Odyssey, fa parte di questo novero di skill che non include però solo spettacolari mosse di combattimento.

L'albero si divide in tre grandi categorie, tre diversi stili di gioco che potremo sviluppare per personalizzare secondo i nostri gusti le capacità di Alexios e Cassandra. Se le abilità del ramo Assassino sono ovviamente orientate alla furtività, quelle del ramo Guerriero influenzano il combattimento mentre migliorare lo stile Cacciatore garantirà una maggior efficienza dalla distanza. Del resto, a differenza di Origins avremo un solo arco a disposizione, che potrà scagliare una vasta gamma di frecce ottenibili attingendo ai giusti perk dell'albero delle abilità.

Ciascuno degli stili ha un determinato danno, che si applica quindi all'arco, all'arma bianca equipaggiata e alle uccisioni furtive con la lancia spezzata di Leonida, un potente artefatto che sostituisce la storica lama celata divenuta celebre grazie alla saga. Gli stili influiranno inoltre sulla scelta dell'equipaggiamento, in quanto ogni pezzo di armatura potenzia tramite un significativo buff le statistiche di uno degli stili. Ad esempio, indossare una cappa da Cacciatore garantirà un bonus ai danni dell'arco, mentre un elmo dello stile Guerriero migliorerà le nostre prestazioni in combattimento.

Potremo non solo personalizzare il nostro protagonista dal punto di vista squisitamente estetico, ma donargli ulteriore forza scegliendo quei pezzi in grado di conferire il giusto bonus per il nostro stile di gioco. Un grado di profondità mai visto, in un titolo della serie Assassin's Creed. Tornando alle abilità, queste sostituiscono l'ultra di Origins, che come nel precedente capitolo si ricarica con i colpi messi a segno, le schivate e i parry. Utilizzando una delle abilità si consuma una tacca, quindi sarà molto importante gestire con accortezza queste mosse speciali per sfruttarle al meglio.

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Le animazioni facciali del protagonista e dei personaggi secondari sono di assoluto livello.

Rimasti fortemente entusiasti dal gameplay "a piedi", ciò che forse ci ha lasciato perplessi è stata la navigazione, che abbiamo potuto provare di sfuggita nell'ultima parte della demo a nostra disposizione. Il Mar Egeo sarà grande protagonista di Odyssey, tenendo a mente che buona parte della mappa è sommersa dal mare, ma l'esperienza al comando dell'imbarcazione ci è sembrata piuttosto elementare, ricalcando quella già inclusa in alcune missioni di Origins. Se in quel caso si trattava di semplici intermezzi, nel nuovo capitolo dev'essere combattuta via mare un'intera guerra e ci saremmo aspettati passi in avanti più consistenti rispetto alle missioni del precedente Assassin's Creed.

Chi ha amato Black Flag potrà invece notare una significativa involuzione nella gestione di alcuni aspetti della navigazione, primo tra tutti il sistema di abbordaggio, semplicemente imparagonabile a quello del capitolo ambientato nei Caraibi. Una volta ridotta a zero la salute di un vascello nemico, l'abbordaggio consisterà nella semplice eliminazione della ciurma avversaria, un procedimento che con tutta probabilità risulterà presto ripetitivo. L'unico elemento in grado di ravvivare il nostro interesse per la navigazione è quello relativo alla ciurma, che potrà essere ampliata rapendo i nemici storditi o con ufficiali di alto rango che concedono bonus alle prestazioni della nave.

Gli unici elementi che sono riusciti a ravvivare il nostro interesse per la navigazione sono quelli relativi alla ciurma e al potenziamento del veliero, che come accadeva in Black Flag potrà essere migliorato nelle sue componenti oltre che personalizzato dal punto di vista estetico. La schermata del menù dedicata a questi potenziamenti include sei slot, che riguardano tanto la solidità dello scafo quanto le componenti offensive della barca come gli arcieri e i lancieri. La ciurma può inoltre accogliere degli ufficiali di alto rango, ben quattro allo stesso tempo, che concedono cospicui bonus alle prestazioni della nave.

