Avete mai pensato a cosa potrebbe succedere se Roland Emmerich decidesse di piombare nel mondo dei videogiochi? D'altra parte lo hanno fatto Del Toro, Elijah Wood e persino Kojima si sente più cineasta che game designer. Perchè non potrebbe farlo il regista di Independence Day, 2012 e The Day After Tomorrow? Il risultato sarebbe spettacolare, con esplosioni, colate laviche e tutto che crolla, vero?

E quale sarebbe la serie più adatta? Tomb Raider? Uncharted? Fallout? Sbagliato, la risposta giusta è Sid Meier's Civilization. O almeno così devono aver pensato i piani alti di Firaxis, dato che hanno realizzato un'espansione che sembra essere uscita dalla mente del regista tedesco.

La novità principale di Sid Meier's Civilization VI: Gathering Storm, infatti, è proprio questa. La mappa non sarà più un'immutabile scacchiera sulla quale costruire nuovi insediamenti e spostare le truppe, ma, similmente a quanto accade nelle realtà, è un attore dinamico, che potrebbe riservare delle sorprese. A volte buone, a volte meno.

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I cambiamenti climatici saranno inizialmente solo naturali, ma poi saranno influenzati dalla presenza dell'uomo.

Abbiamo parlato di Sid Meier's Civilization VI: Gathering Storm con il Lead Designer Ed Beach e il Lead Producer Dennis Shirk e abbiamo scoperto come il loro intento fosse sia quello di emulare i cambiamenti climatici che stiamo assistendo negli ultimi anni, sia di catturare alcuni significativi rapporti di cause ed effetto che hanno definito alcuni dei momenti più importanti della storia dell'umanità. Perché i più potenti imperi dell'antichità sono nati sulle rive di fiumi famosi per le loro esondazioni? Perchè intorno al Vesuvio o all'Etna c'è da sempre una forte presenza umana?

Semplicemente perché in questi luoghi il pianeta Terra può sì mostrare tutta la sua distruttiva potenza, ma anche la sua enorme generosità. Grazie al limo o alla cenere vulcanica i terreni nelle vicinanze di questi fiumi e di questi vulcani sono particolarmente ricchi e fertili e hanno dato un potente impulso allo sviluppo delle più famose civiltà del passato.

Allo stesso modo in Sid Meier's Civilization VI: Gathering Storm ci saranno dei punti nella mappa nei quali dovremo stare attenti ai cambiamenti climatici. Vulcani, inondazioni e tornadi, infatti, possono essere estremamente distruttivi, ma, se sfruttati nella maniera corretta, si possono rivelare una fonte di ricchezza da non sottovalutare.

La seconda espansione di Civ VI, quindi, non ci metterà di fronte semplicemente alla forza della natura, ma ci darà anche modo di sfruttare questa potenza per il bene del nostro impero. Una fattoria distrutta da un vulcano, per esempio, se ricostruita renderà più cibo, così come un fiume particolarmente impetuoso sarà il luogo perfetto nel quale piazzare una diga. Per cogliere al meglio questi cambiamenti Shirk e Beach hanno visitato anche il nostro paese, per vedere coi loro occhi cosa è successo.

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I nuovi distretti e i nuovi edifici consentiranno di sfruttare i cambiamenti climatici a proprio vantaggio.

"Siamo stati a Pompei per vedere sia cosa succede quando un vulcano erutta in quel modo, sia per capire come, nonostante il pericolo, l'uomo abbia continuato a vivere alle sue pendici. Non solo gli insediamenti sono ancora presenti, ma la campagna circostante è particolarmente ricca di coltivazioni, per via di un terreno reso fertile dalla lava."

Questo ha aiutato anche a sviluppare il passaggio successivo. La natura, infatti, non è solo un elemento che influenza la vita degli uomini, ma è influenzata a sua volta. Ai disastri naturali si affiancano quelli causati dall'uomo. Dall'età industriale in avanti si dovranno consumare delle risorse per produrre l'energia fondamentale a mantenere attiva l'industria e la società moderna. Un eccessivo uso di materie prime quali carbone o petrolio creerà effetti devastanti sull'ambiente. L'effetto serra andrà ad aumentare il livello del mare, sommergendo le coste, oltre che sciogliendo i ghiacci che solitamente impediscono la navigazione ai poli.

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Gathering Storm è pensata per essere complementare con Rise and Fall e le sue meccaniche.

