Nonostante sia tacciata di immobilismo, la serie di Call of Duty è sempre stata in grado di rinnovarsi, oltre che di dettare i tempi dell'intero genere degli sparatutto in prima persona.

Con ambientazioni moderne, passate e future, doppi salti, zombie o una campagna cinematografica, era sempre Activision a dire ogni anno quello che uno shooter doveva o non doveva avere per fare breccia tra i giocatori. Non stupisce, quindi, che sia sempre Call of Duty a scrivere, con un certo coraggio, un nuovo capitolo nell'evoluzione degli FPS.

Abbandonata la campagna, da molti ritenuta troppo costosa e poco remunerativa in fatto di guadagni post lancio e consensi, Activision ha deciso di puntare tutto sul comparto multigiocatore, oltre che di tentare l'ingresso in quella che è l'attuale gallina dalle uova d'oro del mercato dei videogames: i battle royale.

Per compiere un passo così importante il publisher americano non poteva che affidarsi a quello che gli anni hanno certificato essere il suo team più talentuoso: Treyarch. E per un compito così gravoso lo sviluppatore di Santa Monica non poteva non sfruttare il suo cavallo di battaglia, ovvero Black Ops.

Una scelta ovvia da un punto di vista logico, ma anche sorprendente: la storia e la narrativa sono sempre stati uno dei cavalli di battaglia di questo filone ed è quindi strano pensare che il primo Call of Duty senza una campagna sia proprio un Black Ops. Forse anche per questo Treyarch ha voluto inserire all'interno di Black Ops 4 una sezione dedicata agli specialisti da giocare in solitaria. Si tratta di una serie di missioni grazie alle quali gli sviluppatori da una parte insegnano al giocatore come sfruttare le abilità di ognuno di questi personaggi e dall'altra danno una spolverata di background a tutto il gioco, oltre che un po' di carattere ai vari protagonisti del multiplayer.

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Per conoscere gli specialisti Treyarch ha creato una serie di missioni tutorial.

Per quanto molto più narrative e chiacchierate del "normale" queste missioni non sono altro che un semplice tutorial con il quale introdurre le nuove meccaniche di gioco ai novizi e a coloro che vogliono imparare a sfruttare al meglio il proprio personaggio. Nonostante lo sforzo, però, non siamo sicuramente di fronte a qualcosa che possa rivaleggiare o prendere il posto della campagna. Forse non era nemmeno nelle intenzioni dello sviluppatore, ma vogliamo approfittare di questo punto per sottolineare come questo Call of Duty Black Ops. 4 non offra nulla a chi ama giocare in solitaria. Per quest'anno perlomeno mettiamoci l'anima in pace.

La caratterizzazione di ogni specialista è piuttosto buona, sia dal punto di vista estetico, sia da quello funzionale. Le loro abilità, se sfruttate in maniera intelligente, sono tutte in grado di dare un grande apporto alla vittoria, pur non risultando mai particolarmente sbilanciate. Il lungo tempo necessario per caricarle, la breve finestra per utilizzarle o evidenti punti deboli bilanciano, infatti, la loro forza. Treyarch, comunque, vigilerà sul loro bilanciamento, come su quello delle armi, durante tutta la stagione competitiva.

All'interno dell'economia del multigiocatore, il peso degli specialisti non è marginale: Treyarch ha disegnato il suo gioco in modo da dare ad ognuno di loro una sorta di ruolo all'interno del campo di battaglia. C'è chi potrà lanciare una granata accecante e chi potrà usare un rampino per coprire velocemente vaste porzioni di mappa, chi potrà piazzare delle mine di prossimità e chi garantirà una visione maggiore del livello. In Black Ops. 4 saper sfruttare al meglio le abilità dei vari specialisti sarà fondamentale per vincere e i lupi solitari non avranno vita facile all'interno di una partita. Non si arriva ai livelli di un Overwatch o un Rainbow Six Siege, ma un maggiore orientamento verso il gioco a squadre è evidente.

Questo anche perché due cambiamenti fondamentali all'interno dell'economia di una partita spingono i giocatori a collaborare e a sfruttare le abilità degli specialisti per avere il controllo della mappa.

Il primo è che la salute del soldato non si rigenera più automaticamente. In Call of Duty: Black Ops 4 la vita di ogni giocatore sarà indicata da una grossa barra colorata sopra la sua testa, in pieno stile gioco di ruolo. Ogni colpo ne decurterà una porzione, fino all'inevitabile morte. Saranno necessari più colpi che il passato per abbattere un nemico, così come sarà necessario utilizzare un medipack per avviare la rigenerazione della salute. Ritornare in forma richiederà qualche secondo, mentre ci vorrà un po' di più per avere un'altra chance di cura.

