C'è qualcosa che non va con la PlayStation Classic di Sony: quella che doveva essere la celebrazione di una console veramente iconica è stata compromessa da un'opinabile selezione di giochi, da un'emulazione tutt'altro che eccellente e dalla bizzarra scelta di usare un mix di titoli NTSC e PAL in una macchina con un output in alta definizione bloccato sui 60Hz.

La macchina è sicuramente bellissima da vedere e replica con successo il look dell'hardware originale, anche se misura solo 47x104x33mm, circa il 45% del volume della console originale. E a detta di Sony, è più piccola della custodia di un gioco per PS4. Sono incluse, inoltre, due repliche dei controller originali di PlayStation, in tutto e per tutto identici a quelli dell'epoca, il che significa che offrono esclusivamente l'input analogico. Questi ultimi si collegano alla micro-console tramite USB.

PlayStation Classic è basata su un chipset ARM e, di conseguenza, non richiede molta energia per funzionare: potete alimentarla utilizzando un caricabatterie per smartphone micro USB visto che, come di consueto, la confezione non include un adattatore. Questo potrebbe essere un problema visto che l'unità è un po' schizzinosa sul tipo di porta a cui viene connessa: collegarla ad una USB 3.0 del PC non produce alcun risultato mentre una presa USB del nostro TV HD ha funzionato alla grande.

In vista del test di questa console, speravamo che la qualità dell'emulazione potesse essere alta, dato che Sony ha un'eccellente storia di supporto dei titoli PlayStation sulle console successive, avendo inserito un emulatore in PlayStation Portable (PSP), PlayStation 3 e PlayStation Vita. Tuttavia sappiamo che su quei sistemi veniva usata una tecnologia di emulazione sviluppata appositamente da Sony stessa, mentre PlayStation Classic sembra utilizzare una versione portatile dell'emulatore PCSX.

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Ecco come appare PlayStation Classic a confronto con l'hardware originale, sotto il profilo estetico.

Un totale di 20 giochi sono stati pre-caricati sulla macchina e vi presentiamo qui sotto la lista completa. La controversia sul web è nata dal fatto che i titoli segnati con l'asterisco sono le versioni PAL dei giochi che Sony ha pensato di includere nel pacchetto.

  • Battle Arena Toshinden*
  • Cool Boarders 2*
  • Destruction Derby
  • Final Fantasy 7
  • Grand Theft Auto*
  • Intelligent Qube
  • Jumping Flash*
  • Metal Gear Solid
  • Mr Driller
  • Oddworld: Abe's Oddysee
  • Rayman
  • Resident Evil Director's Cut
  • Revelations: Persona
  • R4 Ridge Racer Type 4
  • Super Puzzle Fighter 2 Turbo
  • Syphon Filter
  • Tekken 3*
  • Tom Clancy's Rainbow Six*
  • Twisted Metal
  • Wild Arms

La cosa sconcertante è l'inclusione delle versioni PAL, soprattutto quando la maggior parte dei titoli PAL in questo elenco sono stati effettivamente sviluppati in Giappone o negli Stati Uniti. Al giorno d'oggi tutte le console funzionano a 60Hz, un formato accettato dagli HDTV di tutto il mondo. Nel passato i territori PAL utilizzavano televisori che funzionavano a 50Hz e il modo più semplice per trasporre i giochi sui sistemi PAL era, semplicemente, eseguirli in una forma più lenta. La maggior parte dei giochi PAL funziona all'83.3% della piena velocità delle versioni NTSC in termini di frame-rate e, il più delle volte, anche sotto il punto di vista della velocità del gameplay. Accanto agli equivalenti NTSC, le versioni PAL sono in genere lente, arrancano e non rappresentano adeguatamente la visione originale di uno sviluppatore statunitense o giapponese.

L'aggiunta di ulteriore benzina sul fuoco del disappunto è rappresentata dal fatto che la PlayStation Classic nordamericana ha la stessa selezione di titoli PAL, il che significa che, per la prima volta, gli utenti statunitensi potranno sperimentare la versione slow motion di Tekken 3 che abbiamo dovuto sopportare noi in Europa. Non va bene, proprio per niente, ma poteva andare anche peggio. I giochi PAL tendevano anche a mostrare bordi neri invadenti nella parte superiore e inferiore dello schermo (il sistema PAL ha una risoluzione più alta rispetto a NTSC, ma è usata solo di rado), ma almeno questo aspetto viene eliminato da PlayStation Classic che ridimensiona la risoluzione dell'output a schermo intero al corretto rapporto d'aspetto.

