Quando Tropico 6 uscirà il prossimo anno su PC, la celebre serie sarà ufficialmente maggiorenne. Un onore e un onere non da poco per i tedeschi di Limbic Entertainment che hanno preso in carica lo sviluppo di questo nuovo capitolo, dopo quasi 10 anni durante i quali Tropico è rimasto in mano al talentuso studio bulgaro Haemimont Games.

Quello che ci sentiamo di affermare, dopo aver passato parecchie ore tra isole tropicali e musichette caraibiche, è che non sarà una sfida di certo facile. A molti di voi basterà dare un'occhiata agli screen presenti qui in giro per notare subito qualcosa di strano: il gioco non solo si è fermato tecnicamente a quattro anni fa, ma sembra per certi aspetti addirittura peggiorato.

Il primo approccio con Tropico 6 non è infatti dei migliori: fin dal primo istante ci si rende conto di essere di fronte ad un titolo nato vecchio sotto diversi punti di vista. Primo tra tutti sicuramente quello tecnico: il passaggio dal motore proprietario di Haemimont Games al più blasonato Unreal Engine non ha evidentemente contribuito a migliorare il titolo da questo punto di vista.

Giocando a Tropico 6 abbiamo però notato una carenza ancora più grave: quella grafico-artistica. Se per una produzione a budget non di certo elevato si può tranquillamente soprassedere sul mero aspetto tecnico, ci saremmo comunque aspettati qualcosa di più a livello d'impatto visivo.

La superficialità artistica non è solo evidente dagli scorci che si possono osservare tra le isole caraibiche (tranne alcune rarissime eccezioni), ma soprattutto nell'HUD, che ricorda un'interfaccia da gioco amatoriale e dai personaggi comprimari, che per qualità non si avvicinano neanche lontanamente al quinto capitolo.

Se però l'evidente vecchiaia che ci è parso di scorgere in Tropico 6 avesse riguardato solo gli aspetti tecnici ed artistici, probabilmente non ce ne saremmo nemmeno accorti. Il problema fondamentale riguarda infatti il gameplay stesso del titolo, che sembra letteralmente fossilizzato nel passato. Dopo aver trascorso parecchie ore in compagnia di El Presidente e dei suoi concittadini, ci siamo infatti resi conto che le differenze rispetto ai titoli precedenti sono davvero risicate e che, anzi, sembrano essere stati fatti dei passi indietro in termini di giocabilità e profondità.

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Questo è un esempio di scorcio con le impostazioni al massimo. Almeno il gioco è leggero anche a risoluzioni elevate.

Con giocabilità intendiamo in questo caso l'accessibilità al titolo che, a causa principalmente di un HUD non proprio di primo pelo, sembra complicare un titolo che il realtà risulta in alcuni aspetti semplificato rispetto al passato. Una semplificazione che riteniamo deleteria perché appiattisce il gioco invece di renderlo più immediato e divertente e perché il pubblico, a cui il genere è indirizzato, non è certamente alla ricerca di esperienze superficiali, come dimostra la recente esperienza.

Questo nuovo capitolo ha però dalla sua un paio di novità degne di nota. La prima, più semplice, dà la possibilità al presidente di tenere discorsi elettorali elargendo promesse che sarà però presto tenuto a mantenere durante il proprio mandato. La seconda novità, più corposa, riguarda invece le infrastrutture di trasporto ora più complesse, che obbligheranno il giocatore a riflettere sugli spostamenti che i propri concittadini dovranno compiere per arrivare a lavoro e per accedere ai servizi.

Ovviamente, però, ci teniamo a precisare che quella a cui abbiamo giocato è la versione beta di Tropico 6, disponibile per tutti quelli che prenotano il gioco. Insomma, una bella scommessa per il produttore Kalypso Media, che ha deciso di lanciare il titolo con questa sorta di "accesso anticipato" lanciandolo in pasto alla community.

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I campi coltivati che danno da mangiare alla nostra gente (e agli alleati nazisti, volendo) sono sempre emotivamente toccanti.

D'altra parte, proprio perché trattasi di una versione beta e non alpha, non pensiamo che Tropico 6 possa cambiare più di tanto in vista dell'uscita ufficiale prevista per il 25 gennaio su PC.

Non ci resta comunque che attendere l'imminente anno nuovo per scoprire se gli sviluppatori di Limbic Entertainment saranno stati all'altezza della storica serie e per gettarci sulla modalità multiplayer e sulla campagna.

Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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