Questo ha due effetti: da una parte rende meno probabili le azioni in solitaria nelle quali si spara, si recupera energia e si torna in azione, mentre dall'altra aggiunge un nuovo elemento strategico ad un gameplay comunque molto frenetico e viscerale. Curarsi al momento giusto, adesso, è infatti importante quanto ricaricare.

Il secondo cambiamento è dato dalla nebbia della guerra. In altre parole sulla mappa si vedranno solamente le porzioni del livello all'interno del cono ottico di ognuno dei giocatori della propria squadra, lasciando invisibili tutti i nemici non ancora individuati. Per migliorare la situazione esistono dei perk o delle specializzazioni in grado di aumentare la visibilità sulla mappa. Oltre che si potrà utilizzare il classico UAV, sempre più fondamentale per la vittoria.

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Gli operatori donano una nuova dimensione di squadra al solito gameplay frenetico della serie.

Il resto dell'offerta è in linea con la tradizione di Treyarch: mappe ben strutturate e piacevoli da vedere, pick 10, armi divertenti da usare e gadget un po' folli grazie ai quali premiare coloro che sono riusciti a guadagnare sufficienti punti un una score streak.

La personalizzazione delle classi e degli specialisti consente di modellare Black Ops. 4 in base al proprio stile. Si può scegliere di utilizzare una singola arma super potenziata, così come essere super accessoriati. Si potrà persino di rinunciare ai poteri del proprio specialista in favore di altri vantaggi. Anche dal punto di vista estetico le opzioni sono tante e potremo sbizzarrirci nel cercare di ottenere l'aspetto più fantasioso o, in alternati quello più minaccioso.

Ci è piaciuta molto la selezione di mappe proposta. Lo stile è chiaramente quello di Call of Duty, con ambienti squadrati e indistruttibili, ma il loro design è eccellente, dato che è articolato e alterna spazi più aperti, con altri chiusi, luoghi sopraelevati o elementi segreti da sfruttare a proprio vantaggio. La loro caratterizzazione estetica è notevole: i colori sono accesi, i contrasti tra le zone di luce e quelle d'ombra sono forti e ci sono tanti dettagli in movimento. a volte persino troppi e potrebbero trarre in inganno, facendo credere che siano nemici.

Le modalità presenti vanno da quelle più classiche come Deathmatch e Kill Confirmed ad altre votate più al gioco di squadra come Controllo o Rapina. Queste ultime sono forse quelle più riuscite, essendo le varianti in grado di dare maggiore risalto agli specialisti e alle loro abilità. Il conteggio iniziale è di 14 mappe, tra le quali 10 sono nuove e 4 sono rivisitazioni di alcune arene passate, e otto modalità.

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La modalità battle royale Blackout si ispira a PUBG, ma la declina à la Call of Duty.

Il multiplayer di Black Ops 4 sembra quindi il piatto forte dell'offerta di quest'anno, nonostante Blackout, la modalità battle royale, sarà ciò di cui tutti parleranno. Il successo di PUBG, ma soprattutto di Fortnite, non poteva non ingolosire un publisher sempre molto attento (e esigente) da questo punto di vista. Ecco quindi che Blackout riprende pedissequamente le linee guida del genere e ci aggiunge alcuni elementi tipici dei giochi di Treyarch.

L'ispirazione è chiaramente più PlayerUnknown's Battleground che il gioco di Epic Games e il suo approccio "militare" al genere. Quindi niente costruzioni e niente stramberie che arrivano dai cieli, in Blackout 100 giocatori si sfideranno per scoprire chi è il migliore a sopravvivere.

La mano di Treyarch si vede in alcuni elementi: 60 frame piuttosto stabili in tutte le situazioni, un design pulito e funzionale della mappa e un set di armi ed accessori ben studiato e divertente da usare. Inoltre Blackout spinge a collaborare con una squadra, inserendoci automaticamente all'interno di un team da quattro persone.

Le dimensioni della mappa e l'ottimizzazione sono forse i due risultati più sorprendenti raggiunti da Blackout. Sin dalla notte dei tempi la serie di Call of Duty è famosa per le sue mappe piccole e il gameplay frenetico (a parte qualche eccezione in Modern Warfare). Vedere come, apparentemente senza sforzo, il team di sviluppo sia riuscito a modificare il suo engine per creare un livello enorme e complesso come quello di Blackout nel quale pilotare liberamente auto, camion o elicotteri ci ha favorevolmente impressionato.

