Quando si pensa al wrestling su console e su PC, la mente va necessariamente a Yuke's e nella storia di questa industria, esempi come quello dello studio con sede a Osaka non ce ne sono poi molti. Parliamo di una software house che da oltre vent'anni si occupa dello stesso genere, anche se per publisher diversi.

A partire dai primi anni 2000 il team ha cominciato a lavorare sulla licenza della WWF, la federazione di wrestling che si è poi trasformata nella WWE che conosciamo oggi e per la quale continua a sviluppare videogiochi, prima sotto l'ala di THQ e da qualche anno per 2K Sports.

Al netto di questo colossale bagaglio di conoscenze che può vantare solamente uno studio che da due decadi produce wrestling virtuale, i titoli della serie WWE di THQ ma anche quelli usciti nell'era di 2K non sempre sono riusciti a migliorarsi anno dopo anno, mostrando anche delle involuzioni rispetto ai precedenti capitoli del franchise.

Avviando per la prima volta il nuovo WWE 2K19, disponibile dal 5 ottobre per PS4, Xbox One e PC, abbiamo scoperto un cauto ottimismo per un capitolo che eravamo certi avesse delle ambizioni decise, e che aveva il preciso compito di risollevare la serie dopo WWE 2K18, videogioco poco apprezzato per il nome che porta.

Con 2K19 era quindi chiaro che 2K Sports avrebbe calato tutti gli assi della sua manica, e abbiamo ricevuto conferma a queste nostre aspettative già a settembre, quando siamo volati a Londra per un primo assaggio del nuovo capitolo. Alcuni elementi, come la rinnovata campagna single player "La mia Carriera", dovevano essere necessariamente approfonditi in sede di recensione, ed eccoci qui a raccontarvi tutto del titolo della serie WWE forse più ambizioso di sempre.

Come da previsioni, fin dalla schermata principale il gioco vuole subito mettere in chiaro che quest'anno le cose sono state fatte bene, proponendo un'offerta contenutistica che, come abbiamo descritto nel nostro precedente provato, può essere definita "enciclopedica". Se non ci aspettavamo niente di meno dalla classica quanto ricchissima modalità Esibizione e da un roster che include oltre 200 wrestler, il ritorno della modalità Showcase e una Carriera mai così curata ci hanno piacevolmente sorpreso, alzando l'asticella della produzione già a partire dal suo stesso menù principale.

Prima però di lanciarci nella disamina delle modalità di gioco, è importante dedicare qualche paragrafo al gameplay tra le corde, che ricalca nella sua interezza quello proposto dai precedenti capitoli anche se con qualche fresca novità. Lo schema dei comandi è lo stesso di 2K18, con i lottatori che hanno a disposizione un vasto novero di mosse e prese in base alla posizione assunta dall'avversario (se ad esempio è a terra, in piedi o riverso a uno degli angoli). Nell'economia di un incontro, come succedeva in passato, assumono un'importanza cruciale i reversal, delle contromosse disponibili in numero limitato che possono essere eseguite al momento giusto per rispondere a un attacco del lottatore avversario.

Proprio come nel wrestling vero e proprio, se uno dei due contendenti concatena sapientemente diversi tipi di colpi sarà molto difficile rialzarsi e rispondere senza essere vittime di ulteriori prese, quindi i reversal sono l'unico modo per sfuggire alla dominazione del nemico. Yuke's deve aver trovato questo meccanismo forse troppo delicato considerando la sua importanza, e per questo presenta in WWE 2K19 le nuove abilità Payback, degli speciali perk che possono essere scelti all'inizio dell'incontro e che hanno le potenzialità di ribaltare l'esito di un combattimento che stava andando nel verso sbagliato.

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Il gameplay rimane saldamente ancorato a quello delle precedenti apparizioni, anche nelle numerosissime varianti di incontri.

Le abilità Payback di colore giallo, più facili da caricare ma anche meno potenti, sono 6 e tra loro troviamo quelle che garantiscono un reversal aggiuntivo o un reversal automatico, ma anche alcune che migliorano per un breve periodo le statistiche del personaggio. Le Payback rosse hanno invece un impatto molto più significativo sull'andamento del match, poiché utilizzandole riceveremo ad esempio una mossa finale extra o un buff all'adrenalina.