Al culmine della demo ci è stato presentato un peculiare quanto attraente meccanismo con il quale verrà gestita la costante lotta di potere tra Sparta e Atene, legato a doppio filo alle battaglie campali che Ubisoft ha presentato nei trailer del gioco mostrati fino a questo momento. Come in Origins, il mondo di Assassin's Creed Odyssey sarà diviso in regioni, che saranno naturalmente contese tra i due schieramenti. Fatta eccezione per alcuni rari casi, potremo scegliere volta per volta quale delle due forze sostenere per il controllo della regione, cercando di ridurre l'influenza degli avversari attraverso svariate operazioni di sabotaggio.

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Le battaglie campali faranno innamorare più di qualche appassionato della serie.

Raggiunto questo obiettivo, il controllo dell'intero territorio si giocherà con una imponente battaglia campale, con decine e decine di nemici su schermo che combattono tra loro fino alla morte. Oltre al fatto di trovarsi al centro di un vero e proprio campo di battaglia, quello che ci ha lasciato senza parole è l'incredibile semplicità delle meccaniche di questi epici scontri tra eserciti.

Nessun arzigogolo, nessun bizzarro espediente, dovremo solo sconfiggere il maggior numero di soldati avversari prima che l'esercito per cui stiamo lottando esaurisca a sua volta le forze in campo, nel clamore generale provocato dalle lance che si spezzano contro gli scudi e dalle spade che s'infrangono tra loro. Un'esperienza assolutamente immersiva, che non vediamo l'ora di giocare nuovamente al lancio di Odyssey.

Infine, abbiamo potuto provare con mano (e sulla nostra pelle) i mercenari, l'equivalente dei phylakes di Origins che tornano però in una veste decisamente inedita. Ogni azione violenta come rubare e uccidere civili o soldati ci farà guadagnare l'attenzione di questi letali antagonisti, ciascuno dotato di un background narrativo e con i propri punti di forza e debolezze. Alle prese con le prime fasi di gioco siamo stati costretti a pagare le taglie dei mercenari in più di un'occasione, per evitare di essere costantemente braccati da questi nemici, che per giunta avranno spesso un livello superiore al nostro.

I mercenari sono infatti molto diversi dai phylakes, che percorrevano rotte prestabilite e attaccavano solo se disturbati. Questi nuovi avversari si dimostreranno molto caparbi e aggressivi nella loro caccia, arrivando a disturbarci mentre svolgiamo missioni o azioni furtive. Un meccanismo che secondo noi andrebbe perfezionato, poiché arriva molto presto a frustrare il giocatore mentre svolge incarichi delicati e di una certa importanza. A causa poi della loro letalità, non avremo altre opzioni nell'immediato se non quella di fuggire e pagare noi stessi la taglia, un comportamento non del tutto in linea con il carisma del nostro mercenario ellenico.

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Rafforzare la nostra nave sarà decisivo per diventare i padroni incontrastati del Mar Egeo.

Dal punto di vista grafico, Odyssey prosegue il buon lavoro svolto dal team con Origins presentando un comparto grafico di tutto rispetto, offrendo panorami e paesaggi sbalorditivi sulla PS4 Pro della nostra postazione. Il gioco pone l'accento sulla narrazione con ore e ore di dialoghi interattivi, e proprio per questo gli sviluppatori hanno voluto investire tantissimo sulle animazioni facciali di Alexios, Cassandra e degli altri personaggi ricorrenti. La differenza rispetto ai precedenti episodi è evidente, e a beneficiarne è prima di tutto la caratterizzazione del protagonista il cui volto ora esprime una gamma di emozioni molto credibili. Il risultato è che Alexios, che abbiamo scelto all'inizio della demo, ci è sembrato in sole poche ore uno dei protagonisti migliori dell'intera serie.

Posando il controller una volta conclusa la demo, cercando di fare un bilancio mentale dell'intera esperienza, siamo stati colti da una certa frustrazione: avevamo di fronte l'Assassin's Creed più grande mai realizzato, e non poter proseguire oltre è stato quasi doloroso. La demo ha mostrato il fianco a qualche sbavatura ma l'impianto nel suo complesso è convincente e trascinante, e siamo sicuri che lascerà sbalorditi i veterani della serie. La nostra curiosità è a mille, le aspettative alle stelle: Assassin's Creed Odyssey riuscirà a soddisfarle?

Riguardo l'autore

Gianluca Musso

Gianluca Musso

Redattore

Si è appassionato ai videogiochi grazie al capolavoro Monkey Island, oggi massacra NPC nei GDR Bethesda. Qualcosa dev'essere andato storto!