È passato un po' di tempo dal lancio delle RTX 2080 and RTX 2080 Ti e, nonostante siano davvero pochi i giochi che utilizzano il ray tracing allo stato dell'arte di Nvidia o il DLSS, la diffusione delle nuove schede Turing continua. La RTX 2070 ha una grossa responsabilità sulle spalle, dal momento che le schede xx70 dell'azienda in verde sono sempre stati prodotti di ottimo livello: la GTX 970 è stata una delle GPU con il miglior rapporto qualità/prezzo di sempre mentre la GTX 1070, per quanto fosse più costosa, offriva performance superiori alle Maxwell Titan di precedente generazione. D'altra parte, lo charm della RTX 2070 non è altrettanto spiccato ma è comunque un buon prodotto e, col tempo, crediamo diventerà davvero eccezionale.

In sostanza, c'è un problema fondamentale che gli acquirenti delle schede Turing devono affrontare, al momento. Nvidia si è presa un grosso rischio nell'introdurre tecnologie profondamente innovative che potrebbero cambiare in modo radicale la grafica dei videogiochi e potrebbero migliorare nettamente le performance ma è un territorio talmente nuovo che non ci sono esempi concreti di queste feature in azione. Basandoci su quello che abbiamo visto le prospettive sono interessanti ma i primi esempi reali delle feature di punta di Turing arriveranno solo in futuro con patch apposite per giochi come Battlefield 5, Hitman 2 e Shadow of the Tomb Raider. Allo stato attuale, senza queste caratteristiche che potrebbero offrire risultati tangibili, i prezzi possono rappresentare un importante ostacolo: la RTX 2070 viene venduta all'incirca allo stesso prezzo della GTX 1080 e le performance delle due schede, in linea di massima, si equivalgono. Va detto, comunque, che viste le feature tipiche di Turing, il potenziale futuro di quel tipo di schede e il fatto che le prestazioni non scendono quasi mai sotto il livello dell'offerta di GTX 1080, crediamo che la RTX 2070 sia la GPU da avere, in quel range di prezzo.

Prima di tutto, però, mettiamo la nuova offerta Turing nel giusto contesto, confrontandola con gli altri componenti della famiglia RTX e con il top di gamma della linea Pascal. Per iniziare, è bene sottolineare che la RTX 2070 non è la versione ridotta della sua controparte xx80. È basata, infatti, su un chip completamente differente, un TU106 con tutti i crismi. In effetti, offre circa il 78% dei CUDA core della RTX 2080 e il 75% della potenza di ray tracing. Tuttavia, mantiene gli stessi 8GB di memoria GDDR6 e opera sullo stesso bus a 256-bit per una prodigiosa larghezza di banda della memoria di ben 448GB/s. C'è un lieve svantaggio in termini di CUDA core rispetto alla GTX 1080 ma Turing riesce a migliorare notevolmente l'efficienza dei singoli core ed offre un caching molto superiore, senza contare l'enorme vantaggio sotto il punto di vista della larghezza di banda. È affascinante constatare che l'equivalente Pascal più vicino alla RTX 2070 ha una tale differenza di specifiche rispetto a questa nuova scheda.

MSI ci ha mandato la sua notevole versione Gaming-Z della RTX 2070 per farne una recensione, una GPU equipaggiata con uno strepitoso overclock di fabbrica di 210MHz superiore alla media. Tuttavia, le performance di questa scheda non sono indicative per la maggior parte delle RTX 2070 sul mercato poiché è decisamente più veloce della media: un vero problema per una review che dovrebbe coprire l'intera line-up 2070. Scegliere a quale velocità testare il prodotto è stata una vera sfida perché ci saranno variazioni tra quasi tutte le schede presenti sul mercato. Alla fine, abbiamo optato per la frequenza di clock della Founders Edition per garantire l'equivalenza con i benchmark che avevamo già condotto sulle RTX ma abbiamo anche incluso una pagina che compara i frame-rate della FE con quelli della Gaming-Z. Questo dimostra come la RTX 2070 possa offrire performance di rasterizzazione equivalenti alla GTX 1080 mentre l'overclocking permette alla scheda di occupare tranquillamente uno spazio tra la GTX 1080 e la GTX 1080Ti. Nonostante sia grandiosa per il gaming a 1440p, l'overclocking e la regolazione dei settaggi la rende una buona GPU anche per il 4K.

