Gigabyte Aorus RGB Memory DDR4 - recensione

Che ci fanno due moduli finti dentro alla confezione?

Non è di certo un segreto che tra il 2017 e il 2018 il prezzo delle RAM sia schizzato alle stelle, in particolare le relativamente nuove DDR4 che, ormai da qualche anno, hanno soppiantato le DDR3. Fortunatamente negli ultimi mesi la situazione sembra essere migliorata, ma l'ingresso in campo di un nuovo giocatore come Gigabyte non può comunque che far ben sperare: gli utenti gradiscono sempre la concorrenza.

Peccato però che le principali aziende che realmente producono i moduli di memoria RAM siano sostanzialmente tre: Micron Technology, SK Hynix e Samsung. Le Aorus RGB, da noi qui recensite, montano proprio i moduli di quest'ultimo produttore, in particolare i cosiddetti Samsung B-Die e questo non può che essere considerato un punto a favore per Gigabyte.

Il produttore taiwanese ha scelto di debuttare nel mercato delle memorie RAM DDR4 con due moduli da 8GB l'uno (per un totale di 16GB), caratterizzati da una frequenza di 3200 MHz, timing di 16-18-18-38 e voltaggio a 1.35V.

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Le memorie Aorus RGB in tutto il loro splendore.

Ovviamente, come s'intuisce dal nome, le RAM di Gigabyte sono pensate per un pubblico enthusiast che smanetta sul proprio PC non solo per ottenere le migliori prestazioni, ma anche affinché il risultato finale sia esteticamente entusiasmante. Non a caso la scocca che ricopre i moduli è illuminata per tutta la lunghezza da diversi LED RGB, nascosti dietro ad una striscia di plastica bianca e semi-opaca.

Se doveste comprare le due memorie Aorus RGB Memory da 8GB, aprendo la confezione, vi trovereste però davanti a quattro (e non due) moduli. Il motivo è presto spiegato: due dei quattro moduli sono finti e quindi totalmente inutili ai fini prestazionali, ma perfetti per non lasciare vuoti due tristi e bui slot della nostra colorata macchina da gioco.

Si tratta di una novità assoluta, geniale nella sua banalità, che riteniamo possa essere presto adottata anche da altri produttori di RAM. Come mai nessuno ci ha mai pensato prima? Vi ricordiamo, infatti, che il target a cui questo genere di RAM è rivolto è, già di partenza, interessato all'estetica della macchina (altrimenti non avrebbe senso acquistare moduli con illuminazione RBG) e quindi un extra di questo tipo nella confezione risulta quasi rivoluzionaria.

In questo video ufficiale potete dare un'occhiata alle opzioni di personalizzazione RGB offerte dal software Fusion.

Se infatti un "modder" volesse riempire tutti gli slot per le RAM, senza lasciare dei buchi, sarebbe costretto ad acquistare ben quattro moduli da 8GB (non ci risulta infatti esistano moduli RGB da 4 GB): facendo lievitare notevolmente i prezzi a fronte di un quantitativo di memoria (32GB) sostanzialmente inutile nei giochi di questa generazione.

Va però anche detto che il prezzo delle memorie Aorus RGB si attesta sui 240 Euro: una cifra superiore almeno di €60 rispetto alle RAM RGB della concorrenza, come le Corsair Vengeance e le G.Skill Trident. Una differenza che a qualcuno potrebbe far venire voglia di spendere qualcosa in più per costruire una macchina a prova di futuro.

Tornando a parlare del profilo estetico, l'headspreader in alluminio che dissipa e ricopre le memorie è di un elegante color argento scuro e satinato. Per modificare i colori dell'illuminazione RGB è invece necessario installare il software Aorus Fusion o Fusion Link (per chi non ha una scheda madre Gigabyte), che consentono di gestire tutti gli hardware RGB della linea Aorus.

Per dare un'occhiata a tutte le possibilità di personalizzazione offerte dal programma, vi invitiamo a dare un'occhiata al video ufficiale qui allegato. Noterete subito che il software non brilla di certo per la semplicità e la bellezza dell'interfaccia utente ma al, contrario, sembra piuttosto datato. In ogni caso, Fusion svolge egregiamente la propria funzione, anche se avremmo preferito una maggiore libertà di personalizzazione.

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Quanto sarebbe triste la nostra scheda madre così?

Dal punto di vista prestazionale, abbiamo testato le memorie Aorus RGB Memory con la nostra configurazione dotata di processore Intel Core i5-7500 e scheda grafica GeForce GTX 1070 Xtreme Gaming 8G di Gigabyte (sì, purtroppo abbiamo dovuto installare due software separati per gestire l'illuminazione della scheda video e delle RAM) montati su una scheda madre Z370 Gaming Plus di MSI, compatibile con RAM DDR4 oltre a 4000MHz.

Come ci aspettavamo, le memorie Aorus RGB hanno funzionato egregiamente ottenendo ottimi risultati in gioco, ma anche quando le abbiamo messe sotto stress con AIDA64. Siamo anche stati in grado di overclockarle fino ad un massimo di 3600MHz: un salto di 200 MHz che difficilmente può portare ad evidenti miglioramenti prestazionali su qualunque gioco ma che per i feticisti delle configurazioni spinte, sono comunque un plus degno di nota.

In definitiva, Gigabyte ha debuttato nel mercato delle RAM con un modello di memorie di alto livello pensate per un pubblico enthusiast che non cerca solo ottime prestazioni, ma vuole avere una macchina da gioco esteticamente impeccabile. Peccato solo per il prezzo, che risulta essere abbastanza alto rispetto alle memorie della concorrenza con specifiche tecniche analoghe. Quello che auspichiamo, quindi, è che Gigabyte decida di ridurre il prezzo consigliato delle memorie Aorus RGB, in modo da renderle un prodotto essenziale per qualunque PCista che vuole vedere brillare la propria macchina da gioco perché le prestazioni sono ottime, ma a livello estetico sono una vera manna per gli artisti del case.

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'Ŕ avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora Ŕ rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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