La moria delle serie TV di casa Marvel all'interno del palinsesto di Netflix sembra essersi momentaneamente fermata. Nei mesi appena passati, i fan della "casa delle idee" hanno visto molti degli show dedicati ai loro supereroi preferiti venire chiusi, alcuni in maniera un po' inaspettata, come ad esempio Daredevil, altri meno.

A resistere, per ora, sono Jessica Jones e The Punisher, con quest'ultimo che proprio nei giorni scorsi è tornato alla ribalta grazie alla stagione seconda stagione interamente dedicata a lui.

A vestire i panni dell'anti eroe Marvel per eccellenza è ancora una volta Jon Bernthal, sempre più a suo agio e credibile nella parte di Frank Castle. In una seconda stagione che, a differenza della prima, abbandona definitivamente i connotati della origin story, abbracciando una storia più in linea con lo stile del Punitore ma, anche in questo caso, arricchita da una serie di peculiarità sulla carta molto interessanti.

Dopo le conseguenze delle vicende accadute sul finale della prima season, Frank Castle ha una nuova identità, una nuova vita. Con il suo furgone nero bazzica su e giù per gli Stati Uniti, cercando di mettersi alle spalle il suo passato ma, sopratutto, provando a trovare la pace dentro di sé, provando a evitare il riaffiorare di quei dolorosi flashback sulla sua famiglia che tormentano la sua testa.

Inizialmente sembra davvero di trovarsi davanti ad un Castle pronto a rifarsi una vita, grazie anche a una donna che pare in grado di rapire il suo cuore, scovando della dolcezza dentro quella matassa di rancore, rimorso e violenza.  Ancora una volta però il fato torna a bussare nella testa del Punitore e, come dice lo stesso personaggio in una battuta della prima puntata, "Non riesco a non farmi i fatti miei".

Dopo aver salvato una giovane ragazza di nome Rachel da un'aggressione, i due inizieranno una vera e propria storia on the road in cui, ovviamente, troveranno spazio alcuni personaggi provenienti dall'MCU creato da Netflix. Non mancherà di fare ritorno anche un'altra vecchia conoscenza di Frank, Billy Russo.

Il villain, già visto all'opera nella prima stagione, dopo le gesta compiute da Frank nell'ultima puntata è completamente sfigurato in volto, costretto a portare una maschera per via del suo stesso rifiuto di accettare quello che vede allo specchio. Il personaggio, interpretato da Ben Barnes, completa quindi la trasformazione in Jigsaw, anche se Russo nelle puntate viste sino ad ora non si è mai fatto chiamare così da nessuno. Probabile che il nome rimanga un qualcosa che continuerà ad aleggiare nella testa dei fan, senza mai essere ammesso in maniera esplicita all'interno della storia.

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Il make up ha lavorato duramente per far sembrare realistiche e dolorose le cicatrici di Russo.

Un elemento interessante all'interno del plot è sicuramente quello dell'amnesia dello stesso Russo. Nonostante la poliziotta Dinah Madani faccia continuamente visita alla sua stanza di ospedale, l'ex marine continua a sostenere di ricordarsi unicamente del suo periodo nell'esercito: strategia o reale amnesia? Si tratta indubbiamente di una mossa di sceneggiatura interessante, nonché di uno dei pochi elementi non lineari trovati sino a questo momento.

Quelli che vi abbiamo raccontato sono piccoli pezzi di un puzzle che, almeno nelle prime puntate, rendono sicuramente interessante l'impalcatura narrativa che viene costruita attorno al personaggio di Castle. Alcuni potrebbero obiettare che non vederlo da subito col costume possa far perdere qualcosa allo show, ma siamo convinti che il teschio bianco arriverà nel momento in cui la storia prenderà una piega importante.

D'altronde, e di questo ne abbiamo le prove sin dalla prima puntata, a Castle e allo spettacolo non servono un teschio bianco per mostrare scene di azione tutto sommato ben coreografate, ma soprattutto in grado di mostrare tutta quella brutale violenza che aleggia nella testa e nelle gesta del Punitore.

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Frank Castle non inizierà da subito la sua epopea col teschio bianco sul petto. Arriverà più avanti?

Sotto questo specifico aspetto, The Punisher Season 2 spinge ulteriormente l'acceleratore sulla crudeltà degli scontri corpo a corpo e a fuoco. D'altronde è sempre stato così anche nel fumetto. Per Castle uccidere è come una terapia, motivo che l'ha sempre portato a essere considerato come uno dei personaggi più scomodi e controversi dell'intero universo Marvel, e questo nonostante scelga sempre i "cattivi" come sue vittime.

Tutto ciò finora traspare in maniera netta, molto più che nella prima season, ed è proprio il motivo per cui ci sentiamo di consigliarvi di continuare a vederla, sperando che la trama prenda un'impennata in tempi brevi e che la storia trovi una degna chiusura nella rivalità tra Castle e Russo. Dopo le prime puntate, per noi è play!

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