rtx2070
Per questa review è stato usato il modello RTX 2070 Gaming-Z 8G di MSI.
RTX 2070 RTX 2080 RTX 2080 Ti GTX 1080 Ti GTX 1080
CUDA core 2304 2944 4352 3584 2560
Giga Rays/sec 6 8 10 1.21 1?
VRAM 8GB GDDR6 8GB GDDR6 11GB GDDR6 11GB GDDR5X 8GB GDDR5X
Bus di Memoria 256-bit 256-bit 352-bit 352-bit 256-bit
Larghezza di Banda 448GB/s 448GB/s 616GB/s 484GB/s 352GB/s
Boost Clock 1620MHz 1710MHz 1545MHz 1582MHz 1733MHz
Processore TU106 TU104 TU102 GP102 GP104
TDP 185W 215W 250W 250W 180W

Generalmente, la RTX 270 include tre output DisplayPort, uno HDMI 2.0 e una porta USB-C, compatibile con lo standard VirtualLink utile per una connettività più semplice con il VR, una dotazione in linea con le sorelle più grandi RTX 2080 e 2080Ti. Vista la richiesta inferiore in termini di energia, la 2070 necessita di un solo input elettrico a otto pin ma la MSI Gaming-Z include anche un input a sei pin extra. Inoltre, dato che la RTX 2070 è basata su un processore TU106 completamente differente, non ci sono porte NVLink e, di conseguenza, non c'è alcun supporto allo SLI, un elemento che ha deluso una parte dell'utenza. Dal nostro punto di vista, però, non si tratta di una grossa perdita. Il fatto è che lo SLI non ha un buon rapporto con gli engine che si basano su componenti temporali (ad esempio, gli elementi provenienti da frame precedenti) e questo rende la sincronizzazione tra le memorie delle due GPU estremamente difficoltosa. Molti titoli, infatti, dal momento che gran parte degli engine moderni utilizzano elementi temporali in qualche misura, hanno eliminato di netto il supporto allo SLI. Detto semplicemente, avrete una migliore compatibilità e, probabilmente, anche migliori performance comprando una RTX 2080Ti, al posto di due RTX 2070.

La RTX 2070 Founders Edition di Nvidia è una scheda più piccola e più leggera delle RTX 2080 e 2080Ti ma la variante Gaming-Z che abbiamo testato per questa review è l'esatto opposto. È davvero un mostro con una PCB custom, un backplate in gun metal, illuminazione RGB e un sistema di raffreddamento 'Frozr' di settima generazione. Anche l'heat sink di questa scheda è enorme: a confronto con la GTX 1080 Gaming-Z di scorsa generazione, si presenta molto più largo e pesante ma svolge egregiamente le operazioni di raffreddamento. Anche con le frequenze di clock che toccano i 1920MHz, la Gaming-Z rimane sotto i 70°C. Tenendo a mente il notevole diametro di 445mm2, non è affatto male.

Passiamo, quindi, a vedere una serie di test delle performance, cominciando con uno sguardo a una delle offerte principali dell'architettura Turing: il Deep Learning Super Sampling (DLSS). Vedrete che la RTX 2070 è generalmente allo stesso livello o lievemente superiore rispetto alla GTX 1080 ma le sue feature caratteristiche, come il DLSS, hanno la potenzialità di cambiare davvero le carte in tavola. Il ray tracing, ovviamente, è supportato anche sulla RTX 2070 ma al momento non abbiamo alcun tipo di benchmark significativo: ci toccherà aspettare.

L'analisi della Nvidia GeForce RTX 2070

Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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