WWE 2K19 offre quindi la possibilità di personalizzare anche questo aspetto del combattimento, per la felicità dei giocatori più tecnici del franchise che sapranno preferire la Payback giusta in base al proprio lottatore e a quello avversario.

Tutto sommato, una volta che si è fatto pratica con le reversal e con le prese giocare a WWE 2K19 diventa un sincero piacere, un po' per il lunghissimo catalogo di mosse a disposizione dei lottatori e un po' per la libertà del giocatore di poter indirizzare lo scontro in base alle sue preferenze, grazie al sistema di trasporto dell'avversario introdotto nei precedenti WWE. Rimangono secondo noi alcune lacune sul fronte dell'intelligenza artificiale, non sempre reattiva, e sulla qualità delle animazioni nelle fasi più concitate, quando una presa effettuata in determinate situazioni costringe i corpi dei lottatori a incontrarsi in maniera innaturale.

Il gameplay prosegue perciò sui rodati binari del passato con qualche piccola miglioria, ma senza involuzioni che sarebbero state difficili da accettare. A sostenerlo troviamo tantissime modalità di gioco per tutti i gusti, un'offerta contenutistica che difficilmente trova paragoni nella storia di Yuke's. La novità più significativa è rappresentata dal ritorno di Showcase (Presentazione, nella versione in Italiano), una modalità che ripercorre le gesta di leggendari wrestler del passato che in 2K18 era inspiegabilmente assente.

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Tornano nella Carriera gli eventi Promo, nei quali potremo indirizzare la conversazione con alcune opzioni di dialogo.

Presentazione si concentra sulla fantastica storia di Daniel Bryan, tre volte detentore del WWE Championship con una carriera costellata di infortuni ma anche di importanti successi. Dovremo ripercorrere i momenti salienti del suo percorso nella federazione di wrestling più importante al mondo, giocando quei match che hanno segnato non solo la vita di Bryan, ma anche quella di tutti i suoi fan. L'accuratezza dei match storici è impressionante, tanto nei dettagli dei lottatori che indossano gli stessi completi quanto nella cornice di pubblico che avvolge il ring.

Gli incontri chiederanno al giocatore di effettuare delle combinazioni di mosse in modo tale che il combattimento possa andare esattamente nel modo in cui si svolse l'originale. Quando si completa uno di questi obiettivi viene spesso riprodotta una cutscene che mostra interi spezzoni del match, talmente fedeli che sembra di assistere all'incontro vero e proprio.

La modalità gode di un taglio narrativo grazie alla voce di Bryan, che attraverso degli emozionanti video che separano ciascun capitolo di Presentazione racconta innanzitutto sé stesso, svelandoci il suo lato umano nascosto sotto la dura corazza da wrestler professionista. Una modalità che saprà strappare qualche lacrima ai fan veterani della WWE, e che farà innamorare di Bryan i neofiti che non lo conoscevano.

Quella che però è la colonna portante di qualsiasi titolo della serie WWE 2K è naturalmente La Mia Carriera, con la quale è possibile creare dal nulla il nostro lottatore e portarlo progressivamente ai vertici della federazione. Muovendo i primi passi nella Carriera incontriamo l'approfondito editor del personaggio, che include centinaia e centinaia di personalizzazioni con cui rendere davvero unico il proprio protagonista, anche se quasi tutti i capi sono inaccessibili in un primo momento e devono essere necessariamente sbloccati in seguito.

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L'albero delle abilità è davvero profondo e consente di specializzare il lottatore in specifiche competenze.

Non si tratterà di decidere solo l'aspetto esteriore del lottatore ma anche il suo stile di combattimento tra Tecnico, Gigante, Possente, Cruiser e Picchiatore. Questi cinque stili influenzano non solo il set di mosse a cui il wrestler ha accesso, ma una larga gamma di altri fattori come la sua camminata, la velocità con cui entra o esce dal ring e tanto altro ancora. Ad esempio, uno degli elementi che verrà rivoluzionato da questa scelta è il lunghissimo albero delle abilità del lottatore, che scalando i suoi gradi si migliora nei tre rami dell'Attacco, del Corpo e della Difesa.