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Con tre campagne zombie originali, Call of Duty: Black Ops 4 non deluderà i fan di questa modalità cooperativa.

Su PS4 Pro tutto sembra funzionare egregiamente, senza troppi intoppi, garantendo il tipico divertimento di questo genere di giochi. La buona linea dell'orizzonte consente di sfruttare mirini telescopici e armi a lungo raggio, la presenza di mezzi aerei e dei tipici gadget della serie di creare diversivi e strategie più aggressive del normale, ma nel complesso la formula sembra quella codificata da PUBG, senza grossi stravolgimenti. Il successo di questa modalità sarà legato alla capacità di Treyarch nel rinnovare il loro gioco magari a cadenza settimanale come fa Fortnite, con sfide, premi e incentivi per i giocatori.

Un altro potenziale limite, oltre alla formula piuttosto, potrebbe essere il modello economico scelto da Activision per questa modalità. Il prezzo del gioco, oltre ad un sistema di abbonamento necessario per ottenere contenuti esclusivi, potrebbero essere una barriera di ingresso troppo alta, soprattutto se si cerca di attrarre un'utenza abituata al modello freemium di Fortnite o al prezzo budget di PUBG. Treyarch dovrà trovare, quindi, la chiave giusta per far breccia nel grande pubblico, in modo da convincerlo del valore premium di Blackout.

L'ultimo pilastro di Black Ops 4 è dato dalla modalità zombie. Anche in questo caso Activision sembra aver dato carta bianco allo sviluppatore californiano che in tutta risposta ha creato ben tre campagne diverse nell'estetica e nella struttura. XI è piatta e circolare, con nemici ispirati a quelli della tradizione gladiatoria romana. Viaggio disperato è ambientato su un Titanic Corrotto. La mappa è stretta e lunga e ricca di portali. Sangue dei morti è ambientata nel carcere di Alcatraz, un luogo ampio e articolato, che in realtà nasconde un terribile laboratorio segreto e diversi personaggi conosciuti.

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La modalità Rapina strizza l'occhio a R6S, pur non raggiungendo la stessa profondità tattica

Per i principianti ci sarà sia un tutorial con il quale imparare le basi, sia una modalità a loro pensata. I veterani, invece, potranno giocare ad assalto, nella quale occorrerà ottenere il punteggio più alto. Una novità è la possibilità di creare una classe diversa dalle altre con la possibilità di definire abilità da utilizzare durante la partita. Nei livelli, poi, sarà possibile trovare altari in grado di dare poteri speciali, banchi nei quali costruire oggetti o luoghi per ottenere armi casuali o potenziare quelle già in possesso.

Pur non stravolgendo le meccaniche tra le tre diverse campagne, l'offerta zombie di quest'anno è stupefacente. Tre storie (quattro con il season pass), due gruppi di protagonisti, una personalizzazione delle classi profonda e divertente, un gusto estetico notevole e il solito umorismo. In altre parole c'è da divertirsi.

Sotto il profilo grafico Treyarch, pur non abbandonando lo stile essenziale della serie, prova a riempire il suo gioco con effetti grafici e oggetti in movimento. Se confrontato con la magnificenza e le dimensioni di Battlefield V il tutto risulta meno notevole ma la solidità del frame rate e l'assenza di bug migliorano il giudizio complessivo. Anche considerando che sarà possibile giocare in split screen. In questo caso, però, occorrerà rinunciare ai 60 frame al secondo e a un po' di pulizia grafica.

Call_of_Duty_Black_Ops_4_lancio
Alcune caratteristiche tipiche dei battle royale come il lancio col paracadute sono state riprese in maniera fedele da Blackout.

Pur rinunciando alla campagna in singolo, Call of Duty Black Ops 4 garantisce un insieme di modalità ed esperienza vario e di alto profilo. Treyarch sembra aver dato sfogo a tutto il suo talento per rendere ogni componente all'altezza delle aspettative. Se Zombie e il multiplayer sembrano la naturale evoluzione di quello che ha reso famosa la serie di Call of Duty nel mondo, Blackout è una riuscita, per quanto non originalissima, rivisitazione del genere battle royale. Chi ama gli sparatutto in prima persona online troverà un quantitativo di contenuti davvero ampio e di ottimo livello, gli unici dubbi riguardano il modello economico proposto da Activision, molto tradizionale, ma forse poco adatto a sfidare Fortnite e PUBG sul loro stesso campo di battaglia.

Gli amanti della campagna se ne facciano una ragione: Treyarch ha confezionato un pacchetto di tutto rispetto, anche senza una storia a fare da contorno.

8 /10

Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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