Allerta spoiler: questo articolo prende in esame un'area della mappa di gioco di Red Dead Redemption 2 che è quasi completamente inaccessibile agli utenti che non hanno finito la storia principale. Se non volete alcun tipo di anticipazione, chiudente la pagina ora.

Sono passati otto anni dall'uscita del primo Red Dead Redemption. Ambientato nel 1911, il gioco di Rockstar San Diego aveva l'ardito obiettivo di mostrare l'America in un rapido processo di cambiamento. Il selvaggio west viene rappresentato in declino, la frontiera è nei suoi giorni finali e la rivoluzione moderna inizia a prendere il sopravvento, aprendo la strada alle ferrovie, all'elettricità e al commercio civile. È un periodo tutt'altro che perfetto. C'è un netto contrasto tra il vecchio e il nuovo, nella storia di John Marston. Si tratta di una divisione che appare chiara soprattutto nella città di Armadillo, tra i banditi che scorrazzano per le strade e le insegne dei negozi che le fiancheggiano, tra l'immoralità del saloon e l'ordine della stazione ferroviaria.

La forza di Rockstar sta nel riuscire a cucire tutti questi piccoli dettagli insieme, in modo da portare in vita qualsiasi panorama e qualsiasi periodo storico. Il lancio di Red Dead Redemption 2 (che è ambientato 12 anni prima del primo capitolo, nel 1899), offre un'immagine affascinante dell'America in un momento ancora precedente. È un periodo in cui la cultura dei fuorilegge (i banditi e i criminali), è ancora ben radicata e gli accampamenti sono in un processo di crescita.

Nel paragrafo successivo troverete qualche spoiler di alcune location. Se ci tenete a vedere tutto quello che Red Dead Redemption 2 ha da offrire senza anticiparvi nulla, è il momento di chiudere questo articolo. Ultimo avvertimento!

Un'analisi video di come appare Red Dead Redemption 2, nelle stesse zone, a confronto con il primo capitolo, catturata in 4K su Xbox One X grazie alla retrocompatibilità.

Il mondo di Red Dead Redemption 2 è enorme e pieno di sorprese. Non ultimo, come scoprirete, il fatto che la mappa dell'originale Red Dead Redemption è inclusa in questo sequel, fatta eccezione per l'area del Messico. E non si tratta di un copia-incolla dello stesso territorio. Rockstar, infatti, ha compiuto una totale rivisitazione, ricostruendo dalle fondamenta tutti i punti di interesse, enfatizzando quella regressione nel tempo. Grazie a questa introduzione è possibile comparare direttamente i due giochi per vedere quanta accuratezza ha avuto Rockstar nel preservare l'accuratezza storica. Dato che Red Dead Redemption 2 è ambientato 12 anni nel passato, ciò significa che la cronologia di questi due giochi deve essere credibile ma, chiaramente, questo comporta alcune difficoltà dal punto di vista artistico. D'altra parte, però, RDR2 mostra anche un netto avanzamento dell'engine RAGE e, di conseguenza, le differenze tra i due giochi non sono legate solo al passaggio del tempo nel mondo di gioco ma anche all'avanzamento della tecnologia delle nostre console.

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La strada principale di Blackwater.

Perciò, fino a che punto si tratta di spoiler? Dopotutto stiamo parlando di un titolo open world in cui, anche se non si completa la storyline principale, non c'è niente che ci trattenga dall'avventurarci a sud con poche missioni compiute alle spalle. È possibile accedere a Blackwater e Tall Trees, ad esempio, in questa maniera ma sarete sparati a vista. Supponendo che riusciate ad attraversare vivi la regione, però, andare ulteriormente a sud comporterà una morte istantanea: non dovreste raggiungere questa zona troppo presto. Andando avanti nel gioco, però, la mappa diventa completamente accessibile e, quindi, possiamo metterla a paragone con il gioco per Xbox 360, fatto girare in 4K su Xbox One X. Il titolo appare meraviglioso, giocato in questo modo: nitido e dettagliato. Sotto il punto di vista della qualità dell'immagine e del frame-rate, si tratta del modo migliore di sperimentare il gioco originale al giorno d'oggi, anche se, come vedremo, ha dei chiari limiti tecnici rispetto al sequel.

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Il saloon di Armadillo.