I giocatori non solo possono modificare l'aspetto del personaggio, le sue abilità Payback, il suo stile e le sue mosse, ma anche rendere adatte le sue capacità al proprio stile di gioco assegnando manualmente i perk dell'albero delle abilità. Questo propone inoltre tre varianti: la prima è quella di cui vi abbiamo parlato nel precedente paragrafo e la seconda riguarda invece quei comportamenti buoni o malvagi che il personaggio adotta nella Carriera. La terza variante, Sovraccarico, offre perk unici che miglioreranno sostanzialmente le prestazioni del wrestler tra le corde.

Confermato l'aspetto del lottatore e assegnati i primi punti nell'albero delle abilità, ci siamo lasciati prendere dalla curiosità e abbiamo avviato La mia Carriera, ansiosi di scoprire se gli importanti passi in avanti scoperti durante la prova a Londra si sarebbero mantenuti tali anche a modalità inoltrata. Siamo stati accolti da una cutscene che ha sottolineato subito il risoluto cambio di passo che 2K e Yuke's hanno voluto imprimere a questo comparto, che in 2K19 è molto più curato e orientato alla narrazione.

Gran parte delle prime ore di gioco de La mia Carriera sono infatti spese a osservare lunghi filmati nei quali il nostro lottatore cerca con le unghie, con i denti e con la sua ostinata ironia di abbandonare la sconosciuta federazione di wrestling che detiene il suo contratto, in favore di palcoscenici ben più luminosi e importanti. La storia dà tutta l'impressione di essere scritta molto bene, e lo testimonia l'ottima caratterizzazione non solo del protagonista ma anche degli NPC che lo circondano in questa prima fase.

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Nel gigantesco roster di WWE 2K19 trovano spazio le immancabili Divas, spesso più interessanti dei wrestler maschili.

La magia tende a scomparire quando arriva l'attesa grande occasione col passaggio in WWE, poiché l'interessantissima trama dell'ambizioso quanto disperato wrestler di quartiere viene sostituita da quella più classica delle faide e delle lotte intestine al roster degli show Smackdown e Raw. Con nostro dispiacere, ci siamo inoltre resi conto che la storia del protagonista è già decisa in partenza e che potremmo condizionarla solo in minima parte: anche nella Carriera ogni match ha dei precisi obiettivi da completare e il game over non ci farà perdere l'agognato titolo o il match della vita, ma costringerà soltanto a ripetere da capo l'intero incontro.

Una parvenza di libertà di scelta è data dal rudimentale sistema di dialoghi a scelta multipla, che coinvolge anche gli eventi Promo che tornano in questa edizione. Dopo qualche tempo alle prese con le scelte dei dialoghi, è chiaro che preferire una o l'altra opzione non ha effetti incisivi sul destino del nostro wrestler. Insomma, WWE 2K19 non è e non vuole essere un RPG , quindi in fin dei conti ci accontentiamo degli evidenti miglioramenti dal punto di vista della narrazione soprattutto perché non corrispondono a delle mancanze in altre sezioni della modalità.

Al netto dei piccoli difetti elencati finora, La mia Carriera di WWE 2K19 è sicuramente quella più interessante presentata da 2K Sports da un po' di tempo a questa parte, tanto per l'accento sulla narrazione quanto per la mole di contenuti inclusi nella modalità, che offre inoltre il corposo comparto online Road to Glory con il quale competere in una moltitudine di eventi multigiocatore che terranno impegnati a lungo gli utenti più agguerriti. Se il gioco riesce a staccarsi per qualità dal precedente lo deve proprio a La mia Carriera, che nonostante qualche incertezza non ha paragoni con le altre. Questa è, all'infuori di ogni dubbio, la traccia su cui gli sviluppatori dovrebbero secondo noi proseguire in futuro.

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L'accuratezza dei match Presentazione è semplicemente impressionante.

