Warhammer Quest 2 - recensione

Dungeon Crawler vecchio stile.

Warhammer Quest approdava nell'ormai lontano 2013 su iOS per poi venire trasposto su PC (Steam) nel 2015. Nel 2017 arrivava il seguito Warhammer Quest 2 su iOS e ora, puntualmente, ci prepariamo a ricevere la relativa trasposizione su PC.

Diciamo innanzitutto che la serie , dotata di licenza ufficiale, non ha mai fatto mistero del suo essere nativa per tablet. Il genere RPG piegato a una certa semplicità meccanica e di gameplay era tipico dell'approccio alle applicazioni iOS di qualche anno fa. Da allora le cose sono cambiate e chi propone videogiochi (ma anche altri tipi di applicazioni) per tablet lo fa non più semplificando l'offerta, ma adattandola alle nuove concezioni di UX e UI.

Questo vuol dire che iniziamo a vedere su tablet giochi sempre più vicini alle loro controparti per PC, sotto tutti i punti di vista. L'esempio perfetto è PUBG, arrivato su mobile (e tablet) pressoché intatto in tutto il suo splendore, cosa assolutamente impensabile qualche anno fa.

Ora tutto questo discorso sembra non essere giunto nei pressi dello sviluppatore di Warhammer Quest 2, Perchang. La formula offerta dal gioco è infatti saldamente ancorata a ciò che ci veniva già proposto nel 2013. Una sorta di action RPG a turni a movimenti discreti (su griglia) con missioni assortite tra trama principale ed eventi secondari. Vediamo esattamente cosa, come e perché non è esattamente quanto ci aspettavamo nel 2019.

Warhammer Quest 2 inizia raccontando una storia classica del genere fantasy; il medium è testuale, cosa già abbastanza deludente visto che si tratta del minimo sindacale, e considerando che la qualità del contenuto non è nemmeno particolarmente alta. Il vostro gruppo è all'inizio preconfezionato intorno ai consueti canoni fantasy e prevede soltanto la possibilità di customizzare i colori degli abiti e l'inventario, null'altro.

Avete letto bene, non ci sono progressioni su alberi di skill, né abilità speciali da aggiungere ai personaggi. Ogni volta che salite di livello il gioco vi assegna punti aggiuntivi nelle stat di base e vi ristora i punti salute.

Warhammer Quest 2 si tagga su Steam come "Strategia" e "Avventura" e siamo abbastanza d'accordo perché in effetti tutto quello che offre è un'avventura (nel senso più generico possibile del termine) con qualche scelta vagamente strategica. Il gioco si sviluppa in due ambienti. Sulla mappa strategica vedete le varie locazioni, città o agglomerati umani più o meno organizzati e le locazioni in cui prenderanno vita le quest. Nelle città potete ottenere le missioni, comprare oggetti (armi, armature e oggetti speciali) e arruolare nuovi personaggi (o far crescere di livello quelli che avete già). L'interfaccia è molto semplice ed è sempre piuttosto chiaro quello che potete, e dovete, fare.

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Zombie e ragni giganti… nei primi livelli dovrete eliminarne a tonnellate. Warhammer Quest 2 non brilla per originalità nel genere fantasy.

I personaggi possono appartenere a diverse classi che poi dettano quali oggetti possono utilizzare. Questo è il massimo della profondità che offre Warhammer Quest 2; le classi dei personaggi accedono a oggetti diversi e, tramite questi, offrono un gameplay leggermente differente.

La parte principale di Warhammer Quest 2 è costituita dalle quest, ovvero dalle missioni che vi verranno assegnate (e che potrete scegliere di accettare o di posticipare). In caso accettiate dovrete semplicemente recarvi sul posto ed entrare nella locazione, che il più delle volte è un dungeon.

Qui la visuale cambia e vedrete le cose da una prospettiva dall'alto che può essere anche leggermente modificata per mostrare il 3D in tutta la sua gloria. Ma la visuale dall'alto è perfetta per identificare chiaramente i percorsi possibili e le linee di tiro. Le mappa sono divise in griglie a quadrati e i vostri personaggi sono tutti dotati di cinque punti-azione, ogni quadrato costa un punto e ogni arma ha un costo di attivazione, sempre in punti. Il gioco offre diverse armi da mischia con percentuali differenti nelle chance di crit, numero di attacchi e range di danni variabili.

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I nostri personaggi sono stati avvelenati dagli zombie e brillano di un verde vivace; perderanno alcuni HP ma niente di drammatico; il livello di difficoltà di Warhammer Quest 2 è decisamente approcciabile.