Infatti, nonostante il sequel sia ambientato 12 anni nel passato, la tecnologia per realizzarlo è di ben 8 anni più avanzata. La potenza delle macchine di corrente generazione consentono di renderizzare il tutto con dettagli notevolmente maggiori. I maggiori quantitativi di RAM aprono le porte alle texture migliorate, alla trasparenza della vegetazione e alle animazioni di tutt'altra fattura. Gli effetti atmosferici con l'illuminazione volumetrica, producono una più accurata sensazione di profondità degli spazi mentre i materiali sono stati ricostruiti per adattarsi al nuovo modello di illuminazione. Per non parlare della fauna del gioco che, ovviamente, è stato un punto focale per la nuova tecnologia RAGE.

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Il ranch di Armadillo.

Il sequel supera molti dei limiti del titolo originale. Tenendo a mente che Red Dead Redemption è stato originariamente pensato per essere giocato a 1280x720, quadruplicare la mole di pixel per il 4K su Xbox One X, mostra le sue spigolature. Nelle città più grandi, inoltre, avrete metà (o anche un quarto) del frame-rate per le animazioni dei personaggi, alla lunga distanza. Questo lento aggiornamento crea dei bizzarri effetti di stuttering in movimento, qualcosa che non dovevamo notare, nel 2010. Naturalmente, tutto ciò è cambiato in meglio nel sequel grazie agli LOD nettamente migliorati. Allo stesso modo è stato ottimizzato anche il filtering delle ombre, un ovvio punto debole dell'originale.

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La strada principale di Armadillo.

I dettagli di Armadillo sono simili in entrambi i giochi: il vento, in Red Dead Redemption 2, muove la polvere sulla via principale ma, negli stessi momenti della giornata, gli edifici appaiono molto simili. La banca, i negozi, l'armaiolo e tante altre costruzioni rimangono invariate ma sono stati arricchiti con maggiori dettagli. Anche la stazione ferroviaria ha subito lo stesso trattamento. Il sequel vanta porte a battenti sul portico anteriore (un altro esempio di come il progresso tecnico possa inficiare la cronologia della serie), che mancano del tutto al primo gioco, ma è semplice vedere RDR2 come il rendering definitivo della scena, come il tutto dovrebbe essere.

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Cholla Springs.

In generale, il terreno circostante ha subito grossi cambiamenti. Le distanze visive risultano molto più ampie nel nuovo gioco che rimpiazza anche i ciuffi d'erba a bassa risoluzione dell'originale con più ricche tasche di vegetazione, ombreggiando adeguatamente il tutto. Sono stati introdotti anche i cactus e le rocce mentre la polvere si sparge in modo più realistico sulle pianure e la luce del sole contribuisce a creare una presentazione mozzafiato. È strano vedere che le rocce e le colline sono state modificate all'orizzonte: ciò dimostra che Rockstar ha ricreato tutto dalle fondamenta, usando il panorama originale semplicemente come base. Tutto sommato, però, l'ambientazione risulta simile a quello che abbiamo visto nel primo capitolo.

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Il ranch di MacFarlane.

Il passare del tempo è più facile da tracciare in aree in cui sono stati creati insediamenti. Il ranch di MacFarlane è un grande esempio. Red Dead Redemption 2 lo vede ricoperto di fiori e vegetazione, al contrario dell'aspetto arido e secco dell'originale. Tra i due momenti storici, inoltre, sono stati tagliati anche gli alberi, in modo da aprire l'orizzonte visivo del ranch. Il sequel mostra un'area in pieno sviluppo, con un fienile completamente mancante che era, invece, presente nel gioco originale. Si tratta di un punto particolare che ha subito parecchi cambiamenti nel corso degli anni.

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Il negozio di Mininc, a Blackwater.

La città di Blackwater porta questo concetto all'ennesima potenza, un insediamento che nel primo Red Dead era già molto sviluppato. Qui vediamo alcune scelte inusuali da parte di Rockstar, alcune molto sensate, altre meno. Ciò che salta all'occhio è che alcuni dettagli sono deliberatamente mancanti: la stazione ferroviaria e i binari devono ancora essere costruiti e il negozio di Mininc è ancora sostenuto da travi di legno. Alcune strutture e anche l'ufficio dello sceriffo, stranamente, sono stati radicalmente ridisegnati in termini di materiali. Il Blackwater Hotel, ad esempio, è stato ricostruito utilizzando legno e vetro, nella parte frontale, con finestre in pietra al piano di sopra. Il tutto appare molto più bello nel sequel anche se, probabilmente, non dovrebbe.

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Blackwater Hotel.