Quando parlavamo di offerta enciclopedica non lo facevamo a caso e non può essere che il numero delle modalità si possa fermare qui. A completare l'offerta troviamo Universe, che mette il giocatore al comando della federazione e dei suoi tanti show da gestire nei minimi dettagli, ma anche la nuova Le Torri 2K, orientata a quei veterani del franchise alla ricerca di una vera sfida. In questa modalità dovremo vincere a catena una serie di incontri sempre più difficili e con regole particolari, in cambio di preziosissime ricompense. Tutti i contenuti subiscono una rotazione settimanale e solo completandone la maggior parte si avrà accesso alle sfide mensili di Le Torri 2K.

Nota di merito per il classico comparto Esibizione, che torna in WWE 2K19 offrendo decine di tipologie di match che vanno dal semplice 1 contro 1 agli incontri a squadre, fino a quelli nelle gabbie di Hell in a Cell e i Ladder Match di Money in the Bank. In definitiva, qualsiasi tipo di match che sia stato protagonista di uno degli show WWE è presente in Esibizione e non lo neghiamo, uno dei divertimenti del gioco sarà provare ciascuna di queste curiose formule perché no, magari in compagnia di uno o più amici nel multigiocatore in locale.

Le modalità perderebbero gran parte del loro fascino se non fossero supportate da un roster di wrestler adeguato e WWE 2K19 spazza violentemente il campo da dubbi mettendo in gioco oltre 200 lottatori, tra i quali spiccano non solo le star della WWE di oggi ma anche quelle del glorioso passato della federazione.

Alcuni personaggi, data la loro importanza, sono addirittura disponibili in più di una versione, ciascuna dedicata a momenti diversi della loro carriera. Ci sono davvero tutti, compresi quelli che hanno illuminato l'infanzia di chi vi scrive: Rey Mysterio, Eddie Guerrero, The Rock, Undertaker, Batista, e potremmo davvero continuare per paragrafi e paragrafi.

Elaborando il nostro provato, vi avevamo parlato di un comparto tecnico per certi aspetti non all'altezza dei tempi, soprattutto in relazione ai wrestler meno famosi e a quelli realizzati con l'editor della Carriera. Nonostante la prova e questa recensione riguardino la stessa edizione, quella per Xbox One X, a distanza di un mese dobbiamo segnalare corposi miglioramenti della versione finale di WWE 2K19 dal punto di vista grafico. Certo, le star di nicchia e quelle uscite dall'editor continuano a essere poco convincenti ma la maggior parte dei lottatori è stata realizzata con estrema cura, toccando picchi mai raggiunti prima dalla serie quando parliamo della qualità dei lottatori più conosciuti.

A questo si aggiunge una fluidità importante che rimane costante anche nei momenti più concitati dei match, un'illuminazione di livello e tanti altri piccoli dettagli curati (come il pubblico) che alzano l'asticella della produzione. Niente da dire poi sul comparto sonoro, tra cui spicca il doppiaggio dei wrestler originali nella Carriera e una colonna sonora di tutto rispetto composta da decine di tracce. Come già detto in precedenza, a deludere sono alcune animazioni e soprattutto l'IA dei lottatori, che utilizzando semplici stratagemmi possono essere facilmente sconfitti anche da un neofita.

WWE 2K19 è uno dei migliori capitoli della serie e sorprende che lo sia perché banalmente si limita a risolvere quei lampanti problemi sofferti dai precedenti capitoli. Con un roster mai così completo, un'offerta contenutistica tornata al suo vecchio splendore e un gameplay con netti margini di miglioramento ma divertente e godibile, 2K19 è una vera enciclopedia di questo sport, consigliatissima a chi ami il wrestling e la WWE. La speranza è che la forte ambizione che Yuke's e 2K Sports hanno impresso a questa iterazione possa estendersi a quelle future, ma nell'attesa sarà meglio preparare l'olio, i polsini e le ginocchiere: WWE 2K19 ci sta aspettando al centro del ring e sembra che non veda l'ora di divertirsi con noi.

8 /10

Riguardo l'autore

Gianluca Musso

Gianluca Musso

Redattore

Si è appassionato ai videogiochi grazie al capolavoro Monkey Island, oggi massacra NPC nei GDR Bethesda. Qualcosa dev'essere andato storto!

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