Poi ci sono le armi da lancio, tra cui gli archi e i bastoni magici la fanno da padrone. Qui va considerata la portata e la linea di tiro (che deve essere sgombra). Infine armi speciali, pozioni e bende supportano i giocatori nei momenti più complicati e vari componenti di vestiario danno bonus precisi a classi particolari.

Il gameplay tattico è basato sullo studio della mappa e sulla massimizzazione dei danni inferti all'avversario con il pool di action-point che avete a disposizione. Le mappe prevedono ostacoli che fermano le linee di tiro delle armi da lancio e molte strettoie, utili a limitare le potenzialità degli attaccanti. Il più delle volte vi troverete a pensare a come navigare la mappa per sfruttare al massimo le azioni che avete mentre vi tenete fuori portata dagli attacchi nemici. Inoltre dovrete considerare i punti deboli dei mostri, ovvero le armi alle quali sono più sensibili. Negli scenari non c'è loot né alcunché di interattivo (se non le porte tra una locazione e l'altra), l'obiettivo è quello di raggiungere il termine del dungeon o eliminare tutti i nemici; in caso di successo si ottiene un loot finale costituito solitamente da tre oggetti.

In definititva, quindi, ogni avventura si riduce a un certo numero (da tre a cinque) di mappe precostituite su cui è impressa una griglia; le battaglie tattiche che così vengono a crearsi sono abbastanza interessanti ma richiedono un impegno cerebrale solo basilare. Il meccanismo rimane sempre lo stesso e non ci sono novità di rilievo, nemmeno nel late game; sale la difficoltà, aumentano i danni inferti da entrambe le parti (ma salgono anche i punti salute e le armature) e si allungano i tempi, visto che i dungeon si fanno più grandi.

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Gli scenari sono classici del genere fantasy e gli ambienti sono discretamente realizzati; il comparto estetico è probabilmente quello che brilla di più.

Terminata una quest si può tornare in un villaggio, fare level-up se è il caso (e così recuperare completamente la salute), e spendere il denaro ottenuto in nuovi oggetti. Warhammer Quest 2 è un RPG tattico in cui tutti gli elementi sono ridotti all'osso, come se si dovesse risparmiare risorse, soprattutto creative. Il risultato finale è un'esperienza sonnolenta che potrebbe essere apprezzata solo da chi vuole un gameplay estremamente semplificato e quasi su binari.

L'aspetto estetico è discreto. I dungeon sono appariscenti, molto colorati ma anche estremamente ripetitivi; vengono spesso riutilizzati interi blocchi di scenari già visti precedentemente. Anche i nemici non brillano per originalità, anzi sono i consueti generici mostri fantasy che abbiamo già visto decine di volte. La mappa strategica è anch'essa appariscente e ben fatta ma non brilla per realismo visto che utilizza delle strane soluzioni astratte (bulloni volanti?) per rappresentare città e locazioni da visitare. Gli effetti sonori sono, anche qui, generici e per nulla originali.

Bisogna inoltre segnalare che il gameplay a turni su griglie a quadrati viene proposto nell'intera fase tattica, anche quando non ci sono mostri. Questo è un difetto importante perché costringe il giocatore a perdere tempo tra uno scontro e l'altro semplicemente per portare i propri personaggi a ridosso della zona successiva. Questo, insieme col fatto che il pathfinding non evita zone pericolose (come fuoco e veleno causato da nemici o dalle vostre armi), innervosisce il giocatore, che si trova a dover fare micromanaging nel muovere i suoi personaggi in un momento in cui non c'è tensione drammatica. Insomma è una gran scocciatura, diretto portato della logica "tablet".

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La crescita dei personaggi prevede soltanto il miglioramento delle stat di base e il ristoro degli HP e delle ferite. Decisamente troppo poco nel 2019.

In definitiva Warhammer Quest 2 rimane ancorato a un modo di fare RPG che è ancora quello dell'alba dei dispositivi mobile piegati al gaming. La filosofia è quella di limitare al massimo creatività e profondità per offrire un'esperienza asciugata di qualsiasi complessità; ma sono passati sei anni dal 2013, un'enormità nel settore dei videogiochi, e la formula regge a fatica.

Se proprio desiderate un 'dungeon romp' a turni senza alcuna inventiva, in cui potete distrattamente guardare il monitor e cliccare compiendo scelte basilari potete considerare un punto in più al voto in calce, ma per 15/17 euro (la fascia di prezzo in cui verrà proposto il gioco) il rapporto prezzo/qualità non è soddisfacente.

6 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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