Anche in questo caso i giocatori avranno degli strumenti per affrontare l'emergenza. Si andrà dalle dighe in stile olandese per arginare l'avanzata del mare alle energie rinnovabili, fondamentali per diminuire i livelli di inquinamento nell'aria. Queste tecniche serviranno anche per rendere più ospitali quei territori che in realtà non lo sarebbero, come deserti o montagne. Grazie a dighe, canali e tunnel, il giocatore potrà modellare l'ambiente a proprio piacimento e modellare il proprio impero in modo che sia più funzionale.

Tutte le tecnologie e le soluzioni presentate in Gathering Storm sono ispirate a idee realmente esistenti, anche se le più avveniristiche, allo stato attuale, sono ancora solo dei progetti. Questo perché Firaxis ha introdotto una nuova era al gioco, caratterizzata da tecnologie e politiche sociali del prossimo futuro. In questo modo si renderà più interessante anche la fase di conquista dello spazio, dato che ci saranno ulteriori elementi da scoprire anche in altri ambiti dell'impero.

Per esempio ci sarà da tenere d'occhio il risvolto politico delle proprie decisioni. Durante il Congresso Mondiale potremo provare a convincere gli altri leader a tagliare le emissioni, partecipare alle Olimpiadi o rinunciare agli armamenti nucleari. Si potrà utilizzare la propria influenza sia per costringere gli altri ad adottare le nostre risoluzioni, sia per dichiarare uno stato di emergenza. Questa meccanica, che ha debuttato con Rise and Fall, incentiverà i leader mondiali a collaborare per degli obiettivi comuni. Tra i quali potremo trovare le tematiche ambientali.

Essere amico dell'ambiente sarà uno dei modi per essere ben accetto tra i vari capi di stato, aiutandoci in questo modo a raggiungere la vittoria diplomatica. Beach e Shirk hanno confermato che ci saranno a disposizione molte nuove opzioni con le quali interfacciarsi con gli altri giocatori, così da poter interagire con loro in nuovi e inaspettati modi.

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L'incidenza dei disasti naturali può essere regolata prima di ogni partita.

Questo conferma anche come Gathering Storm sia stata pensata per essere complementare con le meccaniche pre-esistenti di questo sesto capitolo e la sua prima espansione. Ricostruire una città distrutta da un vulcano, per esempio, farà guadagnare punti per entrare nell'epoca d'oro della nazione, così come ci saranno nuovi momenti storici legati all'ambiente. Alcuni dei leader, delle risorse e degli edifici già presenti nel gioco saranno rivisitati in modo da avere vantaggi coi nuovi cambiamenti climatici. Ancora non sono stati rivelati i dettagli, ma non ci stupiremmo di vedere qualche novità per gli olandesi o gli egiziani.

Intanto che stiamo parlando di "numeri" Gathering Storm introdurrà il medesimo quantitativo di contenuti di Rise and Fall. In altre parole questa espansione aggiunge 7 nuove meraviglie, 18 unità, 15 miglioramenti, 9 edifici, cinque nuovi distretti, nove nuove tecnologie e 10 progressi civici a quelli già presenti.

Ovviamente non potevano mancare alla conta 9 nuovi leader, 8 civiltà inedite e i due scenari. Il primo è ambientato nel 14° secolo durante l'epidemia della peste nera. L'obiettivo del giocatore sarà quello di mantenere in salute e di buon umore la popolazione, evitando che la disperazione prenda il sopravvento. Il secondo scenario è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e ci chiederà di sopravvivere ad una delle campagne militari più impressionanti della storia.

Le novità di Sid Meier's Civilization VI: Gathering Storm non saranno comunque legate solo alla mappa e al modo di interagire con essa, ma andranno a modificare anche il sistema di spionaggio e le vittorie scientifiche e culturali.

Il prossimo 14 febbraio, quindi, Sid Meier's Civilization VI si espanderà ulteriormente. Le tematiche ambientali erano già state affrontate superficialmente nel terzo e quarto capitolo della serie, ma solo in Gathering Storm avranno un effetto prorompente sul gameplay. Certo, sarà sempre possibile provare a limitare l'incidenza di questi cambiamenti climatici dalle opzioni iniziali della partita, ma questa nuova meccanica potrebbe contribuire a rendere ogni partita ancora più dinamica e interessante.

Da qui all'uscita aspettiamoci nuovi dettagli sui leader che saranno introdotti, oltre che qualche dettaglio in più sui cambiamenti che saranno applicati alle meccaniche già presenti in Civ VI. Magari arriveranno anche delle notizie per coloro che hanno acquistato il gioco su iOS e Switch. Al momento Beach e Shirk non hanno voluto sbilanciarsi sull'arrivo delle espansioni su queste piattaforme, ma speriamo che Aspyr Media a breve faccia qualche annuncio.

Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.