La console war e il campanilismo in ambito videoludico ci hanno abituato a situazioni decisamente peggiori ma in fondo in fondo speravamo che l'intervento congiunto di Shawn Layden (PlayStation), Phil Spencer (Xbox One) e Reggie Fils-Aime (Nintendo) ai The Game Awards 2018 potesse rivelarsi una sorta di esempio per un certo tipo di giocatori.

Su ResetEra è però recentemente spuntato il "caso" di Alejandra Pernías, community manager di Xbox Spagna attaccata per aver postato sul proprio profilo Twitter personale una foto di Overwatch in versione PS4. Gli attacchi sono stati diversi tra chi accusa la Pernías di "essersi portata il nemico in casa", chi afferma che lei "non rappresenta Xbox" e chi ancora la accusa di voler semplicemente alimentare delle controversie e delle discussioni. In parole povere commenti molto "intelligenti".

In passato anche Mike Ybarra, corporate vice president della divisione Xbox, aveva ricevuto delle critiche simili perché aveva deciso di streammare God of War su Mixer. Ybarra aveva sottolineato che in quel momento rappresentava solo se stesso, un giocatore, sottolineando quindi che l'appartenenza a un'azienda non gli impedisca di certo di provare con mano i grandi prodotti lanciati dalla concorrenza.

Sicuramente nel panorama videoludico ci sono stati e ci saranno comportamenti e attacchi ben peggiori di quelli che ha dovuto subire Alejandra Pernías ma ritrovarsi di fronte a un caso di questo tipo è comunque un vero e proprio peccato. Un altro caso di becera, inutile e fuori luogo console war verso una persona la cui unica colpa è quella di videogiocare al di là di insensate bandiere.

Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

Altri articoli da Alessandro Baravalle