Yo-kai Watch 3 - recensione

Pronti a rituffarvi nel coloratissimo mondo degli Yo-kai? 

Per chi non lo sapesse gli Yo-kai appartengono all'immenso e intricato folklore nipponico, e sono delle manifestazioni sovrannaturali inquietanti, spesso spaventose e invasive. Come sistematicamente accade, i giapponesi più creativi sono soliti immergersi a piene mani nella propria mitologia per dar vita a storie di fantasia, partendo dalla letteratura, passando per il cinema, i manga e ovviamente i videogame.

Gli spiriti Yo-kai presenti nella serie Yo-kai Watch, come sapranno bene gli appassionati dei titoli di Level-5, non sono però creature di cui aver timore, bensì semanazioni simpatiche e coloratissime che danno forma a un universo zuccheroso e scanzonato.

In Yo-kai Watch 3, terzo capitolo della già prolifica saga sviluppata dai creatori di Ni No Kuni, il piccolo protagonista Nathan si trasferisce dal Giappone agli Stati Uniti per scoprire che anche lì esistono i dispettosi spiritelli Yo-kai, emanazioni totalmente invisibili all'occhio umano. Grazie al suo speciale orologio riesce non solo a vedere ma anche ad interagire con essi e a farseli amici. La serie è senza ombra di dubbio ispirata, per non dire ricalcata, ad alcuni temi principali presenti nei titoli Pokémon, partendo dall'approccio all'esplorazione sino ad arrivare al collezionare il maggior numero di Yo-kai nella squadra.

In terra nipponica il titolo è diviso in tre diverse edizioni: Sushi, Tempura e Sukiyaki. Ognuna di esse contiene Yo-kai unici da collezionare esclusivamente connettendo le diverse edizioni tra loro. Per il mercato occidentale si è deciso di commercializzare una sola versione del titolo, con tutti gli Yo-kai presenti nelle tre edizioni giapponesi. Probabilmente questa decisione deriva dal fatto che, nonostante in Europa e in America la serie abbia già una propria fan base, la quantità di copie vendute rispetto al Giappone risultano ancora troppo poche.

Yo-kai Watch 3 introduce per la prima volta nella serie il personaggio di Hailey Anne Thomas, una coprotagonista femminile che, a differenze di Nate, agirà in Giappone. Un personaggio familiare per chi segue l'anime, dato che la narrazione ricalca fedelmente l'incontro tra Hailey e lo Yo-kai Usapyon già vista nella serie animata. Una volta presa la mano con l'intreccio narrativo il gioco ci permette di cambiare liberamente la storia tra quella di Nathan e quella di Hailey, che agirà principalmente nella cara vecchia città di Valdoro, già presente nei precedenti titoli. Per progredire nella trama è vitale switchare tra i personaggi nei momenti chiave, con la possibilità di dedicarsi liberamente alle missioni secondarie con uno dei due protagonisti e quindi interessarsi alla libera esplorazione.

La narrazione si concentra su sviluppi abbastanza semplici e dai toni infantili, tra le difficoltà di Nate nell'approcciare una nuova lingua, nella città americana di Arachidia, e le avventure investigative di Hailey. Gli sviluppatori si sono divertiti anche stavolta a inserire delle piccole chicche di matrice citazionistica che strizza l'occhio al cinema e alle serie tv, come ad esempio X-Files.

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L'avventura negli States di Nathan inizierà al fianco dei fedelissimi Whisper e Jibanyan.

Il punto forte di Yo-kai Watch 3 risiede senza dubbio nella libertà che lascia al giocatore, nell'esplorazione delle due città e nella possibilità di cambiare qualsivoglia la linea narrativa. Le città sono piene zeppe di Yo-kai da cercare e missioni secondarie. Ogni anfratto potrebbe nascondere un oggetto importante o uno Yo-kai da assaltare. Il sistema di combattimento è basato sul nuovissimo Tactics Medal Board, in un campo di gioco diviso in celle 3x3, per un totale di nove celle, a differenza dei precedenti titoli che ne contavano solo sei.

Gli Yo-kai in base alla loro disposizione sul campo di battaglia attaccheranno e si cureranno automaticamente. Per portare a termine un combattimento in maniera vincente bisogna adottare delle precise tattiche di disposizione degli Yo-kai. Ponendo davanti uno Yo-kai con più punti vinta, quest'ultimo progetterà dagli attacchi lo spiritello che è dietro di lui. Invece mettendo sulla stessa linea i mostriciattoli attiviamo una serie di combo distruttive. L'uso del pennino durante i combattimento è fondamentale, perché per sfuggire alle maledizioni o per attivare i colpi più potenti, attraverso la funzione Energimax, si accede a dei minigiochi in cui l'uso delle dita è perlopiù impreciso.

Sono stati introdotti una lunga serie di nuovi minigiochi, sicuramente tra questi il più simpatico è la modalità Notte con gli Zombie, il quale si attiva in modo completamente casuale. Vediamo così calare le tenebre e dar la caccia ai non-morti. Questa volta sono presenti oltre seicento Yo-kai da catturare, quindi il tasso di longevità per i maniaci del collezionismo è veramente molto alto.

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La direzione artistica è particolarmente ispirata, come Level-5 ci ha abituati in tutti i suoi titoli.

La localizzazione in italiano è curata attentamente e non solo vede tutte le didascalie e i menu completamente tradotti, ma è anche presente un doppiaggio convincente e l'opening cantata in italiano.

Visivamente Yo-kai Watch 3 è particolarmente ispirato. Il titolo propone delle atmosfere coloratissime e originali, confermando ulteriormente la bravura dei ragazzi di Level-5 nel creare universi spassosi e stratificati. Sul piano audio lasciano a desiderare gli effetti sonori dei dialoghi, mentre tutti gli altri suoni funzionano impeccabilmente, aiutando a ricreare un'atmosfera molto buffa. La colonna sonora originale è piacevolmente ispirata e si muove su più generi, è persino presente qualche pezzo jazz particolarmente riuscito.

In definitiva Yo-kai Watch 3 amplia e stratifica l'offerta ludica dei titoli che lo hanno preceduto, introducendo l'originale Tactics Medal Board e offrendo la possibilità di catturare tutti gli Yo-kai presenti nelle tre edizioni giapponesi, Sushi, Tempura e Sukiyaki. Per chi ha amato i capitoli precedenti non possiamo che consigliare Yo-kai Watch 3. Per chi invece non conosce la serie, rimangono importanti riserve, soprattutto sul piano narrativo e dell'ambientazione, fin troppo infantili e privi di mordente per la maggior parte dell'avventura. Inoltre il livello di difficoltà generale del titolo è molto basso e non propone ancora particolari sfide al giocatore.

7 /10

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Riguardo l'autore

Antonio Savino

Antonio Savino

Redattore

Aspetta ostinatamente la lettera d'ammissione ad Hogwarts, nonostante la comparsa dei primi capelli bianchi. Per ingannare l'attesa cerca la magia nel cinema, nella musica, nei videogame e nel culto di Cthulhu.

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