In questi anni abbiamo potuto assistere a come il fenomeno dei giochi di carte sia dilagato a macchia d'olio, coi vari Magic ed Heartstone che hanno aperto la strada a un genere che, un tempo, era unicamente limitato alla forma fisica. Tra le varie novità che abbiamo avuto modo di provare alla Milan Games Week era presente anche l'italianissimo team Moonwolf Entertainment con il suo Majestic: The Card Game che, ovviamente, abbiamo provato per voi.

Occorre fare una premessa: se il gioco vi ricorda Triple Triad, il card game contenuto all'interno di Final Fantasy VIII, è perché il titolo è effettivamente ispirato ad esso. Anzi, la meccanica di base è pressoché la medesima. Majestic però è decisamente più profondo e strategico di quanto ad una prima occhiata possa sembrare e la conoscenza approfondita delle sue meccaniche, il saper sfruttare poteri elementali e carte equipaggiamento nel momento opportuno, fa la differenza più spesso di quanto si creda.

I giocatori possono realizzare i mazzi a loro totale piacimento inserendo un totale di 20 carte creatura e 10 carte equipaggiamento. Le carte sono suddivise in Comuni, Non Comuni, Rare, Epiche, Mitiche e Leggendarie. Al momento sono disponibili centocinquantuno carte creatura, quarantanove equipaggiamenti e sette diverse plance in cui ambientare gli scontri, le quali avranno diversi elementi disposti sulle caselle.

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Potremo personalizzare i mazzi, scegliendo per quale League crearli.

Il gioco a inizio partita pescherà automaticamente cinque creature e tre equipaggiamenti tra le carte che compongono il Grimorio, e saranno le uniche che avremo a disposizione durante la partita. Potremo contare su un mulligan ad inizio partita per eliminare dalla nostra mano le carte che non ci soddisfano ma, una volta avviata la sessione, non avremo modo di ottenerne altre perciò sarà meglio sfruttare questa possibilità saggiamente.

Le carte equipaggiamento sono assai interessanti: dovremo assegnarle prima di giocare la nostra creatura e ci serviranno per potenziarne le statistiche d'attacco o conferirle un potere elementale. I poteri elementali sono sette e hanno sostanzialmente due utilizzi; posizionando ad esempio una creatura con elemento fuoco su una casella dello stesso elemento, essa riceverà un bonus a tutti i suoi valori d'attacco. Diversamente potremo scegliere di giocarla su una casella con un elemento differente, e causare una collisione elementale che farà ruotare in senso orario i valori d'attacco fino ad un massimo di quattro volte, rischiando magari di ribaltare l'epilogo della partita.

Alcune creature possiedono già di base un'affinità elementale oppure è possibile assegnargliene una tramite le carte equipaggiamento. Queste affinità, in tutto sette, possono essere sfruttate anche per potenziare permanentemente le creature posizionandole sulla casella della tabellone con lo stesso elemento.

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Gli equipaggiamenti se usati con saggezza potrebbero ribaltare il risultato dello scontro.

Il campo di gioco, o plancia, è una griglia 3x3 dove ad ogni turno potremo posizionare una sola delle nostre creature, dopodiché la mano passerà automaticamente all'avversario che cercherà di conquistare le nostre creature, e totalizzando un punteggio maggiore del nostro per poter vincere la partita.

Il funzionamento è abbastanza semplice: la creatura che giocheremo avrà la meglio, cioè conquisterà quelle adiacenti con la possibilità di scatenare una reazione a catena, se e solo se il suo valore di attacco sarà maggiore di quello delle altre creature poste ai suoi lati; in caso contrario, l'attacco verrà bloccato e resterà in possesso del giocatore avversario.

Posizionare strategicamente le nostre carte, scegliendo con cura in quale casella di gioco inserirle, valutando pro e contro ma sopratutto tenendo in considerazione i valori di attacco delle carte dell'avversario, sarà di fondamentale importanza. La novità più interessante è però la totale trasparenza della mano avversaria, che permette di studiare al meglio le nostre mosse, e quindi decidere se giocare aggressivamente o stare sulla difensiva, alla ricerca della strategia ottimale.

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Potremo sfruttare il potere elementale entro tre turni dopo di che si disattiverà e sarà inutile.

Gli scontri sono molto rapidi: un turno dura al massimo ottanta secondi, al termine del quale viene giocata in automatico una delle carte creatura, con la mano che passa poi all'avversario. Questo sta a significare che una partita a Majestic non può durare al massimo più di dodici minuti, ma considerando che raramente si utilizzerà tutto il tempo a disposizione per il proprio turno, la durata sarà nettamente inferiore.

L'idea di Majestic è tanto semplice quanto a nostro parere efficace, ed è un gioco con dinamiche molte veloci ma estremamente strategico. Non va pensato come una copia del minigioco di Final Fantasy VIII ma come un'evoluzione dello stesso. Majestic si basa sostanzialmente sull'abilità del giocatore di prevedere le mosse dell'avversario, dimostrandosi semplice ma allo stesso tempo punitivo. Posizionare con disattenzione una carta, non sfruttare il potere elementale o gli equipaggiamenti, mina drasticamente le possibilità di vittoria.

Majestic al momento è in fase Alpha e sarà prima disponibile gratuitamente su PC via Steam. Seguiranno poi le versioni per console e smartphone. Difficile dire se sul lungo periodo il gioco continuerà ad essere interessante ma quello che abbiamo provato alla Milan Games Week ci ha soddisfatto e le basi per un prodotto intrigante ci sono tutte.

Riguardo l'autore

Thomas Guidetti

Thomas Guidetti

Redattore

Borgomanerese di nascita, Gattinarese nel cuore. Uno zio malvagio ha rubato due braccia all'agricoltura regalandogli un Master System tanti anni fa.

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