Il capolavoro che non ti aspetti: non troviamo un modo migliore per descrivere in breve Astro Bot: Rescue Mission. Avreste mai scommesso un euro sul fatto che il genere platform potesse funzionare su PlayStation VR? Noi sì ma non perché abbiamo particolari facoltà medianiche. Semplicemente avevamo giocato quella piccola gemma che risponde al nome di Playroom VR (se non l'avete scaricata, FATELO). All'interno di quella deliziosa compilation di mini-games era contenuto quello che può essere ora considerato una versione embrionale di quest'ultima fatica Sony Japan.

Di solito le esperienze di realtà virtuale ci hanno sempre messo al centro dell'azione, nel 90% dei casi utilizzando una visuale in soggettiva. Titoli come il delizioso Moss e il suggestivo Theseus ci hanno invece insegnato che anche vivere un gioco "da fuori" può essere divertente e al tempo stesso immersivo. Astro Bot lo fa in maniera ancora più convincente dandoci la possibilità di vedere il mondo di gioco nella sua totalità, di esplorarlo in ogni minimo dettaglio e di viverlo al ritmo che più ci piace.

Il gameplay è quanto di più semplice si possa immaginare e si rifà ai grandi classici del genere, da Rayman a Crash Bandicoot. Protagonista del gioco è Astro, il simpatico robottino bianco che assomiglia ad un lontano parente della deliziosa Eve di Wall-E. La sua missione è, come il titolo stesso suggerisce, è salvare i suoi compagni. Ok, l'abbiamo già visto in decine di altri giochi, ma in Astro Bot: Rescue Mission il concetto di "ricerca" assume un connotato completamente diverso e molto più profondo.

I piccoli bastardelli metallici infatti amano nascondersi in anfratti angusti e corridoi nascosti, e per salvarli a volte non vi basterà una sequenza di salti particolarmente azzeccata. Dovrete muovervi in profondità, girarvi, guardare sotto, sopra e anche di lato. A volte potreste anche dimenticarvi di Astro tanto sarà lo stupore che proverete nell'essere immersi nei livelli.

Ogni stage è ricco di zone nascoste e l'interazione con gli elementi di contorno è fondamentale per portare a termine la missione. Raccontarvi alcune di queste interazioni sarebbe cattivo da parte nostra visto che i designer hanno avuto delle idee davvero originali che in più di un'occasione vi lasceranno piacevolmente colpiti. Ci limiteremo a dire che voi sarete "realmente" presenti nel gioco e accompagnerete "fisicamente" Astro nella sua missione. Il vostro fido controller sarà sempre al vostro fianco, diventando di fatto parte del gruppo e cambiando forma a seconda dell'utilizzo che dovrete farne.

In alcuni casi dovrete tenere usarlo come arma, rampino o ancora come torcia per illuminare i livelli meno illuminati. Ogni utilizzo sarà una sorpresa che vi farà benedire il momento in cui avete deciso di fare vostro questo titolo. In Astro Bot: Rescue Mission non mancano gli enigmi ma non saranno mai particolarmente difficili e si andranno ad integrare perfettamente nelle meccaniche di gioco. Anche qui però dovrete immergervi a 360° nel contesto di gioco, sia per apprezzarne il design che per coglierne i dettagli più importanti.

Astro_01
Astro può utilizzare il suo jetpack per fluttuare qualche secondo in aria e quando si tratta di combattere non si tira certo indietro.

Per quanto riguarda il fattore motion sickness, anche i giocatori più sensibili possono dormire sonni tranquilli. Il gioco Sony non metterà praticamente mai in crisi il vostro stomaco e potrete godervelo anche per sessioni particolarmente prolungate. Se invece soffrite di vertigini alcune sezioni potrebbero farvi sudare freddo, ma nulla che non abbiate già provato in Batman Arkham VR.

Anche sotto il profilo della longevità Astro Bot: Rescue Mission si difende piuttosto bene. La longevità non è altissima nonostante la presenza di oltre 25 stage, questo a causa di un livello di difficoltà non altissimo che impegnerà un giocatore di media bravura per non più di 6 ore. Ad esse però vanno aggiunte le sfide sbloccabili e il fattore rigiocabilità, sempre che abbiate voglia di scovare il nascondiglio di tutti i robot. Se la quantità di materiale non è particolarmente elevata, l'esatto contrario si può dire della qualità. Per tutta la durata del gioco il velo di stupore che si era posato sul vostro viso all'inizio non abbandonerà mai il suo posto.

Vi divertirete, su questo non ci sono dubbi, e rimarrete pienamente soddisfatti anche sotto il profilo tecnico. Astro Bot ci regala scenari non particolarmente elaborati o ricchi di dettagli, ma estremamente vari e dotati di uno stile che non può lasciare indifferenti. Estremamente convincenti e dannatamente buffe le animazioni di Astro e ottima risulta la resa visiva complessiva, con un particolare plauso ai materiali, da quelli metallici ai tessuti. Potrebbero forse sembrarvi sprecati in un "giochino" del genere ma credeteci, non lo sono. Tutto è stato creato con perizia ad un solo scopo: immergervi in un mondo virtuale che ricorderete molto a lungo.

Astro_02
Per definire lo stile visivo di Astro Bot Rescue Mission ci viene in mente un unico aggettivo: delizioso.

Gli ultimi mesi ci hanno "regalato" alcune interessanti gemme per PlayStation VR, da Firewall: Zero Hour a Zone of the Enders: the 2nd Runner MARS. Astro Bot: Rescue Mission va a colmare una nicchia rimasta finora sguarnita e lo fa alla grande, con un'avventura/platform divertente, ben bilanciata e adatta ad un pubblico estremamente vario. I neofiti non avranno difficoltà a portarla a termine, mentre i più smaliziati avranno il loro bel da fare per scovarne tutti i segreti.

La ricetta sarebbe stata ancora più appetitosa con l'aggiunta di una modalità coop online, che avrebbe permesso a due giocatori di immergersi contemporaneamente nel suggestivo mondo di gioco... ma forse era chiedere davvero troppo.

Con questo gioco il team Asobi di Sony Japan ha dimostrato che i platform possono funzionare anche nella realtà virtuale e possono farlo in maniera sorprendente... perché allora non pensare ad un LittleBigPlanet in versione VR, nel quale coinvolgere l'intera community?

8 /10

Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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