C'è anche un altro esempio: la torre dell'orologio di Blacktower è stata completamente ridisegnata. In Red Dead Redemption 2 c'è uno steccato in legno nella parte frontale al posto del gazebo presente nel gioco originale. L'altezza dell'orologio è minore in RDR2 mentre la costruzione alla base è più ampia. È difficile credere che un cambiamento così radicale possa avvenire nel corso di 12 anni: la costruzione è stata ricostruita da zero. Tutto questo è dovuto alla tecnologia RAGE migliorata del sequel e alla presenza di un nuovo team artistico che si è preso delle libertà nell'ottica di rivedere il passato, creando asset più belli anche a costo di cozzare leggermente con quanto visto nel primo gioco.

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La torre dell'orologio di Blackwater.

È un misto, dunque. La domanda è: “dove si trova la linea tra progresso tecnico e cambiamenti adatti alla timeline della serie? Ad essere onesti è fantastico vedere tutti questi abbellimenti in gran parte della mappa di gioco: le zone urbane sono un ottimo modo per rendersi conto di quanta attenzione ai dettagli sia stata investita da Rockstar nella creazione di questo mondo. Inoltre, per un gioco che pone così tanta enfasi sulla sua accuratezza storica, è importante dimostrare il cambiamento nella cultura e nella tecnologia dell'epoca, in un modo che quasi nessun'altra serie di giochi è riuscita a ottenere.

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Le colline di Cholla Springs.

L'ultima tappa del tour nel passato di Red Dead Redemption ci porta nel bosco. Vista durante una galoppata, l'area di Tall Trees è una vera delizia visiva; la flora, la fauna sono progettate meticolosamente e l'interazione con una luce di metà pomeriggio va ben oltre l'originale. Un leggero effetto di luce ha funzionato bene per il primo gioco e la foresta ha avuto un aspetto sorprendentemente denso per l'epoca. È stato tutto ben eseguito ma raggiunge un livello completamente nuovo in RDR2. Un'adeguata illuminazione volumetrica si inserisce tra ogni albero e il livello del suolo è arricchito da una fascia più ampia di erba e animali selvatici.

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Manzanita Post, a Tall Trees.

Visitando il Manzanita Post, è facile vederlo come un elemento del mondo più solido di quanto ci saremmo aspettati. Il cambiamento più sostanziale sta nel verde che lo circonda, almeno a livello tecnico. Con l'aggiunta di effetti di post-produzione come la sfocatura durante il viaggio, Red Dead Redemption 2 incornicia una scena bellissima con una maggiore sensibilità fotografica, evitando l'aspetto grezzo delle texture dell'erba originale e degli asset degli alberi ripetuti. Sono spariti anche i piccoli casi di pop-in LOD che abbiamo avuto nel primo gioco, dandoci una chiara visione di un boschetto completamente renderizzato davanti a noi.

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Il cimitero di Blackwater.

La scelta di Rockstar di rivisitare le vecchie città, i boschi e i deserti apparsi nel primo capitolo, in Red Dead Redemption 2, ci offre la rara opportunità di analizzare la tecnologia grafica alla base di questi titoli. Passando dal 2010 al 2018, si può avere una netta visione del cambiamento tecnico tra due dei pilastri della rispettiva generazione. Il primo gioco si basava su tecnologia last-gen ma ha massimizzato il potenziale di Xbox 360 e PS3 con una convincente ode open-world al selvaggio west morente. Il sequel, invece, utilizza l'hardware superiore di PS4 e Xbox One per mostrare una natura selvaggia che non è ancora stata completamente domata, con foreste e deserti pieni di dettagli organici. Quello che risulta ancora più chiaro è l'incredibile attenzione ai dettagli che Rockstar infonde nei propri giochi: sono i piccoli puntini che rendono magnifica l'opera completa.

Non tutti i cambiamenti hanno senso nella cronologia della lore di Red Dead Redemption 2 ma, da un punto di vista tecnico, è strabiliante vedere i passi compiuti tra il primo e il secondo capitolo. Si tratta di una vera e propria occhiata nel passato utilizzando tecnologia del presente: qualcosa di mai visto prima.

Riguardo l'autore

Thomas Morgan

Thomas Morgan

Senior Staff Writer, Digital Foundry

32-bit era nostalgic and gadget enthusiast Tom has been writing for Eurogamer and Digital Foundry since 2011. His favourite games include Gitaroo Man, F-Zero GX and StarCraft 2.

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