Abbiamo iniziato da poco ad esaminare PlayStation Classic e al momento le prospettive sono tutt'altro che rosee. Sorprendentemente, anche i giochi NTSC hanno problemi. Si può notare facilmente analizzando il grafico delle prestazioni di R4 - Ridge Racer Type 4, qui di seguito. L'hardware originale esegue questo titolo bloccato a 30 fps con un frame-pacing perfetto: viene riprodotto un nuovo frame ogni due aggiornamenti senza errori. Eseguendo l'emulazione su PlayStation Classic, invece, non solo i fotogrammi sono affetti da fenomeni di stuttering ma sembrano anche esserci dei cali di prestazioni che non si verificano nel gioco che gira sull'hardware originale. Quindi, anche se Sony avesse consegnato una gamma completa di titoli NTSC, avremmo ancora problemi con questo prodotto che non è all'altezza della qualità offerta dalla vera PlayStation.

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I titoli in NTSC a 30fps non vengono eseguiti correttamente a causa di parecchie incertezze dovute a un frame-pacing tutt'altro che fluido.

Passando ai titoli PAL, inoltre, la situazione peggiora. Tekken 3, come dicevamo, gira all'83.3% della sua velocità originale ma, come se non bastasse, il gameplay a 50Hz viene lanciato dall'output a 60Hz di Classic, con le ovvie conseguenze del caso. Analizzando i video che abbiamo catturato, abbiamo notato che ogni 6 frame viene riprodotto un duplicato: non c'è nemmeno il rudimentale frame-blending usato nei classici per PS2 PAL eseguiti su PS4. Tekken 3, infatti, include spike di frame-time regolari ogni 50ms: due frame identici riprodotti in rapida successione, qualcosa che non dovrebbe assolutamente succedere.

I titoli originali a 30Hz, comunque, vanno ancora peggio. Dato che sono basati su codice PAL, il massimo del frame-rate che potranno avere sarà di 25fps. È il caso di Battle Arena Toshinden, ad esempio, ma va aggiunto anche che, oltre al frame-rate ridotto, vedrete anche pesanti variazioni nella riproduzione dei fotogrammi. È un'esperienza fortemente deludente a causa del fatto che il gameplay soffre di pesantissimi fenomeni di stuttering. Davvero un disastro.

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La distribuzione irregolare dei fotogrammi in accoppiata con il gameplay a 50Hz riprodotto tramite un output video a 60Hz, causa uno stuttering terribile, in Battle Arena Toshinden.

Finiamo la disamina con un gioco che opera con il frame-rate sbloccato: Jumping Flash. Questo titolo non era un capolavoro di prestazioni nemmeno alla sua uscita ma, comparando la versione originale NTSC con quella inclusa in PlayStation Classic, è facile notare che c'è un netto divario tra i due sistemi.

C'è generalmente un calo del 17% in termini di velocità nel passaggio da NTSC a PAL ma l'effetto sembra addirittura peggiorare qui, con un differenziale nelle performance che può superare addirittura il 30% a favore dell'hardware originale. Daremo presto un'occhiata più approfondita all'emulazione ma già da ora è chiaro che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato, in questa nuova mini console.

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Il confronto tra la versione di Jumping Flash per la console originale e quella per PlayStation Classic.

Abbiamo chiesto a Sony un commento sulla decisione di utilizzare versioni PAL dei giochi su PlayStation Classic e vi aggiorneremo in caso di risposta. Fondamentalmente, la grande maggioranza di quei titoli per PlayStation sono stati progettati per i 60Hz e, anche all'epoca, c'era una differenza abissale tra le versioni NTSC e PAL. Il divario è ancora più ampio tra PlayStation Classic e l'hardware NTSC originale: la situazione è peggiore sulla nuova mini-console perché negli anni '90, almeno, i software a 50Hz venivano riprodotti su schermi a 50Hz con risultati fluidi, per quanto lenti. Agli acquirenti statunitensi, inoltre, andrà ancora peggio perché senza questa console non avrebbero mai sperimentato le lente versioni PAL di questi giochi.

Tenendo a mente le proteste degli utenti europei, insoddisfatti delle versioni PAL a 50Hz incluse nella line-up PS2 Classics per PS4, è davvero strano che Sony voglia offrire contenuti a 50Hz in altri suoi prodotti.

Aggiungere questi giochi alla versione americanadi PlayStation Classic, inoltre, è qualcosa che non sarebbe mai dovuta accadere: l'azienda sapeva sicuramente che le versioni emulate di questi software avrebbero offerto un'esperienza peggiore rispetto all'hardware originale.

Va segnalato, inoltre, il fatto che l'emulatore incluso in PlayStation Classic non esegue correttamente i giochi NTSC a 30fps. Quest'ultimo è un campo in cui Sony non ha mai avuto problemi con i download dei giochi PS1 su PS3, PSP e Vita tramite PSN.

Le prime impressioni sulla qualità di PlayStation Classic lasciano dunque davvero a desiderare. Torneremo presto con uno sguardo approfondito all'hardware della console e alla qualità generale dell'emulazione ma, allo stato attuale, è difficile non rimanere delusi da questo prodotto.

Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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